Quante pause si possono fare al lavoro in 8 ore?

Isabella Policarpio

07/05/2021

07/05/2021 - 16:59

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Quante pause - e di quale durata - si possono fare in una giornata lavorativa di 8 ore? Vediamo cosa stabilisce la legge sulla pausa caffè e per il pranzo.

Quante pause si possono fare al lavoro in 8 ore?

Quanto può durare al massimo la pausa caffè e quante se ne possono fare in una giornata lavorativa di 8 ore dipende innanzitutto dalla tipologia di impiego (ad esempio per i videoterminalisti ci sono delle regole ad hoc) e da quanto stabilito dal decreto legislativo n. 66 dell’8 aprile 2003.

In assenza di specifiche disposizioni nel CCNL, a ciascun dipendente è concessa una pausa di almeno 10 minuti continuativi se la giornata di lavoro è pari o superiore alle 6 ore. Qui tutti i dettagli.

Quante pause si possono fare durante il lavoro: cosa dice la legge

Concorrono alla disciplina delle pause da una parte la legge nazionale, in attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE, dall’altra i CCNL di categoria. Secondo il decreto legislativo 66/2003, ogni lavoratore, se la sua giornata lavorativa eccede le 6 ore, ha diritto a beneficiare:

“di un intervallo per pausa, le cui modalità e la cui durata sono stabilite dai contratti collettivi di lavoro, ai fini del recupero delle energie psicofisiche e della eventuale consumazione del pasto anche al fine di attenuare il lavoro monotono e ripetitivo.”

Questo limite - 10 minuti continuativi - può essere ampliato dai contratti collettivi ma mai ridotto, in ragione del fatto le singole aziende private possono prevedere soltanto misure più favorevoli di quelle nazionali e mai peggiorative. Quindi la pausa può essere più lunga di 10 minuti e mai più corta.

I periodi di pausa - cioè di astensione dal lavoro - non sono retribuiti dal datore di lavoro (a norma dell’articolo 8 del decreto legislativo 66/2003) a differenza delle soste di forza maggiore, ad esempio quelle legate ai bisogni fisiologici.

Quanto può durare la pausa caffé?

Quanto detto significa che la classica “pausa caffè” tra colleghi non potrebbe avere una durata superiore ai 10 minuti continuativi. Ciò non toglie che sul posto di lavoro potrebbero essere applicate consuetudini “più permissive”.

Inoltre c’è da considerare che i videoterminalisti, come spiegheremo più avanti, hanno diritto a più periodi di pausa e di più lunga durata, in ragione dello stress visivo provocato dal monitor.

Durata della pausa pranzo

Il decreto 66/2003 non fa esplicito riferimento alla pausa pranzo che, al contrario, è prevista e normata nei CCNL e, in genere, dura un’ora e serve a “spezzare” la giornata lavorativa in due: mattina e pomeriggio.

In alcuni casi, la pausa pranzo dura 2 ore, ma questo dipende da come siano distribuite le 6 o le 8 ore di lavoro giornaliero. Spetta al datore di lavoro dare indicazioni sulla fascia oraria in cui è possibile fruire della pausa pranzo (generalmente non prima delle 13 e dopo le 15).

La pausa pranzo è un diritto dei lavoratori e, in nessun caso, può essere eliminata, nemmeno dietro un aumento salariale o altri benefits concordati con il dipendente.

Tale principio è ribadito nella circolare n. 8/2005 del Ministero del Lavoro. Maggiori dettagli nel nostro articolo di approfondimento sull’obbligatorietà della pausa pranzo:

La pausa dei videoterminalisti

Merita una trattazione a parte la pausa dei videoterminalisti, cioè coloro che svolgono la propria attività usando un’attrezzatura con videoterminale per 20 ore o più alla settimana.

Ad essi spetta una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti trascorsi davanti al computer (si veda l’articolo 175 del Dlgs 81/2008).

Secondo costante orientamento della Corte di cassazione, i 15 minuti non devono per forza sussistere in astensione totale dal lavoro ma si possono svolgere altre mansioni che non prevedono l’utilizzo del videoterminale, ove presenti. Le attività “alternative” spesso sono indicate direttamente nei CCNL e, se mancano, possono essere stabilite dal datore di lavoro.

Se non ci sono mansioni diverse dall’utilizzo del computer, i 15 minuti ogni 2 ore dovranno essere di pausa totale dal lavoro.

Questo periodo, però, non è da considerarsi espressamente come di riposo: si può trattare anche di un semplice cambio di attività, che consente quindi al lavoratore di allontanarsi momentaneamente dal videoterminale.

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# Lavoro

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