Questa frattura non è solo tecnologica, ma strutturale: riguarda modelli industriali, sistemi fiscali, strategie di sicurezza nazionale e posizionamento geopolitico.
L’economia globale sta entrando in una fase di profonda polarizzazione energetica. Da un lato emergono gli elettro-stati, Paesi che investono massicciamente in elettrificazione, reti intelligenti e energie rinnovabili; dall’altro resistono i petro-stati, economie fortemente dipendenti da petrolio, gas e carbone, che continuano a espandere la produzione fossile per sostenere crescita, occupazione e stabilità politica.
Questa frattura non è solo tecnologica, ma strutturale: riguarda modelli industriali, sistemi fiscali, strategie di sicurezza nazionale e posizionamento geopolitico. L’energia, come già nel Novecento, resta il fondamento del potere economico, ma oggi si intreccia con la competizione digitale e climatica.
La diffusione dell’intelligenza artificiale sta trasformando la domanda energetica globale. Data center, cloud, produzione di semiconduttori e sistemi di calcolo avanzato richiedono enormi quantità di elettricità continua e stabile. Questo rende la sicurezza energetica una condizione essenziale per la leadership tecnologica.
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