Prescrizione crediti commerciali, quali sono i termini di scadenza?

Nadia Pascale

11 Aprile 2024 - 16:39

Quando si verifica la prescrizione dei crediti commerciali e come fare per evitare di perdere i diritti vantati? Tutte le soluzioni per non perdere i soldi.

Prescrizione crediti commerciali, quali sono i termini di scadenza?

Fino a quando si può riscuotere un credito commerciale? C’è il rischio di prescrizione dei crediti commerciali e cosa si può fare per evitare di perdere tale diritto?

Perdere somme di denaro, o altri beni, non è piacevole, ma non sempre è facile riscuotere e il rischio di perdere le somme è sempre dietro l’angolo, vi sono però degli accorgimenti per evitare che il decorrere del tempo crei perdite economiche.

Ecco i suggerimenti per evitare la prescrizione dei crediti commerciali.

Cosa sono i crediti commerciali e quando si ha la prescrizione?

La prima cosa da fare è delimitare il campo di applicazione. Si ha un credito quando un soggetto può vantare la pretesa di un dare o un facere nei confronti di un altro soggetto. Il motivo di tale pretesa può essere molteplice, ad esempio un prestito oppure un corrispettivo.

Vi sono però dei casi in cui il credito vantato non esiste. Ad esempio, qualora il credito nasca da un atto illecito: se il credito deriva da un contratto avente ad oggetto una prestazione vietata dalla legge, dal punto di vista giuridico non può esservi pretesa.

Diventa ora importante definire il credito commerciale: può essere definito come il diritto a ricevere un corrispettivo in denaro a fronte di una prestazione di beni o servizi resa nell’ambito di un accordo contrattuale. Affinché un credito di tale genere possa essere riscosso è necessario che sia certo, liquido ed esigibile.

Un credito è certo quando risulta chiaramente determinato nel suo contenuto e nei suoi limiti dagli elementi indicati nel titolo esecutivo, ad esempio nel contratto di prestazione d’opera.
Si ha un credito liquido quando il suo ammontare risulta espresso in misura determinata e non in modo generico. Ad esempio, un soggetto può maturare il diritto al risarcimento del danno, questo diventa esigibile solo nel momento in cui l’esatto ammontare è determinato, non prima. Fino a quando non vi è la quantificazione, il credito vantato è generico e non liquido.

Infine, la terza caratteristica è l’esigibilità, questa si verifica quando non vi sono termini o condizioni oppure quando la condizione si è verificata e il termine scaduto. Ad esempio, il contratto prevede che il credito sia riscuotibile a partire da una determinata data, solo da quel momento sarà esigibile.

Quando un credito commerciale è certo, liquido ed esigibile si potrà vantare la pretesa all’esecuzione del credito commerciale. Occorre però prestare attenzione perché da questo momento iniziano a decorrere i termini per la prescrizione dei crediti commerciali. Se la controparte adempie spontaneamente non vi sono problemi, in caso contrario, al fine di evitare la prescrizione è necessario attivarsi.

Come evitare la prescrizione dei crediti commerciali con il decreto ingiuntivo

L’esempio tipico di credito commerciale è quello avente ad oggetto il diritto al pagamento maturato a fronte della consegna di merci a un proprio cliente. In questo caso se il cliente non si attiva nei termini previsti al pagamento, si può effettuare un sollecito e qualora il cliente continui a non versare l’importo si può richiedere al tribunale un decreto ingiuntivo.

Il decreto ingiuntivo è uno strumento di tutela particolare e specifico, si tratta di un atto giudiziario con il quale il giudice, su richiesta del creditore, ingiunge al debitore:

  • il pagamento di una somma di denaro;
  • la consegna di una determinata quantità di cose fungibili;
  • la consegna di una cosa determinata.

Il decreto ingiuntivo per i crediti commerciali può essere richiesto solo in presenza di una prova scritta del diritto vantato. Viene emesso senza contraddittorio ma sulla base del solo titolo da cui risulti in modo certo il credito vantato. Il debitore in seguito alla notifica può adempiere all’obbligazione, quindi pagare il credito commerciale oppure può proporre opposizione. Nel caso in cui non adotti nessuno di tali comportamenti prende il via l’esecuzione forzata.

Quali sono i termini di prescrizione dei crediti commerciali?

L’emissione del decreto ingiuntivo blocca la prescrizione del credito commerciale, ma se il creditore non esegue alcuna azione, quali sono i termini temporali che portano alla prescrizione dei crediti commerciali?

La prescrizione dei crediti commerciali è prevista nel nostro ordinamento al fine di evitare che le pretese giuridiche si protraggano a tempo illimitato costituendo una sorta di spada di Damocle sul debitore.
Chi vuole riscuotere un credito deve attivarsi nei termini previsti per legge, in questo modo si ha anche certezza nei rapporti giuridici.

La prescrizione dei crediti commerciali è sottoposta a un termine lungo, si verifica infatti in 10 anni. Naturalmente i 10 anni iniziano a decorrere dal momento in cui il credito commerciale diventa esigibile. Ad esempio, se nel contratto è previsto che la somma di denaro debba essere erogata entro il 30 settembre 2024, è solo da questo momento che inizia a decorrere la prescrizione dei crediti commerciali.

Vi sono però dei casi particolari in cui il credito commerciale si prescrive in termini più brevi, ad esempio per il pagamento dei canoni di locazione il termine di prescrizione è di 5 anni( art. 2948 codice civile). Stessa sorte per interessi, retribuzione, trattamento di fine rapporto

Altre soluzioni per evitare la prescrizione dei crediti commerciali

Vi sono altre azioni, oltre il decreto ingiuntivo per interrompere la prescrizione dei crediti commerciali?
Il decreto ingiuntivo è sicuramente la strada più veloce e sicura per ottenere il pagamento di quanto dovuto, ma si è visto che viene emesso solo in presenza di una prova scritta. In assenza di questa o comunque quando non si vuole ricorrere a tale strumento, è possibile agire con un’azione ordinaria di accertamento del credito.

Infine, anche il sollecito scritto può avere l’effetto di interrompere i termini di prescrizione. In questo caso il consiglio è di procedere alla redazione di una richiesta di pagamento del dovuto in cui siano ben delineati i termini della pretesa. Ad esempio, nell’atto è bene indicare le generalità di creditore e debitore, occorre indicare l’ammontare esatto del credito vantato e l’atto dal quale deriva, ad esempio compravendita del bene X avvenuta in una determinata data, presso l’esercizio commerciale y. Occorre indicare tutti i fatti che sono stati oggetto di accordo. Nell’atto vi deve essere la richiesta di pagamento entro un termine congruo, l’ atto deve essere sottoscritto e datato e inviato con raccomandata con ricevuta di ritorno.

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