Produttori o consumatori: chi paga davvero i dazi?

Guido Giaume

24 Febbraio 2025 - 08:20

Per valutare l’impatto reale di una politica commerciale basata sui dazi, è fondamentale analizzare la specifica domanda di ciascun prodotto e il suo grado di sostituibilità sul mercato.

Produttori o consumatori: chi paga davvero i dazi?

Chi paga i dazi?
La risposta non è così immediata e dipende da una serie di fattori.
I dazi doganali sono uno strumento di politica commerciale utilizzato per regolare il commercio internazionale, e costituiscono un costo aggiuntivo sui beni importati.

L’obiettivo dichiarato può essere quello di proteggere le industrie nazionali dalla concorrenza estera, favorire la produzione interna o riequilibrare la bilancia commerciale.
In prima battuta, possiamo affermare che i dazi rappresentano un aumento del costo dei beni importati, che si traduce in una diminuzione del reddito disponibile per i cittadini del paese che li impone.

Se, ad esempio, un bene prima costava 10 e viene applicato un dazio del 20%, il prezzo finale diventa 12. Questo significa che i consumatori dovranno spendere di più per acquistare lo stesso prodotto, riducendo la loro capacità di acquistare altri beni e servizi.

Tuttavia, non è semplice stabilire se il costo del dazio sia a carico del produttore estero o del consumatore. La ripartizione dell’onere dipende dalla cosiddetta elasticità della domanda, ovvero dalla misura in cui i consumatori possono o vogliono sostituire un prodotto con un altro quando il prezzo cambia.

L’importanza dell’elasticità della domanda

L’elasticità della domanda è un concetto fondamentale per comprendere chi finisce per pagare il dazio. Se la domanda di un bene è rigida, ovvero se i consumatori non possono facilmente sostituirlo o ridurne il consumo in seguito a un aumento del prezzo, il costo del dazio sarà prevalentemente trasferito ai consumatori.
Al contrario, se la domanda è elastica, ovvero se esistono alternative facilmente accessibili o se i consumatori possono rinunciare al bene senza troppi problemi, allora il produttore potrebbe essere costretto ad assorbire la maggior parte del dazio, riducendo il proprio margine di profitto per mantenere le vendite.

Prendiamo in considerazione due esempi concreti: la benzina e il parmigiano.

Caso 1: La benzina

La benzina è un bene essenziale. Anche se il suo prezzo aumenta sensibilmente, la domanda tende a ridursi di poco, poiché la maggior parte dei consumatori non ha un’alternativa immediata. Questo significa che un aumento di prezzo sulla benzina si tradurrebbe quasi interamente in un aumento del prezzo finale, scaricando il costo sul consumatore. In altre parole, in questo caso il dazio viene pagato dai cittadini che acquistano benzina.

Caso 2: Il parmigiano

Ora consideriamo un dazio sul parmigiano esportato in un paese straniero, come gli Stati Uniti. A differenza della benzina, il parmigiano non è un bene indispensabile e può essere facilmente sostituito con prodotti alternativi, come il «Parmesan» prodotto localmente.
Se il prezzo del parmigiano aumenta a causa di un dazio, i consumatori potrebbero decidere di acquistare una versione più economica, riducendo la domanda del prodotto originale. In questo scenario, i produttori italiani potrebbero essere costretti a ridurre i loro prezzi per mantenere la competitività, assorbendo in parte il costo del dazio. In questo caso, quindi, il dazio viene pagato principalmente dai produttori.

I dazi imposti da Trump

Quando l’amministrazione Trump introduce dazi su una vasta gamma di prodotti importati, l’effetto è variabile a seconda del tipo di bene e della sua elasticità della domanda.
Per alcuni prodotti di cui gli Stati Uniti non possono fare a meno, il costo è trasferito ai consumatori americani attraverso prezzi più alti. Per altri beni più sostituibili, i produttori esteri hanno dovuto abbassare i loro prezzi per rimanere competitivi, finendo per pagare il costo del dazio.

L’idea che i dazi siano pagati esclusivamente dai produttori esteri è un’illusione.
La realtà è che il peso del dazio viene distribuito tra consumatori e produttori in base all’elasticità della domanda del bene colpito. Se un prodotto è essenziale e difficile da sostituire, il dazio si traduce in un aumento dei prezzi per i consumatori. Se, invece, il bene è facilmente sostituibile, il produttore dovrà abbassare i suoi prezzi per mantenere le vendite, riducendo il proprio margine di profitto.

Pertanto, per valutare l’impatto reale di una politica commerciale basata sui dazi, è fondamentale analizzare la specifica domanda di ciascun prodotto e il suo grado di sostituibilità sul mercato.