La profezia 2026 da un ricercatore premio Nobel. L’AI può sostituire in massa interi posti di lavoro il prossimo anno

Ilena D’Errico

31 Dicembre 2025 - 21:30

Secondo l’esperto l’intelligenza artificiale può portare incredibili vantaggi, ma anche indicibili danni, senza il giusto controllo.

La profezia 2026 da un ricercatore premio Nobel. L’AI può sostituire in massa interi posti di lavoro il prossimo anno

Geoffrey Hinton, premio Nobel per la fisica ma anche Premio Turing per l’informatica, viene spesso definito il padre dell’intelligenza artificiale, avendo contribuito enormemente al suo sviluppo. Da esperto conoscitore della materia, oltre che professionista dalle posizioni decise, non ha bei presagi in proposito per l’anno in arrivo.

L’AI può sostituire in massa interi posti di lavoro il prossimo anno secondo il ricercatore, che non è certo uno sprovveduto o un allarmista. Hinton è anzi uno dei massimi esperti di intelligenza artificiale che il mondo conosca, avendo dedicato alla materia una lunga e proficua carriera accademica, in nome dello sviluppo ma anche della gestione del rischio.

Il ricercatore premio Nobel avverte sull’IA

Pur avendo in prima persona contribuito enormemente all’AI, Hinton non si è mai tirato indietro da analisi e posizione controverse, tenendo fede al suo proposito di controllare questa stessa tecnologia e soprattutto evitare che annulli ogni distinzione tra realtà e finzione. Nel 2023 ha in proposito pubblicato un paper, insieme ad altri accademici di rilievo, lanciando un vero e proprio appello “Gestire i rischi dell’AI in un’era di rapido progresso”.

Uno studio che non frena la crescita, ma anzi si propone nuove sfide, offrendo soluzioni concrete per usare le nuove conoscenze senza minare sicurezza ed etica. Paure da prendere in seria considerazione, per quanto scomode nel contesto in cui opera l’esperto, spesso criticato per questa visione dell’IA forse slegata dall’uso.

Quest’ultimo fa la differenza secondo altri professionisti del settore, mentre Hinton teme addirittura una futura autonomia dell’IA. Macchine che prenderanno il sopravvento sull’uomo, un’immagine ancora più spaventosa oggi che abbiamo prova delle straordinarie capacità di visione di Hinton, fra i primissimi a puntare sull’efficacia dell’intelligenza artificiale, da padre delle reti neurali.

L’AI può sostituire in massa interi posti di lavoro il prossimo anno

Secondo Geoffrey Hinton l’intelligenza artificiale è estremamente avanzata, ma è ancora nel pieno della sua corsa. L’esperto ritiene che la tecnologia raddoppi la sua efficacia ogni 7 mesi e teme gli effetti di questo sviluppo, se lasciato privo di ogni controllo o scrupolo. Di questo passo, già nel 2026 moltissimi posti di lavoro saranno interamente sostituiti dall’IA, sulla cresta di un’onda che è iniziata già da un po’.

Hinton ha lasciato Google nel 2023, dopo esservi approdato 10 anni prima lavorando al deep learning (oggi alla base dei grandi modelli linguistici di IA), proprio per potersi dedicare in completa libertà a questo tema così delicato. In proposito aveva infatti dichiarato:

Me ne sono andato per poter parlare dei suoi pericoli. Con questo non voglio dire che a Google non me lo consentivano, ma voglio poterne parlare senza temere l’impatto che le mie parole avranno sull’azienda.

Parole che ben fanno trasparire gli intenti e i propositi del ricercatore, sempre più preoccupato per l’effetto dell’avanzata dell’intelligenza artificiale, che ammalia facilmente aziende e potenze restando priva di barriere di controllo. Si può facilmente notare l’impatto dell’IA sulle vite di molti già ora, quando compiti di programmazione che chiederebbero ore possono essere svolti in pochi minuti. Una crescita che non può che proseguire, a beneficio dell’umanità ma forse anche a suo discapito.

L’esperto, in particolare, teme che le grandi aziende tecnologiche siano troppo coinvolte da profitti e successo per tenere davvero in considerazione le considerazioni di etica e sicurezza. Per gli investitori è conveniente puntare sull’IA, che permette di sostituire, almeno in parte, alla forza lavoro e massimizzare i profitti. “Questo renderà alcune persone molto più ricche, ma la maggior parte più povere” aveva scritto nel paper dedicato e continua a sottolineare l’importanza di investire maggiormente nella riduzione dei rischi.

Una presa di coscienza che dovrebbe riguardare aziende e governi prima che sia troppo tardi, considerando che l’intelligenza stessa di questi sistemi potrebbe essere impiegata per fuorviare le persone. Un’IA in grado di ingannare per raggiungere i propri scopi, è davvero futuristica da immaginare?

I progressi sono ancora più veloci di quanto mi aspettassi. L’IA sta diventando sempre più capace di ragionare, ma anche di ingannare.

Così aveva dichiarato Hinton, sottolineando al contempo il gigante potenziale dell’IA in campi come l’istruzione, la medicina, la tutela dell’ambiente e così via. La visione del ricercatore è in questo affine ai suoi critici, concentrata sull’uso dell’intelligenza artificiale piuttosto che alla sua natura, ma per Hinton è essenziale promuovere attivamente dei confini. L’uomo non deve peccare di superbia, semplicemente, riuscendo a godere dei vantaggi del suo progresso senza soccombervi.

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