Petrolio ancora in calo: si teme diffusione globale del coronavirus

Il prezzo del petrolio è tornato a perdere terreno: quotazioni giù di oltre l’1%. Che succede?

Petrolio ancora in calo: si teme diffusione globale del coronavirus

Il prezzo del petrolio è tornato a perdere ampio terreno per il quinto giorno consecutivo e si è riportato sui minimi di gennaio 2019.

Ancora una volta a pesare sulla quotazione del WTI e su quella del Brent sono state le notizie riguardanti il coronavirus, che ha continuato a diffondersi fuori dalla Cina.

Il caso più eclatante (dopo la Corea del Sud) è stato quello dell’Italia, che nel giro di pochi giorni ha assistito a un imponente aumento dei contagi. Poi è toccato anche agli Stati Uniti, che hanno iniziato a temere la diffusione dell’epidemia nonostante i casi accertati siano risultati poco più di 50. Il prezzo del petrolio ha comunque reagito negativamente e ha lasciato sul campo più del singolo punto percentuale.

Prezzo del petrolio in calo: il coronavirus si diffonde

Nelle ultime cinque sessioni, la quotazione del WTI ha lasciato sul campo circa 11 punti percentuali registrando così la perdita peggiore da agosto 2019. Stessa sorte è toccata al prezzo del petrolio Brent, che ha messo a segno rossi a doppia cifra percentuale.

Mercoledì, il numero di infetti da coronavirus al di fuori della Cina ha superato per la prima volta quello riportato dal Paese, dove è sfociata l’epidemia. L’Italia e l’Iran sono pian piano emersi come nuovi epicentri della malattia.

Negli Stati Uniti, invece, Trump ha tentato di rassicurare gli americani sulla presenza di un rischio non elevato. Sui mercati però le sue dichiarazioni non hanno avuto alcun effetto.

Gli investitori sono tornati a temere l’impatto del coronavirus sull’economia globale - Moody’s ad esempio ha parlato di una plausibile recessione del mondo intero in caso di pandemia.

“Le speculazioni sulla diffusione del coronavirus negli Stati Uniti hanno stimolato una nuova ondata di vendite”,

ha dichiarato Kazuhiko Saito, capo analista di Fujitomi Co, aggiungendo che se i contagi aumenteranno il prezzo del petrolio ne risentirà in maniera più evidente.

Nel pieno caos generato dal coronavirus si sono inseriti gli ultimi dati dell’EIA, che ha riportato un nuovo aumento delle scorte di 452.000 barili, per un totale di 443,3 milioni.

Ancora una volta gli occhi del mercato saranno puntati sull’OPEC+ e sul possibile nuovo round di tagli in dirittura d’arrivo. Il prossimo meeting dei produttori si terrà a Vienna il 5 e il 6 marzo.

Fino ad allora il prezzo del petrolio, attualmente in calo di oltre l’1% sia sul fronte Brent che su quello WTI, continuerà ad essere monitorato con costante attenzione assieme agli sviluppi riguardanti il coronavirus.

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