Petrolio vola grazie al conflitto in Iraq, ma i $60 solo nel 2019

Cristiana Gagliarducci

17 Ottobre 2017 - 08:56

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Il conflitto tra Iraq e Kurdistan fa volare il prezzo del petrolio. Ma la quotazione riuscirà a riportarsi sopra i $60-$70 al barile? Le previsioni degli analisti.

Il prezzo del petrolio continua ad avanzare minacciosamente verso i 60 dollari al barile grazie all’Iraq.

Quello che fino a poco tempo fa era apparso ormai come un ostacolo insormontabile oggi appare una meta sempre più vicina, sulla quale si stanno concentrando le previsioni e le attenzioni degli analisti.

Negli ultimi anni il prezzo del petrolio ha viaggiato nel bel mezzo di un mercato ribassista caratterizzato dalla dicitura: “lower for longer”, ossia prezzi bassi a lungo. Ora, però, lo stesso mercato pare aver intrapreso una direzione differente con un Brent che sta scalando la vetta dei $58 e un WTI oltre i $52.

È su quota $60, però, che si stanno concentrando le previsioni degli analisti, soprattutto in virtù di quel conflitto tra Iraq e Kurdistan che sta nuovamente alzando l’asticella della tensione internazionale. Nonostante l’ottimismo sul mercato sia tangibile, però, la soglia potrebbe non essere raggiunta dal prezzo del petrolio almeno fino al 2019.

Il conflitto

Lo scorso 25 settembre, il 93% dei cittadini del Kurdistan ha votato per staccarsi dall’Iraq, portando gli osservatori internazionali a teorizzare il prossimo scoppio di una guerra civile nel Paese.

A risentire delle tensioni in Medio Oriente è stato ancora una volta il prezzo del petrolio che ha chiuso la sessione di ieri, lunedì 16 ottobre, sui massimi di 3 settimane. Il motivo? I timori legati all’offerta mondiale di greggio.

“Il mercato petrolifero è attualmente in balia dei rischi geopolitici,”

hanno affermato gli analisti di Commerzbank.

I rischi in Medio Oriente si sono intensificati, e il prezzo del petrolio è risalito, dopo che le forze irachene sono entrate a Kirkuk, una delle principali aree produttrici di oro nero. L’esercito di Baghdad ha assunto il pieno controllo della città e delle strutture della North Oil Company, secondo quanto riportato dal Financial Times.

Le previsioni

Diversi elementi hanno contribuito alla ripresa del prezzo del petrolio negli ultimi mesi. Tra questi sicuramente lo storico accordo OPEC di Vienna, una straordinariamente violenta stagione degli uragani negli USA e la minaccia di nuove sanzioni all’Iran. Come spesso accade, però, non tutti sono convinti che lo scenario lower for longer sia definitivamente scongiurato.

Una recente indagine di Deloitte Services, basata su 250 executive dell’industria petrolifera, ha alzato il velo sulle nuove previsioni degli esperti, riferite sia a questo che ai prossimi due anni.

Per due terzi degli intervistati il prezzo del petrolio rimarrà sotto i $60 al barile per tutto il corso del 2018. La maggioranza degli esperti si è detta altresì convinta che le quotazioni si spingeranno oltre i 60 dollari non prima della fine del decennio.

Jeff Brown presidente della Facts Global Energy, ha espresso un messaggio molto simile in occasione del Global Commodities Summit di Reuters. Per Brown il livello delle scorte è ancora molto elevato e non c’è ragione di credere che crollerà nei prossimi due anni. Ciò significa che, secondo l’esperto, il prezzo del petrolio non risalirà in maniera così evidente.

Nell’ultimo report sul mercato del petrolio, l’EIA ha mostrato un ottimismo decisamente cauto. Le scorte di crude dell’OCSE sono ancora 170 milioni di barili sopra la media a 5 anni, target prefissato dall’OPEC. Nonostante la riduzione fino ad oggi sia stata evidente, c’è ancora troppo greggio sul mercato per poter parlare di un prezzo del petrolio oltre i $60 nel breve termine.

“Negli ultimi mesi abbiamo sottolineato in molte occasioni che le tensioni e gli effetti potenziali sulle infrastrutture di produzione e di trasporto nell’area, rappresentano il rischio maggiore per le nostre previsioni di prezzo abbastanza conservatrici. Vediamo comunque che il mercato petrolifero è ancora fornito in modo ampio, cosa che giustificherebbe un prezzo del petrolio Brent sui $50 al barile,”

Anche le previsioni di Commerzbank, insomma, si sono adeguate al flusso.

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