Dalla revisione dell’IRPEF agli aumenti su casa, banche e carburanti. Tutti i dati sulla pressione fiscale e sulle nuove imposte del Governo Meloni.
Il Governo Meloni ha abbassato o aumentato le tasse? Il dibattito sulla politica fiscale dell’esecutivo si muove su due strade parallele e quando la premier, Giorgia Meloni, rivendica la riduzione del carico fiscale, la sua affermazione trova riscontro nel taglio effettuato sulle imposte sul reddito. Grazie al taglio dell’Irpef che ha ridotto, nel corso degli ultimi anni, gli scaglioni di redditi e abbassato le aliquote, i lavoratori hanno effettivamente registrato una diminuzione diretta delle imposte. Ci sono stati diversi interventi che hanno ridotto la tassazione in busta paga come il taglio del cuneo fiscale, la flat tax per gli aumenti stipendiali e per il lavoro notturno e festivo.
Di contro, però, c’è anche un’altra faccia della medaglia. Tra il 2022 e il 2026 sono stati introdotti nuovi prelievi fiscali, sono state aumentate imposte indirette e accise, sono stati eliminati benefici che prevedevano una tassazione più bassa per alcune categorie e questo ha fatto in modo che l’esborso generale dei contribuenti aumentasse.
A confermare il trend si possono visionare anche i dati elaborati dall’Istat e dalla CGIA di Mestre che evidenziano come la pressione fiscale complessiva sia comunque aumentata durante il Governo Meloni passando dal 41,7% del PIL nel 2022 al 42,9% del PIL nel 2026 (ma nel 2027, secondo le previsioni attuali, dovrebbe salire al 43,2%).
Beni per l’infanzia e igiene femminile: aumento dell’IVA
Dal 1° gennaio 2024 il Governo Meloni ha disposto un raddoppio dell’aliquota IVA dal 5% al 10% per assorbenti femminili, tamponi, latte in polvere, pannolini e prodotti per l’infanzia in generale. L’aumento, anche se sembra minimo, ha prodotto un impatto economico sulle tasche delle famiglie italiane. Il Governo ha motivato la scelta di ritornare all’aliquota IVA più alta sostenendo che il taglio dell’IVA non fosse stato correttamente trasferito sui prezzi al dettaglio da parte di commercianti e produttori.
Le stime di diverse associazioni dei consumatori valutano che gli effetti del rialzo dell’IVA per questi prodotti hanno avuto i seguenti impatti:
- per le famiglie con bambini piccoli l’incremento dell’Iva sui prodotti per l’infanzia pesa per circa 100 euro in più all’anno;
- l’aumento dell’IVA sui pannolini, ipotizzando l’uso di 6 pannolini al giorno, ha un costo maggiore di 96 euro all’anno;
- per quanto riguarda i prodotti per l’igiene femminile l’aumento dell’Iva al 10% porta ogni singola confezione a un aumento medio di circa 20 centesimi con una spesa extra stimata di circa 7 euro l’anno.
Tasse nel settore immobiliare
Negli ultimi anni sono state apportate anche modifiche alle tasse nel settore immobiliare. Non si tratta di una revisione patrimoniale diretta come l’IMU, tuttavia le decisioni di limitare agevolazioni e bonus e di aumentare le aliquote per gli investimenti sulle locazioni hanno portato a un aumento delle tasse sulla casa.
Per la cedolare secca sugli affitti brevi l’aliquota è passata dal 21% al 26% a partire dal secondo immobile. Per un proprietario che ricava 20.000 euro lordi l’anno dalla locazione breve del secondo immobile l’impatto fiscale si traduce in un esborso maggiore di 1.000 euro netti ogni anno.
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A questo si somma la fine delle agevolazioni prima casa per gli under 36 che costringono i giovani acquirenti a versare imposte più alte al momento del rogito. L’impatto di questa modifica è variabile ma se si prende come esempio un’abitazione dal valore catastale di 150.000 euro, l’acquisto comporta per il giovane il pagamento dell’imposta di registro al 2%. La spesa immediata è di 3.000 euro a cui si devono aggiungere le imposte ipotecarie e catastali, prima azzerate.
Un’altra cancellazione che pesa sugli immobili è quella della detrazione del 50% dell’Iva per l’acquisto di immobili residenziali di classe energetica A o B. Se si calcola la perdita su un immobile di 300.000 euro con l’Iva agevolata al 4% (12.000 euro), lo stop alla misura vale 6.000 euro di detrazioni in meno (restituite in 10 anni) per le famiglie che scelgono case green.
