Quale BTP 2033 conviene di più oggi, marzo o settembre?

Gerardo Marciano

17 Febbraio 2026 - 15:45

Confronto tra due BTP 2033: marzo vs settembre. Cedola, prezzo e rendimento a scadenza cambiano l’equilibrio tra flussi immediati e guadagno totale nel tempo.

Quale BTP 2033 conviene di più oggi, marzo o settembre?

Tra cedole, prezzi di mercato e rendimenti, le differenze sembrano piccole… ma possono cambiare molto nel tempo. Nel mondo dei BTP, a volte basta uno “sconto” sul prezzo o una cedola più alta per spostare l’equilibrio. Il confronto tra due scadenze così vicine racconta bene come ragiona davvero il mercato obbligazionario. E dietro numeri apparentemente freddi si nasconde una scelta concreta, fatta di aspettative e strategie.

C’è qualcosa di particolare nei titoli di Stato italiani: sembrano strumenti semplici, quasi familiari, eppure continuano a generare domande, confronti, dubbi. Quando si parla di BTP, infatti, non si parla solo di finanza astratta. Si parla di risparmio, di scelte prudenti, di piccoli e grandi investitori che cercano un punto fermo. Negli ultimi anni, con il ritorno di tassi più alti, l’attenzione verso le obbligazioni è cresciuta. Molti hanno ricominciato a guardare alle aste del Tesoro come a un termometro dell’economia reale.

Ogni collocamento diventa una fotografia del momento: quanta domanda c’è, quale rendimento viene accettato, quanto costa oggi prestare denaro allo Stato. E poi c’è il mercato secondario, dove i titoli vivono una seconda vita, scambiati ogni giorno con prezzi che salgono e scendono. Il punto interessante è che, anche con scadenze simili, due BTP possono raccontare storie diverse. Non è solo questione di cedola, ma di prezzo, di rendimento effettivo, di sensibilità ai tassi. In apparenza cambia poco, ma nel dettaglio cambia il modo in cui il titolo si comporta nel tempo. E quando l’orizzonte è il 2033, otto anni possono sembrare lunghi o brevissimi, a seconda del contesto. È proprio qui che nasce la curiosità: capire perché due strumenti così vicini vengano valutati in modo diverso. E capire cosa significa davvero scegliere tra marzo e settembre.

Il BTP Fx 3,15% Mar33 Eur: cedola alta e prezzo sopra la pari

Il protagonista più recente è il BTP con scadenza 15 marzo 2033, codice ISIN IT0005689994, noto come BTP Fx 3,15% Mar33 Eur. Questo titolo è stato al centro di una seconda tranche collocata pochi giorni fa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’asta ha visto un’emissione di 1,5 miliardi di euro, interamente assegnata, con richieste ben superiori, segno di interesse solido da parte del mercato.

Il BTP Tf 2,45% St33 Eur: prezzo a sconto e rendimento leggermente più alto

Accanto al titolo di marzo esiste un altro BTP molto simile come scadenza: il BTP Tf 2,45% St33 Eur, che arriva a settembre 2033. Qui la prima differenza è la cedola: 2,45%, quindi più bassa. A prima vista potrebbe sembrare meno interessante, ma il mercato spesso ragiona in modo più sottile.

Il prezzo di riferimento è circa 96,28, quindi nettamente sotto la pari. Questo significa acquistare a sconto, pagando meno di 100 per un titolo che verrà rimborsato a 100 alla scadenza. Ed è proprio questo sconto che spinge il rendimento effettivo a scadenza leggermente più in alto: 3,02% lordo e 2,7% netto. In pratica, anche con una cedola più bassa, il guadagno finale risulta superiore perché il prezzo iniziale è più conveniente.

Un esempio pratico chiarisce bene. Su 10.000 euro nominali, la cedola annua lorda sarebbe circa 245 euro. Meno rispetto al BTP di marzo. Ma acquistando a 96, il capitale investito è più basso e il rimborso a 100 genera un extra rendimento nel tempo. Il rovescio della medaglia è il rateo più alto: 1,14378 lordo. Questo indica che chi compra in quel momento deve riconoscere al venditore una quota maggiore di interesse già maturato.

La duration modificata è 6,64, leggermente superiore. Questo rende il titolo più sensibile ai tassi: in caso di calo dei rendimenti potrebbe rivalutarsi di più, ma in caso di rialzo potrebbe oscillare maggiormente. A questo punto la scelta tra i due BTP 2033 si basa soprattutto sull’obiettivo dell’investimento: da un lato una cedola più elevata e un titolo scambiato sopra la pari, dall’altro un prezzo più conveniente che consente un rendimento netto leggermente superiore a scadenza.

Si tratta di due strumenti simili per durata, ma con caratteristiche diverse che possono adattarsi a strategie differenti, a seconda di come si vuole distribuire il rendimento tra flussi cedolari immediati e guadagno complessivo nel tempo.

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