Conviene ancora comprare un titolo che ha fatto +2.000% in tre anni? Ecco le azioni con potenziale fino al +20% a maggio 2026.
Tre anni di rally hanno portato molti titoli sui nuovi record, con rendimenti del 390% (BPER), del 416% (Leonardo) e oltre il 2000% (Fincantieri). Ma a questi livelli, non tutti hanno ancora spazio per correre. La fase del “compra e dormi” è finita.
Maggio è storicamente il mese del “sell in May and go away”. Quest’anno però il mercato non sta dando segnali netti di inversione. Chi è entrato mesi fa può permettersi di aspettare. Ma chi deve mettere i soldi oggi rischia di entrare quando il grosso del movimento è già alle spalle.
Perché ora i titoli non sono esposti allo stesso modo ai driver che muovono i mercati (energia, elettrificazione, difesa e infrastrutture). Alcuni hanno già scontato gran parte della crescita, altri no.
A maggio 2026 serve fare selezione, individuando le azioni che hanno ancora un potenziale inespresso.
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I titoli che hanno già corso (e perché ora il margine si riduce)
Negli ultimi tre anni banche e difesa sono state le protagoniste della rotazione settoriale. BPER Banca, Monte Paschi, Unicredit, Leonardo, Prysmian e Fincantieri hanno fatto meglio del FTSE Mib, cresciuto in media del 25% l’anno nello stesso periodo.
Ora gran parte di quella corsa è già incorporata nei prezzi e lo si vede nelle valutazioni. I multipli sono più tirati e c’è sempre meno spazio per sorprese positive.
Per esempio, Intesa Sanpaolo ha chiuso il 2025 con un utile di 9,3 miliardi e punta a superare i 10 miliardi nel 2026. Il mercato, però, sta già prezzando questo scenario. La politica di distribuzione lo conferma: il payout al 95%, con circa il 75% in dividendi cash e il resto in buyback, massimizza il ritorno per gli azionisti nel breve, ma lascia meno spazio a sorprese sugli utili, a meno di un’accelerazione ulteriore dei ricavi o operazioni straordinarie.
Quali azioni valutare per l’acquisto oggi (e perché)
Le opportunità di maggio 2026 vanno cercate nei settori più forti. Ma è solo il primo filtro: dentro quei settori bisogna individuare i titoli che non hanno ancora esaurito la loro corsa.
Nell’energia, diventata ormai un tema strutturale, i prezzi restano sostenuti e la generazione di cassa continua a essere elevata. Oil & gas e utility si muovono su orizzonti sempre più lunghi, ma non tutti i player offrono lo stesso spazio di crescita. Alcuni hanno già beneficiato della fase più favorevole, altri stanno entrando ora grazie a nuovi progetti e contratti. È su questi ultimi che va cercato il valore.
Un altro fronte da seguire è quello delle infrastrutture elettriche, spinto dalla crescita di data center, intelligenza artificiale e mobilità elettrica. È il caso, per esempio, di Prysmian, attiva su cavi e interconnessioni per reti elettriche e data center, oppure di Terna, che gestisce la rete di trasmissione e beneficia direttamente degli investimenti in infrastrutture.
Il settore della difesa continua a crescere al di là delle tensioni geopolitiche. La domanda è diventata strutturale e chi riesce a stare dietro agli ordini ha un vantaggio competitivo evidente.
Gas, stoccaggio, trasporto e distribuzione offrono flussi più stabili rispetto ad altri comparti. In un contesto in cui la sicurezza energetica è tornata centrale, le azioni di queste società assumono un ruolo strategico.
Anche tra le banche la redditività resta elevata, ma non in modo uniforme. Qui si capisce subito chi ha ancora strada e chi ha già fatto gran parte del movimento.
Le opportunità di investimento fuori dall’Italia
Fuori da Piazza Affari i capitali si muovono ancora più concentrati su pochi temi molto chiari, dove la crescita è già visibile nei numeri.
Il primo è quello del cloud e dell’intelligenza artificiale. Non tutto il comparto tecnologico sta correndo allo stesso modo: i flussi si stanno concentrando su chi ha infrastrutture, capacità di investimento e margini scalabili. Amazon, per esempio, parte da un vantaggio chiaro. Con AWS ha già una base di clienti e ricavi su cui innestare i nuovi servizi legati all’AI. Questo le permette di trasformare gli investimenti in ricavi più velocemente rispetto ad altri operatori, dove la monetizzazione è ancora tutta da costruire.