Più tasse per grandi imprese, banca e finanza
Le manovre degli ultimi anni hanno introdotto interventi fiscali che hanno aumentato le tasse per il comparto societario, bancario, assicurativo e dei mercati finanziari. Le aliquote e il meccanismo di versamento dell’imposta sono stati rimodulati. Gli interventi hanno riguardato:
- banche e assicurazioni: aumento temporaneo dell’aliquota IRAP di 2 punti percentuali che ha portato l’imposta al 6,65% per le banche e al 7,90% per le assicurazioni a cui si aggiunge il rinvio della deducibilità delle quote delle attività per imposte anticipate (DTA) e modifiche sulla deducibilità degli interessi passivi. Nel complesso, il comparto bancario e assicurativo è chiamato a sostenere un maggiore sforzo fiscale quantificato in circa 4,4 miliardi di euro nel primo anno d’applicazione, per un gettito complessivo stimato in circa 11 miliardi di euro nel triennio di riferimento;
- società energetiche: rimodulazioni fiscali stabilendo aliquote di prelievo straordinarie e rimodulando le imposte IRES per i colossi industriali e della produzione energetica;
- tobin tax: la rimodulazione dell’imposta sulle transazioni finanziarie colpisce direttamente gli acquisti di azioni emesse da società italiane residenti con una capitalizzazione media superiore a 500 milioni di euro. La Legge di Bilancio ha previsto un raddoppio secco delle aliquote proporzionali: l’imposta applicata sulle transazioni finanziarie nei mercati regolamentati (come Borsa Italiana) è salita dallo 0,10% allo 0,20%, mentre per le operazioni fuori dai mercati regolamentati (OTC) l’aliquota è passata dallo 0,20% allo 0,40%. L’incremento dell’aliquota per le operazioni ad alta frequenza è salito analogamente dallo 0,02% allo 0,04%.
Prezzo carburanti ed energia
A gennaio 2023 non è stato rinnovato lo sconto temporaneo introdotto dal Governo Draghi sulle accise dei carburanti e questo ha comportato un aumento immediato del rifornimento alla pompa (18,3 centesimi al litro).
Il governo Meloni ha disposto anche un aumento del gasolio con il riallineamento delle accise sui carburanti. Storicamente, il gasolio ha sempre goduto di un’aliquota fiscale agevolata rispetto alla benzina. Il governo ha modificato radicalmente questo assetto riducendo l’accisa sulla benzina di 4,05 centesimi di euro al litro e, contestualmente, aumentando l’accisa sul gasolio della stessa cifra (4,05 centesimi al litro). Nonostante il calo compensativo sulla benzina, il riallineamento non è a saldo zero per i contribuenti. Poiché in Italia i volumi di gasolio da autotrazione consumati sono nettamente superiori a quelli della benzina, l’operazione garantisce allo Stato un gettito extra netto stimato in circa 650 milioni di euro all’anno.
Sul fronte domestico, la fine dell’agevolazione temporanea dell’IVA al 5% sulle bollette del gas e del teleriscaldamento ha riportato le aliquote ai livelli ordinari del 10% (per i consumi civili entro determinate soglie) e del 22%. secondo le stime delle associazioni dei consumatori l’intervento ha portato a una spesa complessiva extra che oscilla tra i 250 e i 300 euro all’anno.
Nella seguente tabella riassumiamo quelli che sono stati gli incrementi, tra aumenti di aliquote e tagli dei benefici, con l’impatto sull’economia delle famiglie.
| Categoria fiscale | Misura | Aliquota precedente | Nuova aliquota | Impatto economico stimato |
|---|---|---|---|---|
| Beni per l’infanzia | IVA su pannolini, latte in polvere e seggiolini | 5% | 10% | Circa +100€ all’anno a nucleo familiare (96€ solo per i pannolini) |
| Igiene femminile | IVA su assorbenti e tamponi (Tampon Tax) | 5% | 10% | Circa +0,20€ a confezione (6€-7€ in più all’anno per donna) |
| Affitti brevi | Cedolare secca (dalla 2ª alla 4ª casa locata) | 21% | 26% | +1.000€ all’anno su 20.000€ lordi |
| Acquisto casa under 36 | Fine esenzioni totali imposte di registro/ipotecarie | Esenzione (0%) | Ordinarie (es. 2% registro) | +3.000€ immediati al rogito per immobile da 150.000€ catastali |
| Case Green | Cancellazione detrazione 50% IVA su classi A e B | Detrazione 50% | Rimossa | Mancato risparmio secco di 6.000€ su acquisto da 300.000€ |
| Settore bancario/assicurativo | Incremento dell’aliquota IRAP settoriale | 4,65% / 5,90% | 6,65% / 7,90% | Sforzo fiscale addizionale di 4,4 mld € nel primo anno |
| Transazioni finanziarie | Raddoppio aliquote Tobin Tax (grandi società) | 0,10% / 0,20% | 0,20% / 0,40% | Spesa raddoppiata (es. da 50€ a 100€ su transazione da 50.000€) |
| Carburanti (Gennaio 2023) | Fine sconti temporanei Draghi su accise | Scontata | Piena | +18,3 centesimi al litro alla pompa (circa 9€ in più a pieno) |
| Carburanti (Gennaio 2026) | Riallineamento delle accise sul diesel | Agevolata | Parificata alla benzina | +4,05 centesimi al litro (+5 cent con IVA; circa 2,50€ in più a pieno) |
| Energia domestica | Fine IVA 5% su bollette gas e teleriscaldamento | 5% | 10% / 22% | Tra +250€ e +300€ all’anno a famiglia (incluso rincaro benzina) |