La proposta choc: UE avvii indagine su Paesi che non hanno risparmiato quando potevano (come l’Italia)

Cristiana Gagliarducci

01/04/2020

01/04/2020 - 16:29

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La proposta dell’Olanda sulle indagini interne all’UE getta nel caos l’Unione. L’accaduto e le reazioni internazionali

La proposta choc: UE avvii indagine su Paesi che non hanno risparmiato quando potevano (come l'Italia)

Nel corso dell’Eurogruppo tenutosi in via telematica la scorsa settimana sono emerse delle posizioni piuttosto contrastanti tra i membri dell’Unione europea.

Il primo strappo si è materializzato con l’Italia, alla quale è stata sbattuta la porta in faccia dalla Germania e da altri Stati del Nord in seguito alla proposta di adozione degli eurobond, ossia di strumenti di debito comune.

Le differenze, però, sono continuate ad emergere nel momento in cui (secondo quanto riportato da numerose fonti di stampa) il ministro delle finanze olandese ha chiesto all’UE di avviare un’indagine sui Paesi che ora dicono di non avere margini di bilancio sufficienti per affrontare il coronavirus, ma che non hanno risparmiato quando potevano. Il riferimento all’Italia e anche alla Spagna è apparso chiaro e le dichiarazioni hanno ovviamente sollevato un polverone a livello europeo.

Facciamo chiarezza: cosa è successo in Eurogruppo

Wopke Hoekstra, il ministro delle finanze dei Paesi Bassi, ha lanciato un vero e proprio monito nei confronti di alcuni Paesi dell’Unione europea.

Senza fare nomi, hanno riportato diverse fonti di stampa internazionale, l’uomo ha chiesto a gran voce alla Commissione UE di avviare una vera e propria indagine volta a capire perché alcuni Stati che ora lamentano di non avere margini di bilancio, non hanno risparmiato neanche durante gli ultimi sette anni di crescita.

Un riferimento che non è passato inosservato a Paesi quali l’Italia e la Spagna, tra i più esposti.

Le reazioni internazionali: UE a rischio?

Le reazioni e le critiche alla proposta dell’olandese non si sono fatte attendere. Il primo ministro portoghese, Antonio Costa, ha definito irresponsabili, meschine e ripugnanti queste dichiarazioni.

“Il virus sfortunatamente ci colpisce tutti allo stesso modo. E se non ci rispettiamo tra noi, e non comprendiamo che davanti a una sfida comune dobbiamo esser capaci di una risposta comune, non si è capito niente dell’Unione europea. Se ogni Paese pensa di risolvere il problema del virus lasciandolo a un altro Paese, si sbaglia di grosso”

Costa ha ricordato come i primi contagiati portoghesi abbiano contratto il coronavirus in altri Stati ma come non si possa dare la colpa a questi ultimi.

“Se ogni Paese pensa di risolvere il problema del virus lasciandolo a un altro Paese, si sbaglia di grosso”,

ha tuonato.

Non sono mancati i commenti della Spagna, che ha affidato le proprie dichiarazioni alla ministra degli Esteri Arancha González, la quale ha esortato ad evitare inutili discussioni in un momento complicato come quello attuale.

Sdegno anche da parte dell’Italia, uno dei Paesi più colpiti dal coronavirus e, forse, anche dalle parole del ministro olandese.

Qualche giorno dopo queste dichiarazioni è stato il premier Conte a rivolgersi all’Olanda in un’intervista rilasciata al principale quotidiano del Paese.

Come era ovvio che fosse, la richiesta di avviare indagini all’interno della stessa UE ha inevitabilmente scatenato una nuova ondata di polemiche sulla solidarietà interna del blocco e sulla tenuta dello stesso.

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