Petrolio: si ferma il rally, che succede al greggio?

Violetta Silvestri

25/08/2021

25/08/2021 - 08:49

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Prezzo del petrolio di nuovo in diminuzione: il greggio oscilla e perde il ritmo del rally di inizio settimana. Perché questa ritirata del greggio? L’oro nero resta sotto pressione.

Petrolio: si ferma il rally, che succede al greggio?

Il prezzo del petrolio scende, prendendosi una pausa dopo il forte rally di questa settimana.

L’aumento delle quotazioni del greggio era stato stimolato dalla perdita di un quarto della produzione messicana e dai segnali che la Cina, il più grande importatore mondiale, aveva fermato un focolaio di nuovi contagi.

Tuttavia, l’ombra della variante Delta e gli squilibri ancora da colmare sul fronte offerta mantengono il prezzo del petrolio nell’incertezza.

Che succede al greggio?

Prezzo petrolio di nuovo in calo

Le quotazioni di greggio tornano a scendere dopo aver giovato di un rialzo nei primi due giorni di inizio settimana. Nello specifico, martedì il prezzo di riferimento globale è salito sopra i 70 dollari al barile, aggiungendosi ai grandi guadagni di lunedì.

Alcune notizie positive sul contenimento dei contagi di alcuni Paesi e la crescente fiducia nel quadro domanda-offerta sembravano aver ridato la spinta in alto ai prezzi.

Cosa succede, invece, oggi con l’oro nero - di nuovo - in declino? Alle ore 8.26 circa i future Brent restano sulla soglia dei 70 dollari al barile, ma scendono dello 0,27%. Il prezzo del greggio WTI è in ribasso dello 0,30% a 67,36 dollari al barile.

Entrambi i contratti di riferimento sono aumentati di circa l’8% nei due giorni precedenti, cancellando la maggior parte del crollo subito nella precedente settimana.

Analizzando il contesto generale, innanzitutto occorre sottolineare che la variante Delta in rapida diffusione ancora offusca le prospettive della domanda.

L’epidemia che ha bloccato Sydney per più di due mesi non mostra segni di rallentamento, con un nuovo record giornaliero di 919 infezioni nel Nuovo Galles del Sud. Il Giappone dovrebbe annunciare un’estensione del suo stato di emergenza ad altre otto prefetture, mentre il bilancio delle vittime della Thailandia ha superato le 10.000 persone.

Gli analisti fanno notare che il petrolio ha beneficiato dell’allentamento dei problemi relativi ai contagi nelle due maggiori economie del mondo, gli Stati Uniti e la Cina, ma non è necessariamente così a Sydney e in Giappone.

Resta la massima allerta, quindi, che la variante altamente contagiosa in Asia possa rallentare la ripresa economica della regione.

I problemi dell’offerta di greggio

Non solo la domanda di petrolio è sotto osservazione. Anche le diverse vicende dell’offerta di greggio stanno scuotendo il prezzo della materia prima.

Le quotazioni sono andate in rally nei giorni scorso anche per effetto di un calo dell’offerta di oltre 400.000 barili al giorno in Messico dopo un incendio su una piattaforma petrolifera. Ora la compagnia petrolifera statale ha affermato che prevede di riprendere la produzione entro il 30 agosto.

I dati dell’American Petroleum Institute hanno mostrato che le scorte di greggio sono diminuite di 1,6 milioni di barili nella settimana terminata il 20 agosto, mentre le scorte di benzina sono diminuite di 1 milione di barili.

Gli analisti, però, si aspettavano che lo stock diminuisse di 2,7 milioni di barili e le scorte di benzina di 1,6 milioni di barili, secondo un sondaggio Reuters. Questo significa che c’è ancora greggio da smaltire in un momento di domanda incerta.

Cosa si prevede per il prezzo del petrolio?

Le speranze per il petrolio da $ 100 al barile quest’anno sono probabilmente svanite, ma ci sono segni di slancio dietro il rimbalzo.

Nelle ultime due settimane, il Covid-19 ha continuato a diffondersi in diversi Paesi e sembra deprimere la domanda di benzina e carburante per aerei. Ciò ha contribuito a guidare la svendita del greggio.

Ma i dati dalla Cina mostrano che il dragone è stato in grado di fermare la diffusione di Covid attraverso misure di blocco più aggressive e i viaggi stanno riprendendo.

Jeffrey Currie, capo della ricerca sulle materie prime presso Goldman Sachs, ha affermato in una nota pubblicata lunedì che il sell-off è stato eccessivo in parte perché l’offerta è rimasta bassa.

In generale, l’eaperto ritiene che i produttori stiano investendo troppo poco in nuovi progetti per aumentare la crescita futura, e ciò significa che è probabile che i prezzi crescano.

La stima del prezzo del petrolio di Currie nel quarto trimestre è di 80 dollari al barile, tra le più alte di Wall Street.

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