Prende forma un progetto gigantesco. Il ponte sospeso più lungo del mondo verrà costruito in Europa

Ilena D’Errico

30 Marzo 2026 - 18:43

Il ponte sospeso più lungo del mondo arriva in Europa, ma nonostante il record dovrà faticare per ritagliarsi un ruolo di rilievo tra le infrastrutture mondiali.

Prende forma un progetto gigantesco. Il ponte sospeso più lungo del mondo verrà costruito in Europa

Anche se il Ponte sullo Stretto viene posticipato ancora, peraltro senza essere l’unica opera attesa da anni, comincia ad apparire come un progetto ben definito e non soltanto un obiettivo visionario. La fine dei lavori è stata spostata al 2034 per contenere l’indebitamento della Rete ferroviaria italiana, ma l’avvio dei cantieri è previsto entro la fine dell’anno. Certo, dopo tutte le vicissitudini degli anni è difficile sentirsi ottimisti sul rispetto dei tempi, ma ormai c’è troppo in discussione per fare dietrofront.

Vista anche l’elevata attenzione internazionale si può dire che il Ponte sullo Stretto prima o poi si farà e una volta realizzato sarà il ponte sospeso più lungo del mondo. Un record ambizioso da battere, attualmente detenuto da un’altra opera situata in un’area delicata. Si tratta del Çanakkale 1915, situato sullo Stretto dei Dardanelli in Turchia. Con i suoi 4.608 metri di lunghezza e i 2.023 metri della campata centrale permette, già dal 2022, di percorrere in soli 6 minuti un tragitto che avrebbe richiesto oltre un’ora e mezza di traghetto.

Un’infrastruttura complessa che è stata realizzata in pochissimo tempo, nonostante le elevate sfide ingegneristiche, e che oggi collega Gallipoli e Lapseki con importanti benefici strategici. Così, anche quando il Ponte sullo Stretto di Messina diventerà realtà e si approprierà del nuovo primato come ponte sospeso più lungo del mondo, assicurando la medaglia all’Europa, difficilmente riuscirà a equiparare i risultati collezionati dal ponte turco. L’auspicio è che tutte le controversie che si sono susseguite nel tempo portino a un progetto davvero sensazionale e, prima ancora, che funzioni tutto per il meglio.

Tutto il mondo ha gli occhi puntati sul nuovo ponte italiano, perciò sarebbe il momento di iniziare a superare qualche record anche in positivo.

Il Ponte sullo Stretto è un progetto gigantesco

Tutte le difficoltà che il Ponte sullo Stretto si trascina da decenni fanno perdere di vista l’effettiva complessità dell’opera. Non è affatto scontato, ma un progetto gigantesco con pochi eguali tra le infrastrutture europee. Mettendo da parte le spinose vicende di contorno, dobbiamo considerare anche che creare un collegamento di questo genere nell’area del Mediterrano è un interesse comune a tanti Paesi, a partire da quelli negli immediati pressi dello Stretto.

Con la realizzazione di quest’opera l’Italia risponderebbe a un bisogno condiviso, facendosi carico degli oneri ma anche degli onori, Il Belpaese dovrà sopportare una spesa considerevole, ma se tutto andrà per il meglio dovrebbe anche riuscire poi a recuperare ben più dell’investimento realizzato. I traffici commerciali e turistici potranno raggiungere livelli ben più elevati, mentre la costruzione dell’infrastruttura garantirà nuovi posti di lavoro e un importante aumento del Pil.

La riduzione del traffico marittimo garantirà anche un beneficio ambientale, mentre però c’è ancora da capire come limitare l’impatto durante la fase di realizzazione, proprio come il tornaconto economico richiede prima un maestoso investimento. L’elemento di reale criticità riguarda piuttosto i rischi sismici e geologici dell’area. Imprevedibilità dei venti, acque profonde e alta sismicità sono i pericoli principali della sicurezza e della stabilità dell’infrastruttura, ma in un certo senso potrebbero essere giudicati di buon auspicio. L’attuale ponte sospeso più alto del mondo, infatti, ha dovuto superare esattamente gli stessi ostacoli.

Il ponte sospeso più lungo del mondo in Europa

Come anticipato, il rivale turco del Ponte sullo Stretto rappresenta un elemento di confronto a dir poco ostico. Vicino al confine tra la placca Anatolica e quella Euroasiatica, il Çanakkale 1915 è un’opera di ingegneria davvero strabiliante, che sfida venti e acque grazie a una struttura curata nel minimo dettaglio. Si erge 70 metri sopra il livello del mare, affiancato dal passaggio di alcune delle navi più grandi del mondo, le portacontainer, grazie a fondazioni speciali, portali di sollevamento e dispositivi antisismici.

Per arrivare alla parte più sensazionale, però, bisogna giudicare il tempo di realizzazione della struttura, di appena 5 anni. Una velocità che non ha compromesso l’efficienza del ponte e persino l’inserimento di numerose dimensioni dal carattere simbolico e celebrativo, pianificate in anticipo e inserite con minuzia sartoriale nel progetto ingegneristico. Le torri principali sono alte 318 metri per la Vittoria di Çanakkale del 18 marzo 1918, la campata centrale è di 2.023 metri come l’anno del centenario della Repubblica turca e così via.

Persino i colori sono ispirati alla bandiera nazionale turca, che contribuiscono a rendere il Ponte un’opera di eccellenza oggi inarrivabile. Meglio che il Ponte sullo Stretto nostrano arrivi in ritardo se significa pareggiare tale livello di qualità, o almeno avvicinarcisi, ma soprattutto dare nel frattempo priorità alle esigenze di trasporto più immediate per la cittadinanza.

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