Powell vs Trump in conflitto. E le borse tremano

Redazione Finance

8 Novembre 2024 - 10:10

Con il ritorno di Trump, Powell ha ribadito l’indipendenza della Fed dalle decisioni politiche, cercando di attenuare le preoccupazioni sui mercati riguardo a una nuova ondata inflazionistica.

Powell vs Trump in conflitto. E le borse tremano

La bull-run dei mercati, caratterizzata da un lungo periodo di crescita sostenuta e ottimismo, si trova ora a un bivio pericoloso. Due forze potenti, la politica monetaria della Federal Reserve sotto la guida di Jerome Powell e l’agenda economica del secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca, stanno mettendo in discussione la stabilità e la direzione futura dell’economia americana.

Il loro confronto potrebbe decidere se i mercati riusciranno a mantenere il momentum positivo o se assisteremo a una nuova ondata di turbolenze e inflazione.

Il rischio di un ritorno dell’inflazione: Trump e il protezionismo economico

Una delle principali preoccupazioni in questo momento è il potenziale ritorno dell’inflazione in caso di rielezione di Trump. Il mantra di «Make America Great Again», che ha guidato la politica economica dell’ex presidente, potrebbe ancora una volta riportare alla ribalta misure protezionistiche.

La promessa di tagliare l’immigrazione e di introdurre barriere commerciali contro paesi importatori a basso costo, come la Cina, rischia di aumentare il costo del lavoro e dei beni di consumo negli Stati Uniti. Senza un accesso facilitato a manodopera a basso costo e beni importati convenienti, l’economia americana potrebbe essere esposta a un nuovo ciclo di inflazione, un fenomeno che la Fed ha cercato di combattere con tutte le sue forze negli ultimi anni.

La politica monetaria di Powell: un’arma a doppio taglio

Se da una parte la politica economica di Trump potrebbe riaccendere le fiamme dell’inflazione, dall’altra, la strategia monetaria della Federal Reserve potrebbe amplificarne gli effetti. Jerome Powell, presidente della Fed, ha nuovamente deciso di abbassare i tassi di interesse di 25 punti base, un gesto che difatti è anch’esso accomodante e che stimola l’offerta di moneta M2 in circolazione.

Abbassare i tassi di interesse aumenta la liquidità nel sistema finanziario, facilitando il credito e incentivando la spesa. Quindi, se da un lato sostiene la crescita economica, dall’altro rischia anch’essa di alimentare le pressioni inflazionistiche, soprattutto in un contesto in cui l’offerta di beni e servizi potrebbe essere limitata da nuove barriere commerciali.

Le dichiarazioni di Powell durante l’ultima conferenza stampa post-FOMC hanno mostrato un atteggiamento cauto. Pur sottolineando che tutte le opzioni sono ancora sul tavolo per la prossima riunione di dicembre, Powell ha aperto alla possibilità di una pausa nel ciclo di riduzione dei tassi. Questo potrebbe indicare che la Fed è consapevole del rischio di una ripresa dell’inflazione e che preferisce mantenere una posizione flessibile per monitorare ulteriori dati economici prima di prendere decisioni definitive.

La necessità di cooperazione tra politica fiscale e monetaria

In molti ritengono che la chiave per evitare una nuova ondata inflazionistica risieda nella cooperazione tra politica fiscale e politica monetaria. Tuttavia, la relazione tra Trump e Powell non è totalmente positiva. Trump ha criticato pubblicamente Powell in diverse occasioni e ha persino esplorato la possibilità di rimuovere il presidente della Fed, anche se non ha l’autorità legale per farlo.

Powell, d’altra parte, ha ribadito più volte l’importanza dell’indipendenza della Federal Reserve. Lasciare la sua posizione sotto pressione politica sarebbe una mossa che comprometterebbe la credibilità e l’autonomia della banca centrale. Durante la conferenza stampa di giovedì, Powell ha chiarito che è pronto a difendere la Fed dalle interferenze politiche, riaffermando la sua determinazione a mantenere una linea indipendente e basata sui dati economici piuttosto che sulle pressioni esterne.

Questa ferma posizione da parte del presidente della Fed potrebbe rassicurare gli investitori, ma resta da vedere come la potenziale rielezione di Trump influenzerà il delicato equilibrio tra politica monetaria e fiscale.

Uno sguardo alla prossima riunione del FOMC di dicembre

La prossima riunione del FOMC di dicembre sarà cruciale per capire la direzione futura della politica monetaria americana. Powell ha dichiarato che i responsabili politici prenderanno una decisione basata sui nuovi dati economici che arriveranno prima della fine dell’anno. I mercati guardano con attenzione a questa riunione, che rappresenta l’ultimo appuntamento del 2024 per la Fed. Una pausa nel ciclo di riduzione dei tassi potrebbe essere interpretata come un segnale che la Fed sta cercando di bilanciare il rischio di recessione con il pericolo di una nuova fiammata inflazionistica.

Cosa aspettarsi dai mercati finanziari?

Se da un lato le misure protezionistiche e le politiche fiscali espansive potrebbero alimentare una nuova ondata di inflazione, dall’altro la Fed ha dimostrato di essere pronta a intervenire per proteggere la stabilità economica. L’ultimo trimestre dell’anno prosegue con questo punto di stallo, che potrebbe generare nuova volatilità sui mercati finanziari. In questo contesto, l’indice VIX rimane in territorio rialzista, ma ciò è dovuto più all’incertezza che attraversano gli Stati Uniti in questo momento delicato, piuttosto che all’aumento delle aspettative di una recessione o di una nuova fiammata inflazionistica.

Nel breve termine, le politiche di Trump potrebbero non avere un impatto così significativo, e allo stesso modo Powell potrebbe trovarsi costretto, per ragioni politiche, a ridurre ulteriormente i tassi di interesse. Di conseguenza, per i mercati non sembra prospettarsi un periodo particolarmente restrittivo. Tuttavia, guardando al lungo termine, la situazione è meno chiara. I mercati stanno scontando il rischio di una nuova ondata inflazionistica, motivo per cui i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine restano ancorati al rialzo.

TLT, 1W TLT, 1W Grafico a candele settimanali del TLT. Fonte:baha.com