Presidenza del Consiglio dei Ministri, aumentano gli stipendi: le nuove cifre dopo il rinnovo

Alessandro Nuzzo

8 Ottobre 2022 - 10:41

Firmato il nuovo contratto collettivo per il personale della presidenza del Consiglio dei Ministri che riceveranno una busta paga più corposa.

Presidenza del Consiglio dei Ministri, aumentano gli stipendi: le nuove cifre dopo il rinnovo

Aumenti in vista per il personale non dirigenziale della presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo anni di ritardi e una lunga trattativa, è arrivata la fumata bianca per il rinnovo del contratto collettivo che prevede un aumento di stipendio.

Si tratta del contratto collettivo per il triennio 2016-2018 sottoscritto nei giorni scorsi con l’Aran, l’agenzia negoziale di parte pubblica. Un risultato che arriva per questo comparto con grandissimo ritardo rispetto ad analoghi settori pubblici. Il precedente rinnovo era stato firmato addirittura nel 2009. Si resta ancora indietro di una tornata contrattuale, quella relativa al triennio 2018-2021 che i sindacati sperano di risolvere il prima possibile. Vediamo a quando ammonta l’aumento di stipendio.

Presidenza del Consiglio dei Ministri, aumento in busta paga

Il contratto collettivo relativo al triennio 2016-2018 è stato firmato dai sindacati e dall’Aran dopo una lunga trattativa. Esso riconosce aumenti del 3,48% corrispondenti a circa 125 euro lordi medi al mese per 13 mensilità, a cui si sommano gli arretrati dal 2016 che possono arrivare anche a 4.800 euro per più di tre anni.

Nel contratto vengono disciplinati anche permessi per visite specialistiche e l’estensione delle misure a tutela dei dipendenti con gravi patologie che necessitano di terapie salvavita. Previsti anche l’introduzione di nuovi istituti a tutela delle donne vittime di violenza, ferie e riposi solidali in favore dei lavoratori che debbano assistere figli minori bisognosi di cure.

Soddisfazione da parte delle sigle sindacali per il tanto atteso rinnovo, anche se arrivato in netto ritardo rispetto ad altre analoghe categorie pubbliche.

"Si conclude finalmente in maniera positiva una situazione paradossale e inaccettabile. Non si può essere costretti a lavorare senza Ccnl, scaduto e non rinnovato dal 2016. Da subito lavoreremo affinché si giunga ad un accordo quanto più soddisfacente possibile anche per il rinnovo per il triennio 2019 - 2021" - le parole del segretario generale Cse Marco Carlomagno.

Via libera del Cdm anche per il rinnovo del contratto per il personale sanitario

Alcuni giorni fa è arrivato anche il via libera da parte del Consiglio dei Ministri al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto Sanità triennio 2019-2021 firmato lo scorso mese di giugno.

Il contratto si applica a tutto il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato dipendente da tutte le aziende ed enti del comparto sanitario e prevede un aumento medio di stipendio di circa 91 euro lordi per 13 mensilità per gli operatori sanitari. Gli infermieri avranno tra 146 e 170 euro in più al mese.

“Il rinnovo del contratto del comparto sanità approvato definitivamente in Cdm é un passo importante per la valorizzazione delle donne e gli uomini del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Per i circa 270mila infermieri ci sono tra i 146 e i 170 euro in più al mese. Aumentare le risorse e valorizzare il ruolo dei nostri professionisti sanitari è la chiave per un sistema salute più vicino a tutti i cittadini" - le parole del ministro della Salute Roberto Speranza.

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