Prysman: Tribunale Ue respinge ricorso, sul cartello deciderà la Corte di Giustizia

Il Tribunale Ue respinge il ricorso in merito alla multa comminata dalla Commissione Europea per il cartello tra produttori di cavi

Prysman: Tribunale Ue respinge ricorso, sul cartello deciderà la Corte di Giustizia

Si appellerà alla Corte di Giustizia europea, Prysmian, dopo che il Tribunale dell’Unione Europea ha respinto il ricorso contro la sanzione inflitta al gruppo dalla Commissione europea nel 2014 a seguito di un’indagine per cartello nei cavi terrestri e sottomarini ad alto voltaggio.

Una multa piuttosto salata che costerebbe a Prysmian oltre cento milioni di euro. Al momento, la notizia sembra non aver avuto ripercussioni negative in Borsa, tant’è che il titolo viaggia in rialzo dell’1,40% a 21,69 euro, spinto forse anche dall’annuncio che la società ha fornito cavi ad alta qualità per alimentare la prima imbarcazione alimentata da energia autoprodotta.

La decisione della Commissione Europea

Il 2 aprile del 2014, la Commissione Europea ha inflitto a 11 produttori di cavi terrestri e sottomarini ad alto voltaggio una multa complessiva di 302 milioni di euro. Tra le società che hanno ricevuto la sanzione comminata con l’accusa di aver fatto cartello nel settore di riferimento, anche Prysmian che dovrebbe sborsare 104,6 milioni di euro.

In particolare, Bruxelles ha ritenuto responsabili il gruppo e Pirelli dell’infrazione contestata per il periodo 18 febbraio 1999 - 28 luglio 2005 e Prysmian e Goldman Sachs di quella relativa all’arco temporale 29 luglio 2005 - 28 gennaio 2009 elevando multe rispettivamente di 67,3 milioni per le prime e di 37,3 milioni per le seconde.

Ammonta, infine a 1,8 milioni di euro la sanzione comminata nei confronti di Silel Cable, unitamente a General Cable, per l’infrazione contestata per il periodo 22 dicembre 2005 -16 novembre 2006.

Il cartello

La conclusione cui è giunta la Commissione a seguito dell’indagine avviata nel 2009, è che dal 1999 era attivo un cartello composto da 11 società, 6 europee, 3 giapponesi e 2 coreane, vale a dire la maggior parte dei principali produttori di cavi del mondo.

L’unica azienda del gruppo responsabile dell’infrazione a non essere multata è stata Abb, che ha rivelato per prima l’esistenza del cartello, di cui faceva parte la stessa Abb insieme a Nexans, Prysmian (ex Pirelli), J-Power Systems (ex Sumitomo Electric e Hitachi Metals), VISCAS (ex Furukawa Electric e Fujikura), EXSYM (ex SWCC Showa e Mitsubishi Cable), Brugg, NKT, Silec (ex Safran), LS Cable e Taihan.

Prysmian si appella alla Corte di Giustizia Ue

Quasi scontata la reazione di Prysmian che

“non condivide le conclusioni alle quali è giunto il Tribunale dell’Unione Europea e presenterà appelli alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea”

ha fatto sapere la quotata italiana.

Intanto, proprio per far fronte agli eventuali costi derivanti dalla decisione della Commissione, Prysmian ha accantonato 163 milioni, mentre General Cable ha messo da parte, sempre per questa evenienza una cifra pari a due milioni.

I cavi Prysmian per la prima barca green

Intanto, proprio nelle scorse ore, Prysmian ha comunicato di aver fornito cavi di alta qualità alla prima imbarcazione green ad energia autoprodotta, il catamarano francese Energy Observer.

In particolare, i cavi forniti dal gruppo e ricavati dall’industria aerospaziale, serviranno per trasmettere l’energia elettrica prodotta dai 140 pannelli installati intorno allo scafo al motore dell’imbarcazione, alimentato anche da due pale eoliche verticali e dal sistema di produzione stoccaggio di idrogeno dall’acqua marina desalinizzata.

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