Programma scuola del Partito Democratico per le elezioni 2018

Scuola e Università: nel programma del Partito Democratico previsto uno stanziamento di risorse per il contrasto al precariato. Si andrà avanti con la Buona Scuola, ma con dei correttivi.

Programma scuola del Partito Democratico per le elezioni 2018

Programma elettorale Partito Democratico, elezioni 2018: quali provvedimenti per la scuola?

Il tema della scuola sarà un duro banco di prova per Matteo Renzi e il Partito Democratico in vista delle prossime elezioni. Renzi infatti è stato il promotore della Buona Scuola, la riforma che ha introdotto diversi cambiamenti nel comparto Istruzione molti dei quali non hanno convinto gli addetti ai lavori.

Tant’è che - almeno stando alle opinioni rilevate sui principali social network - la percentuale di insegnanti e personale ATA che voterà il Partito Democratico alle prossime elezioni si preannuncia molto bassa. Ecco perché Matteo Renzi dovrà elaborare un programma per la scuola particolarmente elaborato, così da provare a ricucire lo strappo che si è venuto a creare in questi mesi.

Il programma del Partito Democratico sarà ufficializzato entro il 21 gennaio, quindi la prossima settimana ne sapremo di più sui provvedimenti futuri per la scuola nel caso in cui Matteo Renzi tornasse alla guida del Paese.

Nelle ultime settimane sono emerse diverse indiscrezioni sul programma del Partito Democratico, molte delle quali riguardano la scuola da vicino. Ve ne parleremo in questo articolo, ultimo di una lunga serie di approfondimenti sui programmi politici della scuola dei principali schieramenti politici.

Renzi promette il miglioramento della Buona Scuola

Secondo Matteo Renzi la Buona Scuola non è stata così dannosa come molti vogliono far credere, anzi. Sotto il suo Governo, infatti, sono stati stanziati ingenti fondi per la scuola e il piano è di raddoppiare nei prossimi 5 anni di legislatura.

Il problema secondo l’ex Presidente del Consiglio è che il Partito Democratico non è riuscito a convincere insegnanti e collaboratori scolastici della bontà, dell’importanza della Buona Scuola. “È un nostro cruccio”, ha ammesso Renzi nei mesi scorsi, aggiungendo però di non essere disposto a fare un passo indietro.

Lo ha confermato la stessa Ministra dell’Istruzione uscente - Valeria Fedeli - secondo la quale la Buona Scuola è stata lo strumento con il quale Matteo Renzi è riuscito ad apportare “un cambiamento”. Ecco perché la Buona Scuola è la “cornice entro la quale continuare a lavorare”, apportando però dei cambiamenti e dei correttivi per darle un maggiore equilibrio.

Come è ovvio che sia, quindi, a differenza del Movimento 5 Stelle e del Centrodestra che in campagna elettorale stanno promettendo la cancellazione - o comunque una profonda revisione - della Buona Scuola, un Partito Democratico al Governo continuerà nella strada tracciata nella precedente legislatura, attuando però degli importanti correttivi alla Legge 107/2015.

Le intenzioni del Partito Democratico

Il programma per la scuola del Partito Democratico sarà più chiaro la prossima settimana, ma già oggi ci sono diversi punti sui quali non sembrano esserci dubbi.

Ad esempio, il Partito Democratico promette più fondi per i docenti, ma sempre legati al merito come avviene oggi. Inoltre, come anticipato da Il Sole 24 Ore, un eventuale Governo PD metterà mano ad uno degli strumenti più contestati della Buona Scuola: l’alternanza scuola-lavoro.

Secondo Renzi si tratta di un progetto molto utile per gli studenti ma solo se viene effettuato nella maniera corretta: per questo motivo saranno introdotti dei correttivi, per far sì che questo non si trasformi in uno strumento con cui i datori di lavoro possono sfruttare gli alunni senza che questi imparino nulla dalla loro esperienza.

Maggiori investimenti per l’organico di potenziamento, utile per migliorare la didattica, e tutela dei precari fino alla terza fascia delle Graduatorie d’Istituto. Renzi quindi continuerà nell’applicazione della Buona Scuola, così da procedere con la stabilizzazione di tutti i precari entro pochi anni.

Dopo anni di proroghe, invece, dovrebbe essere applicato il vincolo triennale per gli insegnanti: nel programma del Partito Democratico, infatti, viene ribadito il principio per cui i docenti devono permanere nella sede di titolarità per svolgere al meglio il loro lavoro.

Progetti futuri per le Università

Se nel suo precedente Governo Matteo Renzi ha dato ampia importanza alla riforma della scuola, in un programma futuro non mancherà un importante intervento in favore delle Università.

A tal proposito la priorità del Partito Democratico è quella di investire maggiormente per la tutela del diritto allo studio, destinando una parte delle risorse al reclutamento di nuovo personale docente ai fini dell’eliminazione del precariato.

Una proposta sulla quale non è ancora arrivata la conferma di Matteo Renzi riguarda l’eliminazione del numero chiuso dalle Università; ancora nulla di ufficiale, ma ne sapremo di più nei prossimi giorni.

Nel frattempo se volete dei maggiori chiarimenti in vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 vi consigliamo di leggere i programmi elettorali del Movimento 5 Stelle e del Centrodestra, nei quali figurano degli importanti provvedimenti per il comparto Istruzione.

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