Stato metterà mani nei conti degli italiani? Marcotti: «Accade già da anni»

Prelievo forzoso sui conti degli italiani? Per Marcotti esiste già da anni in Italia

Prelievo forzoso? Accade già da anni. Lo dice a Money.it Giancarlo Marcotti, direttore di Finanza in Chiaro a proposito della possibilità, paventata da molti negli ultimi tempi, che lo Stato torni, come nel ‘92, ad attingere direttamente dai conti correnti degli italiani.

Prelievo forzoso? Una cosa simile c’è già da anni

Con una crisi economica senza precedenti dovuta alla pandemia di coronavirus, in tanti hanno cominciato a temere che lo Stato italiano possa effettuare un prelievo forzoso sui conti degli italiani per finanziare le misure di sostegno all’economia.

La verità, secondo Marcotti, è però che ciò avviene già da molti anni. E in misura maggiore rispetto a quanto fece Giuliano Amato nel 1992.

A suo tempo, infatti, il Governo di allora fece una manovra da 92.000 miliardi di lire, una parte dei quali derivava dal 6 per mille di quanto gli italiani tenevano sul conto corrente.

“Già oggi, quindi, abbiamo una situazione molto peggiore rispetto alla manovra del ‘92, che pure noi ci ricordiamo ancora perché l’abbiamo vista come un furto. Non abbiamo dovuto pagare: ci è stato proprio prelevato dal conto”, dice Marcotti.

Oggi lo Stato fa qualcosa di simile, solo che non lo chiama prelievo. E che assomiglia a una patrimoniale.

Piuttosto preferisce far pagare una tassa o bollo del 2 per mille sui vari titoli posseduti: fondi d’investimento, azioni, obbligazioni.

Marcotti, oggi patrimoniale su beni immobili

“Una persona benestante - spiega Marcotti - che ha un milione di euro, sul conto corrente magari ha 50.000 euro e 950.000 sono investiti in titoli diversi”. Il “prelievo” viene in questo modo effettuata sulla parte più consistente.

“Mentre Amato andava a prendere il 6 per mille sul saldo del conto corrente, oggi prendono i soldi non sul saldo del conto corrente ma sul mio patrimonio”, aggiunge Marcotti.

Un prelievo forzoso dai conti correnti per Marcotti è invece poco probabile, perché “farebbe insorgere gli italiani”. “Lo vedo come un’eventualità veramente estrema”, spiega.

Possibile invece che l’attuale bollo venga incrementato: dal 2 potrebbe passare al 6 o all’8 per mille.

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