Si può essere bocciati all’ultimo miglio dell’esame di Maturità? Ecco quando una prova orale insufficiente non fa superare l’esame.
Ha inizio oggi, martedì 23 giugno, l’ultimo passaggio dell’esame di Maturità 2026: l’orale.
A tal proposito, soprattutto alla luce delle nuove regole introdotte dalla riforma Valditara, studenti e studentesse guardano con preoccupazione a questo ultimo step, temendo che una prova negativa possa comportare la bocciatura.
Ma davvero si può essere bocciati all’orale della Maturità 2026? Assolutamente sì, per quanto - come vedremo di seguito - a rischiare siano soprattutto gli studenti che, tra crediti e prove scritte, non hanno raggiunto un punteggio sufficientemente alto da poter affrontare con maggiore tranquillità il colloquio con la commissione d’esame.
Non possono però considerarsi del tutto al sicuro neppure gli studenti che hanno già raggiunto la sufficienza, o ai quali manca comunque poco per arrivarci. Le nuove regole, infatti, stabiliscono che, indipendentemente dal punteggio ottenuto, non sostenere la prova orale comporta il mancato superamento dell’esame di Stato.
Facciamo quindi chiarezza su quando si può essere bocciati alla Maturità 2026 alla luce delle nuove regole, e su quali sono i casi in cui una brutta prova può diventare decisiva anche a prescindere dal punteggio già ottenuto.
Quando si viene bocciati alla Maturità 2026
L’ammissione all’esame di Maturità non comporta automaticamente la promozione, neppure con il minimo dei voti, ossia 60/100.
L’ordinamento è chiaro: per superare l’esame di Stato bisogna raggiungere almeno la sufficienza, fissata appunto a 60/100, sommando i voti ottenuti nelle prove scritte e nel colloquio orale ai crediti maturati nel corso del triennio.
Il punteggio è diviso tra le diverse prove. Per la prima prova di italiano si possono ottenere fino a 20 punti, così come per la seconda prova, mentre il colloquio orale vale anch’esso fino a 20 punti. A questi si aggiungono i crediti scolastici, attribuiti sulla base della media degli ultimi tre anni, fino a un massimo di 40 punti. Rispetto al passato, infatti, il punteggio è stato uniformato: 40 punti derivano dai crediti e 60 dalle prove d’esame, per arrivare al totale di 100.
È quindi la somma aritmetica di crediti, scritti e orale a determinare la valutazione finale. Se questa non raggiunge almeno i 60/100, lo studente non supera l’esame e viene bocciato.
In genere la commissione valuta con attenzione quanti punti assegnare alle singole prove, anche per consentire allo studente di raggiungere almeno la sufficienza quando il percorso complessivo lo permette. Se però il punteggio finale resta molto basso, ad esempio tra i 45 e i 55 punti, non ci sono margini: in quel caso la bocciatura diventa inevitabile.
Quando si viene bocciati all’esame orale della Maturità 2026
Come anticipato, con la prova orale della Maturità 2026 vengono assegnati al massimo 20 punti. Pertanto, gli studenti che si presentano al colloquio con un punteggio non particolarmente alto tra crediti scolastici e prove scritte devono ottenere un buon risultato all’orale per scongiurare il rischio di bocciatura.
A tal proposito, di seguito trovate in allegato la tabella di valutazione della prova orale della Maturità 2026. Come si può vedere, viene dato particolare peso all’acquisizione dei contenuti e dei metodi delle diverse discipline, soprattutto quelle d’indirizzo, alla capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e collegarle tra loro, nonché alla capacità di argomentare in maniera critica e personale.
Ciascuno di questi tre indicatori può valere fino a 5 punti. A questi si aggiungono la ricchezza e padronanza lessicale, anche con riferimento al linguaggio tecnico e di settore, e la capacità di analisi e comprensione della realtà in chiave di cittadinanza attiva, entrambe valutate fino a 2,5 punti.
Abbiamo però anticipato come quest’anno sia molto importante sostenere in ogni caso la prova orale, anche per gli studenti che si presentano con un punteggio già molto alto e che, quindi, potrebbero aver già messo in sicurezza la promozione dal punto di vista aritmetico. Scene mute o, ancora di più, il rifiuto di sostenere l’orale vengono infatti considerate causa di bocciatura, a prescindere dalla votazione già ottenuta dallo studente o dalla studentessa.
Naturalmente, i casi andranno valutati singolarmente. Spetterà infatti alla commissione stabilire se si tratti di una vera e propria scena muta o di una prova semplicemente insufficiente, con tutte le conseguenze del caso.
Diverso è il caso dello studente che, pur tra molte difficoltà, prova comunque a sostenere il colloquio: in questa situazione la commissione potrà attribuire un punteggio molto basso, ma la bocciatura dipenderà comunque dalla somma finale tra crediti, prove scritte e orale.