Proroga dello stato d’emergenza: cosa serve per evitarla

Il Governo sta riflettendo su una possibile proroga dello stato d’emergenza fino alla fine dell’anno: si tratterebbe della soluzione più semplice, ma anche la più impopolare.

Proroga dello stato d'emergenza: cosa serve per evitarla

Il Governo discute di una possibile proroga dello stato d’emergenza - in scadenza il 15 ottobre - fino al 31 dicembre 2020. Una decisione dovrà essere presa a breve e resta da capire quale sarà l’orientamento del Governo a riguardo.

Come spiegato in queste ore dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, riguardo alla proroga dello stato d’emergenza verranno fatte considerazioni nelle prossime settimane. Dall’andamento della curva dei contagi (qui il bollettino di ieri) dipenderà infatti il nostro futuro: ad oggi, infatti, i dati ci dicono che l’Italia è molto lontana da rischio di una seconda ondata. Secondo le stime degli esperti, qualora nelle prossime settimane la curva dei contagi dovesse restare sotto alla soglia dei cinquemila vorrà dire che è stata riassorbita anche la riapertura delle scuole. E in tal caso il Governo potrà gestire la pandemia con più calma, molto probabilmente anche evitando una proroga “massiva” dello stato d’emergenza.

Le restrizioni resteranno, anche perché - come spiegato dal Ministro della Salute - tra i Paesi europei l’Italia è tra quelli con il minor numero di contagi: un “vantaggio” che il Governo intende difendere.

Non è così scontata una proroga dello stato d’emergenza fino alla fine dell’anno, ma per evitarla è necessario che il Governo trovi la soluzione ad alcune problematiche.

Cosa serve per evitare la proroga dello stato d’emergenza

Il Governo in questi giorni proverà a capire qual è il miglior modo per procedere sul fronte della proroga dello Stato d’emergenza. Un rinnovo ovviamente sarebbe il modo più semplice, ma probabilmente anche il meno popolare. Molte le Regioni che non vedono di buon occhio la proroga dello stato d’emergenza, come ad esempio il Friuli Venezia Giulia governato da Massimiliano Fedriga, l’uomo che secondo Salvini dovrebbe guidare la conferenza Stato Regioni (dove oggi c’è Stefano Bonaccini) visto che 15 Regioni italiane sono attualmente governate dal centrodestra.

Per questo motivo il Governo sta valutando la possibilità di evitare una proroga in blocco dello stato di emergenza, approvando una serie di provvedimenti diversi a seconda del numero di contagi - o meglio, dell’indice Rt - nei singoli territori.

In questo modo il Governo potrebbe mantenere obblighi e divieti per i cittadini fino al 31 dicembre 2021 anche senza i poteri speciali di cui dispone oggi.

Resta da capire come sarà possibile farlo senza i “pieni poteri” riconosciuti con lo stato d’emergenza: ad esempio, come sarà possibile, qualora ce ne fosse la necessità, istituire delle zone rosse e dei lockdown localizzati? Bisognerà trovare una soluzione, così come per la proroga di quelle ordinanze che fissano i divieti e gli obblighi da rispettare causa pandemia.

In poche parole, una proroga dello stato d’emergenza si potrà evitare solamente nel caso in cui il Governo trovasse una soluzione alternativa per i seguenti problemi:

  • conferma degli obblighi introdotti con lo scopo di limitare i contagi sul territorio, come mascherina e sanificazione dei locali;
  • lo stesso vale per i divieti, come quello di assembramento;
  • conferma della funzione di coordinamento attribuita al Capo della Protezione civile;
  • conferma dei poteri straordinari attribuiti ai Presidenti delle Regioni in quanto “soggetti attuatori”;
  • approvazione di una misura apposita per confermare lo smart working in forma agevolata anche dopo il 15 ottobre;
  • trovare un modo per ridurre la filiera autorizzativa che in questi mesi è stata utile per acquistare rapidamente tamponi e test sierologici e che nel prossimo futuro potrebbe servire per l’acquisto di dosi massicce di vaccino antinfluenzale.

Obiettivi che sarebbero più semplici da raggiungere con una proroga dello stato d’emergenza, ma allo stesso tempo una tale decisione sarebbe alquanto impopolare e Giuseppe Conte ne dovrebbe rispondere politicamente (anche perché in Europa nessuno ha adottato una tale misura).

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