Un altro tema è quello delle infrastrutture digitali. Data center, connettività, semiconduttori sono fondamentali per sostenere la crescita tecnologica. È in atto una trasformazione strutturale che si sta costruendo su orizzonti lunghi. In Europa, ASML è uno dei casi più evidenti: produce macchinari essenziali per la produzione di chip avanzati ed è un passaggio obbligato per tutta la filiera dei semiconduttori. Troviamo poi STMicroelectronics, che beneficia della domanda legata a automotive, industriale e applicazioni AI, e Siemens, pronta a capitalizzare gli investimenti in data center e automazione.
Come scegliere quali azioni comprare oggi
Nel 2026 l’errore più comune è entrare nel momento sbagliato, inseguendo i rialzi. Dopo tre anni di rally, molte azioni hanno già incorporato le aspettative e potrebbero smettere di crescere. Il rischio oggi è arrivare tardi.
Per evitare di rimanere bloccati, bisogna essere più selettivi.
1) Capire quanto è già nel prezzo
Multipli alti non sono un problema in sé. Lo diventano quando il mercato sta già scontando anni di crescita e non rimane molto spazio per sorprese positive. Una guidance leggermente inferiore alle attese può far crollare il titolo. Per capire se c’è margine basta guardare i risultati trimestrali: i migliori titoli sono quelli che salgono nonostante dati tiepidi. Significa che le aspettative non sono ancora completamente incorporate. I multipli, come il prezzo/utili, possono essere usati come una bussola: più sono elevati, più il mercato sta già scontando la crescita futura nei prezzi.
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2) Guardare i margini, non solo i ricavi.
Un’azienda che fattura il 20% in più ma vede i margini comprimersi non è un affare. Un’azienda che fattura il 5% in più con margini in crescita significa che ha la capacità di alzare i prezzi senza perdere clienti. Sono queste le aziende su cui puntare. E a maggio, mese in cui escono i risultati trimestrali, è più facile scovare affari.
3) Controllare la cassa
Una delle variabili da controllare sempre è il cash flow. Un business che genera liquidità ogni trimestre può scegliere se reinvestire per crescere, distribuire dividendi o riacquistare azioni per sostenere il prezzo del titolo. E soprattutto, può affrontare fasi di mercato più difficili senza dipendere da capitale esterno.
4) Individuare un punto di ingresso e di uscita con l’analisi tecnica
Anche il titolo giusto può diventare un cattivo investimento se comprato nel momento sbagliato. Qui l’analisi tecnica può essere un utile strumento di timing. Aiuta a capire dove si stanno formando i livelli chiave come supporti, resistenze, aree di accumulo e se il movimento è ancora sostenuto o sta perdendo forza.
Quali azioni comprare a maggio 2026: le scelte più interessanti ora
Applicando questi filtri la selezione si restringe. In base alle raccomandazioni degli analisti, alcuni di questi titoli possono ancora crescere di oltre il 20% dai livelli attuali.
In Italia, tra le banche, Unicredit resta una delle poche con margine operativo reale. Ha capitale in eccesso e una politica di distribuzione aggressiva ma sostenibile. Ma soprattutto ha leva sui margini se i tassi restano alti più a lungo del previsto. Con un consensus medio degli analisti intorno a 83-84 euro, l’upside potenziale è di circa il 20%.
Intesa Sanpaolo, al contrario, ha già prezzato il suo scenario base (i 10 miliardi di utili) e sembra avere poco spazio per rivalutazioni al rialzo. Ma resta una delle scelte più apprezzate dagli investitori a caccia di dividendi.
Sull’energia, Eni genera cassa con regolarità. Con i prezzi del petrolio ancora elevati, la visibilità sui ricavi resta alta. Interessante anche Enel, che beneficia degli investimenti in rinnovabili e infrastrutture elettriche. Qui il margine di crescita è più evidente ma meno immediato.
Nell’ambito delle infrastrutture elettriche, Prysmian è uno dei pochi titoli con ordini visibili su più anni, spinti da data center e reti di trasmissione. Il titolo è salito molto nell’ultimo mese (+37%), ma potrebbe non aver incorporato completamente questa fase di crescita strutturale. Terna, che gestisce la rete, è meno volatile ma ha flussi stabili garantiti dalla regolazione. È più difensivo.
Nel settore difesa, Leonardo continua a raccogliere ordini, ma il prezzo ha già scontato parecchio delle attese future. A questi livelli, più che entrare, ha senso valutare se il rapporto rischio-rendimento resta ancora favorevole.
Fuori da Piazza Affari, i capitali restano concentrati su pochi nomi con visibilità reale. Amazon per la capacità di monetizzare l’AI su larga scala, ASML per il ruolo centrale nella filiera dei chip.
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