La Corte di Cassazione fissa i termini per la prescrizione dell’imposta di registro, ecco quali sono le novità per i contribuenti.
In quanti anni matura la prescrizione dell’imposta di registro? A chiarire i limiti è la Corte di Cassazione. Ecco le novità.
La Corte di Cassazione con l’ordinanza 30340 ha chiarito i confini della prescrizione per l’imposta di registro. In caso di mancata impugnazione dell’avviso di accertamento, il termine di prescrizione è di 10 anni.
Vediamo quando non deve più essere pagata l’imposta di registro.
Il caso: prescrizione breve per l’imposta di registro?
La questione ruota intorno all’articolo 2953 del codice civile il quale stabilisce che “I diritti per i quali la legge stabilisce una prescrizione più breve di dieci anni, quando riguardo ad essi è intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato, si prescrivono con il decorso di dieci anni”.
Sottolinea la Corte di Cassazione che la mancata o tardiva impugnazione di una cartella esattoriale non determina, da sola, l’effetto della conversione del termine di prescrizione breve, eventualmente previsto, in quello lungo decennale, in quanto tale conversione opera solo in presenza di un titolo derivante da sentenza passata in giudicato.
Nel caso in oggetto manca una sentenza passata in giudicato e, di conseguenza, non si può ritenere che ci sia stata la conversione del termine breve in termine decennale. Nonostante questo il contribuente non è liberato dall’adempimento.
Nel caso trattato al contribuente viene notificata una cartella esattoriale per omesso pagamento dell’imposta di registro relativa a un atto giudiziario, una sentenza del tribunale di Napoli del 2005. Il contribuente ritiene che sia intervenuta la prescrizione in quanto decorsi 5 anni.
L’Agenzia delle Entrate, invece, ritiene che debba essere applicato il termine di prescrizione lungo previsto dall’articolo 2593 in quanto sarebbe intervenuta la conversione della prescrizione breve.
Nel giudizio di primo e secondo grado vengono riconosciute le istanze del contribuente, ma la Corte di Cassazione ribalta tutto.
Prescrizione imposta di registro, in 5 o in 10 anni?
L’Ordinanza 30340 del 17 novembre 2025 ricorda che secondo la giurisprudenza costante la prescrizione per l’imposta di registro non si verifica con il termine quinquennale, ma con quello decennale in quanto trattasi di un tributo che nasce da specifiche fattispecie di imposizione, ciascuna delle quali costituisce un titolo autonomo e non un’obbligazione periodica.
La Cassazione ha sottolineato che, una volta divenuto definitivo l’avviso di liquidazione, ai fini della riscossione opera esclusivamente il termine di dieci anni previsto dall’articolo 78 del Tur.
L’Ordinanza, inoltre, conferma che i crediti erariali sono sottoposti a prescrizione decennale e, laddove il legislatore abbia inteso introdurre termini più brevi, come per i contributi previdenziali o alcuni tributi locali, lo ha fatto espressamente. Ne consegue che il contribuente per eccepire la prescrizione di un’imposta di registro deve dimostrare l’inerzia dell’Amministrazione per almeno 10 anni.
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