Popolare di Bari: cosa rischiano clienti, correntisti, azionisti?

Popolare di Bari: cosa rischiano clienti, correntisti, azionisti? Un’analisi sul futuro dell’istituto di credito e dei risparmi

Popolare di Bari: cosa rischiano clienti, correntisti, azionisti?

Banca Popolare di Bari: cosa rischiano clienti, correntisti, azionisti? La domanda è più che lecita considerando la grave situazione in cui versa l’istituto pugliese.

Dopo l’intervento del Governo, che con un decreto ad hoc ha dato il via libera allo stanziamento di 900 milioni di euro, l’ipotesi salvataggio è avanzata con maggiore ottimismo. Restano, però, dubbi sul futuro delle attività bancarie e, soprattutto, sul destino dei clienti.

Per ora, il clima di ottimismo - e di speranza - sembra prevalere sull’apprensione per i risparmi. L’entrata in scena in modo diretto da parte dell’esecutivo, infatti, non solo ha evitato il peggiore degli scenari. Ma ha suggerito una risposta positiva alla Popolare di Bari sui dubbi relativi a cosa rischiano clienti, correntisti, azionisti.

Popolare di Bari: cosa rischiano clienti, correntisti, azionisti. Un’analisi

600.000 clienti, di quali 100.000 aziende, depositi da 8 miliardi in totale e da 4,5 miliardi di euro con ammontare inferiore a 100.000 euro, 70.000 soci, 2.500 azioni e obbligazioni da 300 milioni di euro: questi sono i numeri della Banca Popolare di Bari. E, soprattutto, della sua crisi.

I dati diffusi da Bankitalia mettono in evidenza la portata dei rischi per clienti, correntisti, azionisti in caso si avverasse l’epilogo peggiore, come la liquidazione senza cessione.

L’intervento del Governo con il finanziamento a Invitalia ha, in realtà, scongiurato questo scenario pessimista, dando maggiore fiducia per una soluzione costruttiva. Sono soprattutto i risparmiatori a guardare con speranza all’appoggio dell’esecutivo.

Dopo le parole e le rassicurazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, infatti, i correntisti si sentono più sicuri e sperano in tutele future. Anche il sindaco di Bari, città pienamente coinvolta nel destino della Banca Popolare, ha affermato con decisione che:

“Il governo con il decreto approvato ieri sera non ha messo in sicurezza solo la Banca ma migliaia di famiglie e i loro risparmi e centinaia di aziende che a loro volta sono il futuro di altre famiglie.”

L’iniezione di liquidità pari a 900 milioni di euro dovrebbe far titrare un sospiro di sollievo a chi possiede conti correnti nella banca pugliese. Il capitale messo a disposizione, infatti, sarà destinato a Microcredito Centrale che, insieme al Fondo di tutela dei depositi, dovrebbero garantire la cifra necessaria per evitare la liquidazione.

Il denaro così raccolto - 900 milioni pubblici e, forse, 500 milioni dal Ftd - assicurerebbe quella capitalizzazione richiesta per mettere in sicurezza innanzitutto i risparmi sui conti.

Rischi e soluzioni per chi possiede azioni e obbligazioni

Per una risposta davvero rassicurante da parte della Banca Popolare di Bari su cosa rischiano clienti, correntisti, azionisti, occorre valutare attentamente anche altri fronti.
Se, infatti, per i conti correnti c’è maggiore certezza sul salvataggio dei risparmi privati, alcune perplessità restano in piedi per chi possiede azioni e obbligazioni dell’istituto bancario.

Il decreto governativo non sembra aver sciolto i dubbi sul destino dei circa 70.000 obbligazionisti e i 15.000 azionisti. Chi ha acquistato titoli della Popolare di Bari, oggi si ritrova con azioni senza valore e non vendibili. Questa categoria di clientela, quindi, si aspetta la trasformazione dell’attuale istituto bancario in una società quotata in Borsa. Una possibilità, questa, tutta da progettare.

Per quanto riguarda i possessori di obbligazioni, alla fine del mese potrebbe arrivare il pagamento della cedola di rendimento. Sarebbe, questo, un segnale positivo in attesa del 2021, quando dovrebbe essere restituito il prestito elargito alla banca.

Per adesso, lo scenario peggiore resta sullo sfondo e questa è già una notizia importante per tutti i clienti. La prospettiva della liquidazione con cessazione dell’attività paventata da Bankitalia nell’ipotesi di un mancato intervento governativo, non sembra più realistica. Questo signica che non ci sarà l’azzeramento del valore delle azioni, l’intervento del Fondo di tutela dei depositi per circa 4,5 miliardi a fronte della quota in possesso di 1,7 miliardi e il blocco di attività per i risparmi di famiglie e imprese.

Il salvataggio dell’istituto di credito è diventato prioritario per tutto il Paese e per l’agenda del Governo. I prossimi giorni saranno fondamentali per capire come si proseguirà e, soprattutto, quale indicazione verrà data alla Banca Popolare di Bari su cosa rischiano clienti, correntisti, azionisti.

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