Ecco il primo paese «post Covid»: tolto anche il green pass in palestre e ristoranti

Emiliana Costa

27/10/2021

27/10/2021 - 13:15

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Una campagna vaccinale virtuosa ha portato la popolazione fuori dall’emergenza sanitaria. Ecco quale può essere considerato il primo paese «post Covid».

Ecco il primo paese «post Covid»: tolto anche il green pass in palestre e ristoranti

Con il 100 per cento degli over 65 immunizzati e l’86,9 per cento dell’intera popolazione, il Portogallo è il paese con più vaccinati al mondo. La virtuosa campagna di vaccinazione contro il Covid-19 ha dato i suoi frutti e, stando agli ultimi dati, il Portogallo è il primo paese che può iniziare a «respirare» la normalità. Oggi anche quasi tutti gli over 50 hanno ricevuto entrambe le dosi di siero. Non solo. Il 95 per cento della fascia dai 25 ai 49 anni è immunizzato e l’88 per cento di quella 12-17.

La campagna di vaccinazione portoghese è la più virtuosa d’Europa e del mondo. Le vittime, che lo scorso gennaio erano 300 al giorno, sono scese a 5. Il bollettino dei contagi segnala poco più di 300 casi giornalieri e una sessantina di pazienti in terapia intensiva. Queste cifre rassicuranti hanno permesso di eliminare gran parte delle restrizioni, come il green pass per l’accesso ai ristoranti o in palestra e il numero limite alla capienza dei locali pubblici. Il Portogallo, dunque, può essere considerato il primo paese «post Covid». Anche se le autorità restano caute. Il green pass resta obbligatorio per alcune attività specifiche, come l’uso della mascherina sui mezzi pubblici. Ma entriamo nel dettaglio.

Portogallo, la campagna vaccinale più virtuosa del mondo

Il Portogallo è diventato un modello internazionale di come sia possibile convivere per un periodo con un virus endemico. A dirigere una campagna vaccinale così virtuosa è stato l’ammiraglio della marina portoghese Henrique de Gouveia e Melo, a cui l’intera popolazione attribuisce il merito di aver traghettato il paese fuori dall’emergenza sanitaria.

Lo scorso gennaio, quando il Portogallo era piegato dall’epidemia, Gouveia e Melo ha assunto l’incarico, riorganizzando velocemente la campagna vaccinale locale. L’ammiraglio ha pianificato hub vaccinali efficienti, ha comunicato alla popolazione informazioni chiare e ha preso decisioni rapide e risolute. Per la gestione della campagna vaccinale, Gouveia si è avvalso di 5mila persone tra personale medico e volontari. Ha collaborato inoltre con esperti di strategia militare per allestire circa 300 centri di vaccinazione dove le dosi somministrate sono arrivate fino a 154mila al giorno.

Alla buona riuscita della campagna ha contribuito però anche un’ottima risposta da parte dei cittadini. I cortei no vax sono stati pochissimi e solo in un’occasione Gouveia e Melo si è trovato di fronte una folla di manifestanti che lo ha chiamato «assassino». La stragrande maggioranza della popolazione gli è grata per aver tirato fuori il Portogallo dall’emergenza. «Ciò che conta è vaccinare un numero sufficiente di persone per proteggere l’intero gruppo», ha ripetuto più volte l’ammiraglio.

Portogallo, ritorno parziale alla normalità

Con il miglioramento della situazione epidemiologica - dovuto alla virtuosa campagna vaccinale - già dallo scorso primo ottobre, il Portogallo ha allentato le misure anti-Covid. Sparito il green pass per entrare in ristoranti, stabilimenti turistici, alberghi, bingo, casino, palestre, terme e spa. Non solo. È stato eliminato anche il numero massimo di commensali a tavola nei ristoranti, di clienti all’interno dei negozi, di partecipanti a spettacoli culturali e di invitati a matrimoni e battesimi.

Ma al contrario del «liberi tutti» inglese - che ha portato a una recrudescenza dell’epidemia - il governo di Lisbona è rimasto cauto, mantenendo ancora alcuni misure di contenimento. Il green pass, infatti, resta attivo per l’accesso in discoteca, per i viaggi aerei o marittimi, per le visite in ospedale o in case di riposo, per partecipare a grandi eventi culturali e sportivi. Inoltre la mascherina resta obbligatoria sui mezzi pubblici e nei luoghi al chiuso.

Il ritorno alla normalità, se pur supportato da ottimi dati, sta avvenendo con grande cautela. «Abbiamo raggiunto dei buoni risultati, ma non abbiamo ancora trovato la soluzione miracolosa al problema», ha detto la ministra della Salute Marta Temido. Le autorità temono, infatti, un colpo di coda dell’epidemia con l’arrivo della stagione invernale e la frequentazione dei locali al chiuso. In Portogallo sono stati vaccinati tutti gli anziani, ma molti hanno ricevuto la prima dose diversi mesi fa. Il governo teme, dunque, che l’efficacia dei vaccini cali e che si verifichi una recrudescenza dell’epidemia.

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