Cosa non va nella tassa globale sui miliardari?

Lorenza Morello

5 Agosto 2024 - 12:16

L’Irlanda, pur sostenendo la proposta a livello internazionale, ha indicato che il suo attuale sistema fiscale già include tasse sulla ricchezza, come la tassa sulle proprietà locali e l’imposta sulle plusvalenze.

Cosa non va nella tassa globale sui miliardari?

La recente proposta del ministro del clima irlandese, Eamon Ryan, di sostenere la proposta del Brasile per una tassa globale del 2% sui miliardari, ha acceso il dibattito internazionale su come finanziare la lotta ai cambiamenti climatici. La misura, presentata durante il G20 di Rio de Janeiro, mira a raccogliere fondi significativi per mitigare le crisi climatiche globali. Si stima che questa tassa potrebbe generare fino a 250 miliardi di dollari, colpendo circa 100 famiglie a livello globale. La proposta, tuttavia, deve affrontare questioni legali e politiche significative prima di essere implementata.

Il contesto della proposta è la necessità di risorse finanziarie per affrontare i costi crescenti delle crisi climatiche. L’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) stima che servano 4,5 trilioni di dollari all’anno per investimenti nel settore. I negoziati di COP29 a Baku saranno cruciali per discutere le modalità di finanziamento e la possibilità di una cooperazione globale.

Una tassa globale sui miliardari presenta numerose sfide legali. Tra queste, la necessità di un accordo internazionale che eviti la fuga di capitali e garantisca l’applicazione uniforme della tassa. Inoltre, c’è il rischio che le differenze nelle leggi fiscali nazionali possano complicare l’implementazione della tassa. L’Irlanda, pur sostenendo la proposta a livello internazionale, ha indicato che il suo attuale sistema fiscale già include tasse sulla ricchezza, come la tassa sulle proprietà locali e l’imposta sulle plusvalenze.

Le reazioni alla proposta sono state molteplici: mentre alcuni paesi vedono nella tassa un mezzo efficace per ridurre le disuguaglianze e finanziare la transizione energetica, altri sono più cauti, temendo le implicazioni economiche e legali. La proposta sarà ulteriormente discussa in future riunioni internazionali, con un occhio alla fattibilità legale e politica.

Ciò che è certo e univoco è che la proposta di tassare i miliardari a livello globale rappresenta un ulteriore conferma di come i Governi siano totalmente incapaci di gestire le Finanze Pubbliche e di stabilire le giuste priorità di spesa. E’ curioso vedere come, invece, per le guerre non manchino i fondi ( 144 miliardi stanziati dall’UE per l’Ucraina dal 2022 ad oggi).

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