Quale conviene di più, il BTP 3,25% o il buono fruttifero postale 3X4 a parità di garanzia e durata?

Stefano Vozza

31 Marzo 2026 - 15:46

Prodotti di investimento del reddito fisso a confronto a quasi parità di durata e garanzia sul capitale finale, oltre che di regime fiscale

Quale conviene di più, il BTP 3,25% o il buono fruttifero postale 3X4 a parità di garanzia e durata?

La recente fiammata dei rendimenti sul comparto obbligazionario ha rotto le vecchie posizioni di dominio nel comparto del reddito fisso. Da settimane vi sono prodotti che si presentano più rischiosi di prima, ma anche più interessanti nei ritorni a scadenza. Prendiamo le obbligazioni MEF e i buoni sottoscritti alle Poste, ma emessi da Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Facciamo un confronto e domandiamoci se oggi rende più il BTP 3,25% o il buono fruttifero postale 3X4 a parità di garanzia e durata.

Il prodotto di investimento del risparmio postale

In verità sul fronte del risparmio postale non si contano grandi novità di rilievo. A marzo il ritocco relativamente più significativo ha riguardato il Deposito Supersmart Plus (durata: 181 giorni) il cui rendimento annuo lordo a scadenza è salito al 3,25%. Tutto tace, invece, sul fronte dei buoni fruttiferi postali (BFP), malgrado il ritorno di fiamma degli yield sui sovereign bond. Che l’emittente stia considerando fugace e passeggero il trend attuale? Oppure che lo stia monitorando meglio prima di mettere mano al ventaglio prodotti offerti al pubblico? Non è dato saperlo. La Redazione di Money.it seguirà come sempre le mosse in casa CDP e darà pronta notizia ai propri Lettori sulle novità adottate.

Torniamo al BFP 3X4 e alla serie disponibile in sottoscrizione dal 24 giugno 2025, la TF212A250211, con uno sguardo speciale alle condizioni economiche. Non ha spese di gestione dal principio al rimborso, parziale e/o totale, finale e/o intermedio che sia. Fanno eccezione le spese fiscali, con molti tratti sono in comune con i titoli di Stato e quindi anche con il BTP che seguirà.

L’imposta sostitutiva sugli interessi è al 12,50%, l’imposta di bollo (nei casi, tempi e modi di Legge) al 2x1.000 del capitale, e sono esenti dalle imposte di successione. Vista la durata a 12 anni è aspetto non sempre di poca importanza, almeno non per tutti i risparmiatori. Infine la novità degli ultimi anni è l’esclusione dal calcolo ISEE fino a 50mila € per nucleo familiare, una soglia che ricomprende BFP, libretti postali e titoli di Stato.

50 euro per investire su questo titolo garantito dallo Stato Italiano

Un vantaggio del buono 3X4 è il modesto taglio minimo di sottoscrizione di soli 50 € e relativi multipli. Inoltre non ci sono commissioni né spese di tenuta conto titoli, e non serve la MIFID per comprarli. Insomma, un indubbio vantaggio di mancate spese e/o incombenze varie che si somma alla facilità di sottoscrizione e gestione e alla garanzia sovrana sul capitale.
I contro non mancano e attengono ai ritorni del prodotto, specie nel “mentre” del periodo di maturazione.

La struttura step-up, infatti, premia gli ultimi 6 anni di vita del buono, molto meno i primi. I tassi nominali annui sono infatti del 3,77% annuo lordo dal 7° al 9° anno e del 5,28% dal 10° al 12°. Invece dal 1° al 3° e dal 4° al 6° sono, nell’ordine, dell’1,00% e del 2,00% annuo lordo (dati: Tabella C del Fogli Informativi).

A cascata ne deriva un tasso effettivo annuo lordo pari, nell’ordine, all’1,00%, 1,50%, 2,25% e 3,00% al termine del 1°, del 2°, del 3° e 4° triennio. La Tabella A, infine, contiene i coefficienti per la determinazione dei montanti lordi e netti durante i 12 anni di vita utile. Quelli finali, in particolare, sono 1,42576089 per il montante lordo e 1,37254078 per il netto (di sola ritenuta). In altri termini 1.000 investiti su questa serie del 3X4 produrrebbero 372,54 € di interessi netti.

Guadagnare con i titoli di Stato

Consideriamo ora un BTP emesso dal Tesoro, e quindi a garanzia sovrana, quasi pari durata del buono. Il BTP Fx 3,25% Mz38 ha identificativo ISIN IT0005496770 e scadenza al 1° marzo 2038, quindi elevata durata e duration modificata (9,45). Ogni 6 mesi l’obbligazione matura l’1,625% lordo del capitale nominale sottoscritto, cioè 14,2 € netti a BTP. Il taglio minimo di ingresso è di 1.000 € e relativi multipli, in più ci sono MIFID e spese di gestione da considerare.

Oggi i corsi dell’obbligazione sono scesi a 92,2 rispetto ai picchi di febbraio, e un titolo lo si acquista a 920 €. A cascata, l’effettivo a scadenza è sul 4,10%, grosso modo un 13% di guadagno lordo complessivo in più a parità di orizzonte temporale del buono 3X4.

Il minimo ‘26 è stato a 90,85 e si tratta quasi dello stesso low di marzo ’25, mentre un mese fa il massimo annuo è stato poco sopra 98. In un annetto, cioè da marzo ’25 a fine febbraio ’26, l’obbligazione ha prodotto un 3,25% di interessi lordi più un 7-8% di apprezzamento dei corsi. Da un estremo all’altro, un potenziale 9-11% di gain (tutto dipende dagli effettivi prezzi in/out) su un classico strumento del reddito fisso. Altra nota a favore del BTP Fx 3,25% Mz38 sta nella sua buona liquidità sul MOT, con scambi giornalieri in media compresi tra i 200 e gli 800 contratti.

Oggi rende più il BTP 3,25% o il buono fruttifero postale 3X4 a parità di garanzia e durata?

Tutto facile e free-risk, quindi? Assolutamente no. Un conto è il buono postale che non espone al rischio quotazioni, un altro è il BTP specie se a lungo temine. Qui “sbagliare” tempi e/o prezzi in-out e/o il prodotto in base alle finalità può compromettere l’esito di un trade fino a renderlo negativo nei casi peggiori.

Insomma, richiede un adeguato mix di conoscenza della materia, di dimestichezza operativa e di adeguata propensione al rischio. Sarà pure che sulla carta si tratta sempre di reddito fisso, ma nei fatti i bond lunghi vanno maneggiati con estrema cura e delicatezza.