In Polonia vogliono premiare chi supera i 50 anni di matrimonio

Ilena D’Errico

26 Aprile 2026 - 16:08

Riconoscimenti economici e simbolici per i matrimoni più longevi, ecco chi ci sta pensando e a cosa servirebbe.

In Polonia vogliono premiare chi supera i 50 anni di matrimonio

Non è soltanto un’impressione, i dati confermano che ormai i matrimoni durano sempre meno. I tassi di divorzio e scioglimento delle unioni civili aumentano progressivamente in tante parti del mondo. Non è tutto, perché allo stesso tempo le persone si sposano sempre di meno e in generale i matrimoni vengono celebrati con sposi sempre più adulti. Tendenze dovute a una pluralità di fattori e per certi versi anche positive, ma che hanno un impatto notevole sulla società. Al giorno d’oggi il matrimonio non è più una tappa obbligatoria, le persone sono autonome, libere e consapevoli. Sposarsi non è più indispensabile per adempiere a necessità economiche, familiari o relazionali.

Non si può però negare che la complessiva diminuzione delle nozze sia dovuta anche a fattori assai critici, come la maggiore incertezza economica e la paura di impegni a lungo termine. Nei fatti si registra anche un consistente calo delle nascite negli anni, in parte legato al fenomeno dei matrimoni, con cui più spesso condivide le cause. Tra pro e contro, la diminuzione dei matrimoni è la fotografia di una società che cambia, una novità di cui bisognerebbe prendere atto ascoltando il segnale della cittadinanza quando sintomatico di un problema. Tuttavia, per molti Paesi è importante incentivare le unioni, come strumento per favorire le nuove nascite e in generale la formazione di famiglie, in qualità di strutture alla base dello sviluppo nazionale. La questione è complessa, ma soprattutto molto controversa. Nei fatti, però, vari governi stanno cercando di intervenire per cambiare questa tendenza.

La Polonia vuole premiare chi ha superato i 50 anni di matrimonio

In Polonia si discute da oltre un decennio del calo dei matrimoni e nello specifico della possibilità di premiare le unioni più longeve. L’idea sarebbe quella di offrire un riconoscimento economico ai coniugi, con varie misure proporzionali alla durata del matrimonio, arrivando fino a 1.170 euro per le coppie che hanno superato i 50 anni di matrimonio e 1.800 per gli 80 anni.

Questa sorta di bonus, in discussione già nel 2014, è stato di recente analizzato da una commissione parlamentare dedicata, ricevendo un forte consenso. L’obiettivo di sostenere le coppie durature è condiviso, tanto che pare esser stato già preparato un disegno di legge ad hoc, ma assai impegnativo per il bilancio statale. Secondo le ultime indiscrezioni, anche questa volta il premio per le nozze d’oro dovrà essere rimandato, perché nonostante il calo il numero di matrimoni è tale da necessitare di un finanziamento esorbitante.

A tal proposito, Varsavia ha pensato di circoscrivere il bonus a chi ha superato i 50 anni di matrimonio, riducendo le stime sul finanziamento a circa 1 miliardo di euro in 10 anni. Mentre proseguono i lavori su questa iniziativa, comunque la Polonia continua a premiare gli sposi con la medaglia al merito conferita dal presidente per le nozze d’oro, oltre alle numerose misure locali e non dimentichiamo la recente riforma sulla pensione di reversibilità.

Premiare i matrimoni in Italia?

Molti vedono le misure di questo genere come delle interferenze nella vita privata dei cittadini e anche una delegittimazione delle nuove forme di famiglia che compongono la società. Favorire i matrimoni viene spesso considerato tuttavia come un mezzo semplice per incrementare la natalità, che potrebbe essere fatto a prescindere dal vincolo, ma anche di risparmio sulla spesa pubblica grazie all’assistenza reciproca e alla convivenza. I legami familiari stabili, non necessariamente matrimoniali comunque, sono inoltre generalmente legati a maggiore stabilità e a maggiori investimenti nell’istruzione e nella salute.

Insomma, ci sono delle ragioni per cui incentivare i legami familiari duraturi, ma scegliere il matrimonio è per lo più un fattore culturale. Per quanto riguarda l’Italia, in ogni caso, si parla ogni anno di un fantomatico bonus matrimonio che in realtà consiste nel raggruppamento di varie misure e incentivi che possono giovare ai neosposi. Qualche anno fa è stata effettivamente portata da alcuni deputati della Lega la proposta di un bonus per i matrimoni in chiesa, rappresentato dalla detrazione dell’Irpef fino a 20.000 euro, ma non ha visto la luce, anche perché discriminatoria rispetto ai matrimoni laici. Allo stesso tempo, però, non ci sono neanche strumenti concreti apprezzabili per la formazione di nuove famiglie, al di là dei congedi lavorativi e dall’iniziativa autonoma di alcune aziende private.

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