Qualcomm-NXP: ok a maxi fusione da $44 miliardi

Operazione da 44 miliardi di dollari quella che porta alla fusione tra Qualcomm e NXP. A dare il via all’accordo l’approvazione del Ministero del commercio cinese.

Qualcomm-NXP: ok a maxi fusione da $44 miliardi

Le autorità di regolamentazione cinesi hanno approvato la proposta di fusione della società statunitense Qualcomm con l’olandese NXP Semiconductors, per un’operazione da 44 miliardi di dollari secondo quanto riportato dal South China Morning Post.

La decisione del ministero del Commercio cinese di rimuovere il blocco imposto da alcuni mesi a causa dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Pechino ha consentito infatti al processo di acquisizione di andare avanti.

Dopo l’approvazione del ministero l’accordo è stato sottoscritto da tutte e nove le autorità di regolamentazione necessarie.
Qualcomm, specializzata nel settore delle telecomunicazioni e dei semiconduttori, aveva già annunciato nell’ottobre del 2016 l’offerta per la società olandese NXP Semiconductors - anch’essa specializzata nel settore dei semiconduttori.

Entrambe le società non hanno ancora rilasciato commenti sulla trattativa.

Secondo l’analista di Bernstein Stacy Rasgon l’approvazione è stato l’ultimo step da compiere in vista di una definitiva chiusura dell’accordo, che in precedenza aveva incontrato le resistenze degli azionisti NXP fino a quando la società statunitense non ha alzato la sua offerta. L’acquisizione di NXP serve a Qualcomm per diversificare la propria attività, che al momento è quasi completamente focalizzata sulla telefonia mobile.

“Grazie all’acquisizione di NXP, Qualcomm otterrà una presenza massiccia in alcuni mercati di alta gamma come quello automobilistico, in cui la stessa società ha già cercato di entrare.”

Il precedente: la multa di un miliardo a Qualcomm

Solo pochi mesi fa Qualcomm era finita al centro della cronaca per una maxi-multa di quasi un miliardo di dollari a causa di un tentativo di corruzione ad Apple.

A gennaio infatti l’autorità europea garante dei mercati aveva comunicato la sanzione specificando che la società statunitense specializzata nel settore delle telecomunicazioni e dei semiconduttori aveva versato milioni di dollari sul conto di Apple affinché evitasse di utilizzare i chip di aziende rivali al’interno sugli iPhone.

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