Come costruire un portafoglio di investimento oggi

Redazione Finance

22 Giugno 2024 - 14:04

Con l’arrivo dell’estate e i primi tagli dei tassi d’interesse, come potrebbe aver senso strutturare il proprio portafoglio?

Come costruire un portafoglio di investimento oggi

Investire i propri risparmi è una pratica che richiede attenzione e strategia. La configurazione del portafoglio d’investimento varia in base a diversi fattori, tra cui l’età dell’investitore e la sua attitudine al rischio.

La scelta delle asset class e la loro distribuzione all’interno del portafoglio sono cruciali per raggiungere gli obiettivi finanziari prefissati. Ma come iniziare a costruirsi autonomamente un portafoglio d’investimento in un contesto economico-finanziario particolare come quello attuale?

Ecco una metodologia elementare per impostare un portafoglio d’investimento in vista dell’estate

Come costruire un portafoglio di investimento oggi

Ci sono alcune variabili che sono decisamente determinanti per la costruzione di un portafoglio d’investimento.
Prima di tutto, l’età dell’investitore è un fattore chiave: i giovani, tendenzialmente possono permettersi di essere più aggressivi, poiché hanno più tempo per recuperare eventuali perdite. Un giovane investitore potrebbe quindi avere una maggiore esposizione alle azioni, che offrono potenziali rendimenti più elevati ma anche maggiore volatilità.

Al contrario, un investitore anziano, vicino alla pensione, potrebbe preferire un portafoglio più conservativo, con una maggiore allocazione in obbligazioni, per proteggere il capitale e generare reddito. Se ad esempio un determinato fondo azionario storicamente ha impiegato massimo 5 anni per recuperare un drowdown, è importante che l’investitore abbia un orizzonte temporale sufficientemente ampio per permettergli di poter superare quel periodo di difficoltà del mercato.

Ed è qui che entra in gioco una seconda variabile: la propensione al rischio. Quest’ultimo elemento varia da persona a persona, può essere indipendente dall’età e dipendere dalle esigenze di un individuo in uno specifico momento della vita. In questo senso, diventa importante avere a fianco un professionista, come un consulente finanziario, che monitori l’evoluzione delle esigenze del detentore del portafoglio d’investimento e che lo aiuti a definire l’asset allocation ottimale.

Un classico portafoglio 60-40

Un modello di portafoglio molto discusso online è il classico 60-40, che prevede il 60% del portafoglio in azioni e il 40% in obbligazioni. Questo approccio è diventato popolare per la sua capacità di bilanciare crescita e stabilità. La componente azionaria offre potenziale di crescita, mentre quella obbligazionaria fornisce stabilità e protezione contro la volatilità del mercato.

Consideriamo un portafoglio 60-40 neutro, dove la componente azionaria è rappresentata al 100% da un ETF MSCI World e la componente obbligazionaria da un ETF su titoli governativi globali.

Sebbene in passato in molti abbiano messo in discussione l’idea di dedicare fino al 40% di capitale nella componente obbligazionaria, con l’impennata nel livello dei tassi degli ultimi due anni, i titoli di debito sono diventati un’alternativa molto allettante. Questo è uno dei motivi per cui il portafoglio 60-40 sta tornado a essere uno delle strutture più amate dagli investitori di lungo termine.

Il mercato obbligazionario offre numerosi vantaggi agli investitori, soprattutto in un contesto economico caratterizzato da incertezza politica, fluttuazioni dei tassi di interesse e volatilità dei mercati azionari come quello attuale. Le obbligazioni presentano tassi di rendimenti molto più allettanti rispetto al passato e, con l’attesa di un futuro abbassamento dei tassi di interesse, i prezzi delle stesse potrebbero persino aumentare, offrendo un’opportunità di guadagno in conto capitale agli investitori.

Quello a cui gli investitori degli ultimi anni hanno assistito è una vera e propria politica restrittiva della Fed e della BCE, scelta che da anni i banchieri centrali avevano rimandato. Solo nel 2023, il rendimento dei Treasury a 10 anni era intorno all’1.5%, ma è salito a oltre il 3.5% entro metà anno.

Nel momento in cui l’economia dovesse tornare a mantenere livelli standard in certe sue variabili, i cicli espansivi potrebbero riprendere il sopravvento. Durante i cicli di abbassamento dei tassi di interesse, come quelli visti dopo la crisi finanziaria del 2008 e durante la pandemia di COVID-19, le obbligazioni governative hanno registrato una significativa rivalutazione. Ad esempio, tra il 2008 e il 2012, il prezzo dei Treasury a 10 anni è aumentato di oltre il 30%.

La storia insegna: uno sguardo al portafoglio tipo del passato

Nel periodo 2000-2010, in cui il rendimento delle obbligazioni era alto, i titoli governative statunitensi hanno avuto un rendimento medio annuo del 6%, mentre l’S&P 500 ha avuto un rendimento medio annuo di circa il 1.4%. Questo decennio è stato caratterizzato da due importanti crisi finanziarie (bolla delle dot-com e crisi finanziaria del 2008), che hanno penalizzato fortemente i rendimenti azionari.

Nel decennio successivo, 2010-2020, le azioni hanno superato le obbligazioni, con l’S&P 500 che ha registrato un rendimento medio annuo di circa il 13%, mentre le obbligazioni hanno avuto un rendimento medio annuo del 3-4%. Questo decennio è stato caratterizzato da un prolungato periodo di tassi di interesse bassi e una forte crescita economica post-crisi.

Attualmente, l’incertezza politica globale, le elezioni in diversi paesi chiave e la situazione economica stanno causando notevoli fluttuazioni nei mercati finanziari. Gli investitori stanno rivalutando le proprie scelte d’investimento, portando a una maggiore domanda di obbligazioni governative come rifugio sicuro. Nonostante la spinta astronomica registrate dal comparto azionario degli ultimi anni, le obbligazioni sembrano trovarsi in un momento storico più vicino al decennio successivo al 2000 piuttosto che in quello successivo al 2010, per questo l’idea di un portafoglio con un 40% di componente obbligazionaria è tornato molto in voga fra gli investitori.