Petrolio, è tonfo: l’Iran spaventa il mercato alla vigilia dell’OPEC

Il prezzo del petrolio scambia in forte ribasso alla vigilia del meeting OPEC. Il motivo? Il cambio di rotta dell’Iran, a quanto pare pronto ad aumentare la produzione.

Petrolio, è tonfo: l'Iran spaventa il mercato alla vigilia dell'OPEC

Il prezzo del petrolio viaggia in forte ribasso alla vigilia del meeting OPEC in cui i Paesi produttori sceglieranno se aumentare o meno l’output di greggio.

Ad affossare sia la quotazione del Brent che quella del Wti il possibile cambio di rotta dell’Iran che, dopo essersi opposto con vigore all’ipotesi di un aumento, potrebbe ora alleggerire la propria intransigente posizione iniziale.

Si noti, però, come anche l’Arabia Saudita abbia pesato non poco sul prezzo del petrolio, ribadendo la necessità di produrre ancora per evitare scarsità di offerta nella seconda parte dell’anno.

Il prezzo del petrolio perde il 2%

In sede di riunione OPEC i Paesi interni ed esterni al Cartello decideranno il futuro di quello storico accordo raggiunto a Vienna nel novembre del 2016. Il compromesso ha imposto ai produttori di tagliare la propria offerta di greggio ed è riuscito nell’intento di riequilibrare il mercato.

Ora, a poco più di un anno da quell’accordo, il prezzo del petrolio si è lasciato alle spalle il mercato ribassista e sia la quotazione del Brent che quella del Wti hanno guadagnato di nuovo ampio terreno.

Questo, accanto alla minore offerta di economie come il Venezuela e l’Iran, ha imposto ai Paesi produttori di rivedere la propria strategia. Domani sarà il momento giusto per farlo.

In molti si sono espressi già a favore di un aumento della produzione e la prospettiva ha ripetutamente affossato il prezzo del petrolio, spaventato da un nuovo eccesso di offerta come quello osservato fino alla fine del 2016.

La Russia, produttore esterno all’OPEC che domani parteciperà al meeting, ha proposto di incrementare l’output di 1,5 milioni di barili al giorno, mentre l’Arabia Saudita ha parlato di circa un milione di barili necessari a sostenere l’equilibrio del mercato nel secondo semestre del 2016.

Stando a quanto riportato dalle ultime indiscrezioni di stampa, anche l’Iran potrebbe decidere di aderire alla proposta con adeguate (ma ancora ignote) condizioni. Tutti gli occhi saranno ora puntati sul meeting OPEC di domani, che si dimostrerà probabilmente il più complicato degli ultimi anni.

In attesa di conoscere quali saranno le decisioni dei produttori, il prezzo del petrolio sta intanto scambiando in ribasso. La quotazione del Wti sta perdendo lo 0,88% e sta viaggiando sui $65,13, mentre il Brent sta bruciando il 2% e sta scivolando su quota $73,25.

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