Progetto pilota dell’UE: usare la tecnologia del Green Pass per le ricette elettroniche e la tessera di vaccinazione

Enrica Perucchietti

12/04/2023

Secondo Stefan De Keersmaecker, la Commissione UE sta valutando di adottare la tecnologia usata per il Green Pass, durante la pandemia, per le prescrizioni elettroniche e la tessera di vaccinazione.

Progetto pilota dell’UE: usare la tecnologia del Green Pass per le ricette elettroniche e la tessera di vaccinazione

I piani della Commissione europea

«La tecnologia del certificato COVID digitale è abbastanza flessibile da poter essere riutilizzata anche come parte dello spazio europeo dei dati sanitari: le prescrizioni elettroniche o la carta di vaccinazione dell’Ue sono buoni esempi».

La stessa tecnologia di collegamento del Green Pass, ossia il Codice Qr, usata per attestare l’avvenuta vaccinazione contro il Covid-19 durante la pandemia, per avviare un progetto pilota per le prescrizioni elettroniche o la tessera di vaccinazione dell’UE nel quadro dello Spazio europeo dei dati sanitari.

Questa è l’idea che inizia a guadagnare sempre più terreno nell’agenda di lavoro della Commissione europea. A chiarirlo a Eunews è stato il portavoce della Commissione europea per la salute, Stefan De Keersmaecker, annunciando che sono in arrivo i primi «progetti pilota per entrambi questi casi d’uso. Sulla carta di vaccinazione dell’UE, nel luglio 2022 è stato pubblicato uno studio di fattibilità».

La Commissione UE non rinnoverà il Green Pass

De Keersmaecker ha inoltre anticipato che la Commissione non rinnoverà oltre giugno 2023 il regolamento che ha istituito il Green Pass.

È stata «una storia di successo dell’Ue. Il certificato digitale Covid dell’Ue ha facilitato il viaggio libero e sicuro per i cittadini ed è stato fondamentale per sostenere l’industria del turismo europea duramente colpita. Finora gli Stati membri hanno emesso più di 2,2 miliardi di certificati. Il certificato Covid ha fissato uno standard globale: oggi conta 78 paesi e territori in cinque continenti collegati al sistema (inclusa l’UE27)», ha rivendicato. Ora che il peggio della pandemia sembra essere alle spalle, «la Commissione non intende proporre un’ulteriore proroga oltre il 30 giugno 2023», confermato il portavoce.

Quindi, se da un lato l’UE non intende prorogare il certificato verde, dall’altro l’obiettivo è di ispirarsi al modello e alla tecnologia del Green Pass per riutilizzare lo stesso modello in maniera permanente, in caso di future pandemie, e non solo.

Verso una rete permanente di controllo?

Come più volte osservato da diversi ricercatori, infatti, quella del Green Pass può essere considerata come una “sperimentazione di massa”, volta a creare una rete di controllo e di sorveglianza digitale permanente sempre più sofisticata, attraverso il tracciamento digitale.

Come avviene abitualmente, le crisi vengono sfruttate dal potere per introdurre misure altrimenti impopolari che la percezione del pericolo finisce invece per legittimare in quel frangente.

Le misure adottate, però in stato di emergenza, hanno la spiacevole abitudine di creare un precedente e di non essere sospese una volta finita la crisi, ma di rimanere, al contrario in pianta stabile.

In questo modo, la pandemia non ha solo permesso ai governi di sostituire i princìpi democratici con i dispositivi basati sulla biosicurezza e sul biopotere, ma anche di spianare la strada a un sistema di controllo permanente e onnipervasivo, che si ispira al modello cinese.