Alessandro Onorato, ospite di Money Talks, presenta Progetto Civico Italia, il partito dei sindaci: ecco il programma per le prossime elezioni.
Alessandro Onorato, assessore al Turismo, ai Grandi eventi, allo Sport e alla Moda di Roma Capitale, è stato ospite della nuova puntata di Money Talks – Speciale elezioni, dove ha illustrato quello che è il programma politico, ancora non ufficiale, di Progetto Civico Italia, il partito nato dall’intenzione di chi amministra le città italiane di mettere al servizio del Paese la competenza maturata sul territorio.
Allargare i confini, quindi, dando dimostrazione di come la competenza possa rappresentare la soluzione ai diversi problemi dell’Italia. Onorato ne individua diversi, attribuendo al governo Meloni la responsabilità di alcune promesse mancate e di interventi che sono andati nella direzione opposta rispetto a quella sperata.
Progetto Civico Italia è dunque una realtà nuova che merita un approfondimento, soprattutto per chi non sa ancora per chi votare alle prossime elezioni e vuole saperne di più sulle nuove proposte politiche.
Ecco quindi, nell’attesa che venga svelato un programma ufficiale, quali sono i punti centrali di un partito che si colloca nell’area progressista, come parte di un campo largo che, unito, dovrebbe sfidare il centrodestra di Giorgia Meloni.
Cos’è Progetto Civico Italia e perché nasce
Nel multipartitismo italiano trova spazio un nuovo “partito dei sindaci”: Progetto Civico Italia, nato nell’ottobre del 2025 con l’obiettivo di portare nella politica nazionale la competenza maturata da chi amministra ogni giorno città e territori.
A parlarne è appunto Alessandro Onorato, principale volto del progetto, per quanto tenga a precisare che al momento non esiste una leadership definita:
Non c’è necessariamente un capo. Sì, magari io ho più visibilità, ma non esistono capi.
Nel dettaglio, Progetto Civico Italia riunisce sindaci, assessori e consiglieri che si riconoscono nell’area progressista, ma non si sentono pienamente rappresentati dai partiti già esistenti, con l’obiettivo di costruire una rete fondata su pragmatismo e concretezza, mettendo a disposizione del Paese le esperienze positive già sperimentate nei territori.
Una proposta politica che sta già avendo molto successo: al netto dei sondaggi politici che lo orientano intorno al 2,5%, come svelato da Onorato il progetto conta già più di 800 amministratori, oltre 10.000 iscritti e 500 comitati civici, con una presenza diffusa in più di 1.000 Comuni.
Il programma di Progetto Civico Italia spiegato da Onorato
Fatta chiarezza su come è nato e su quale sia la missione di Progetto Civico Italia, possiamo scendere nel dettaglio del programma politico con cui il partito intende presentarsi alle prossime elezioni.
Ribadendo che non si tratta ancora di quello ufficiale, dalle parole di Alessandro Onorato durante l’intervista a Money Talks emergono diversi punti sui quali vale la pena soffermarsi, in particolare per quanto riguarda lavoro, famiglie, sicurezza, fisco e sostegno alle imprese.
Nel dettaglio:
- Più investimenti per giovani e famiglie: asili nido gratuiti, centri estivi accessibili a tutti, scuola aperta per più mesi durante l’anno e sport gratuito fino ai 16 anni. A ciò si aggiunge la proposta di un congedo paritario tra uomo e donna e di maggiori investimenti nella formazione e negli stipendi degli insegnanti.
- Salario minimo: Onorato si è detto favorevole all’introduzione di una soglia minima sotto la quale la retribuzione di un lavoratore non dovrebbe scendere.
- Reddito di cittadinanza: sì a una misura che sostenga chi non ha un lavoro o non può lavorare, purché sia accompagnata da politiche attive efficaci per favorire il reinserimento occupazionale. “Solo con le politiche attive, altrimenti non ha senso”, ha precisato Onorato.
- No alla patrimoniale: il principale volto di Progetto Civico Italia si è dichiarato contrario a quella che è una misura fortemente voluta da Alleanza Verdi e Sinistra, sostenendo che prima di aumentare le imposte a chi già le paga sarà necessario intervenire su chi riesce a sottrarsi al fisco.
- Tasse alle multinazionali: le grandi società che producono ricavi in Italia devono pagare le imposte nel nostro Paese, senza poter sfruttare sedi fiscali in altri Stati.
- Lotta all’evasione e controllo della spesa: non basta recuperare risorse, bisogna anche spiegare come vengono utilizzate. Secondo Onorato, la spesa pubblica deve essere controllata con attenzione, evitando tagli lineari e destinando i fondi ai servizi realmente necessari.
- Meno burocrazia per imprese e cittadini: la proposta è semplificare il sistema delle autorizzazioni, permettendo a chi vuole avviare un’attività di partire sulla base della certificazione di un tecnico accreditato, con i controlli dello Stato effettuati successivamente.
- Sicurezza e controllo del territorio: più presenza delle forze dell’ordine, maggiore sicurezza sui trasporti pubblici e nelle città, soprattutto per donne, giovani e anziani. A questa azione deve affiancarsi il recupero sociale di chi vive in condizioni di disagio.
- Immigrazione e integrazione: rimpatrio degli stranieri irregolari che commettono reati e maggiore integrazione per chi vive e lavora regolarmente in Italia, con particolare attenzione alle seconde e terze generazioni.
Progetto Civico Italia nel campo largo
Fatta chiarezza sul programma, resta da capire quale sarà la collocazione di Progetto Civico Italia alle prossime elezioni. Su questo Onorato non lascia molti dubbi: come anticipato, il partito si riconosce nell’area progressista e punta a contribuire alla costruzione di un campo largo capace di sfidare il centrodestra guidato da Giorgia Meloni.
L’obiettivo, come spiegato durante l’intervista, è di “aggiungere consensi alla coalizione senza alimentare divisioni tra le forze che ne faranno parte”. Restano invece ancora da definire le modalità con cui Progetto Civico Italia si presenterà al voto, visto che Onorato ha escluso “fusioni a freddo” o semplici aggregazioni tra simboli.
Il dialogo è già aperto con +Europa e con il Partito socialista, mentre il progetto dovrebbe partecipare anche alle eventuali primarie del centrosinistra.
Più netta, invece, la distanza da una possibile terza via: secondo Onorato, infatti, nell’attuale scenario politico chi resta fuori dai due schieramenti principali rischia di favorire indirettamente il centrodestra.