Polizza sulla vita: come funziona, quando conviene, rischi e vantaggi

Come funziona una polizza sulla vita? Vediamo insieme quali sono i vantaggi di sottoscrivere una polizza e quali invece i rischi che si corrono.

Polizza sulla vita: come funziona, quando conviene, rischi e vantaggi

Polizza sulla vita: come funziona? Sottoscriverla è una buona decisione? Quando si parla di assicurazioni e di gestione del proprio risparmio gli italiani sono sempre un po’ scettici sulla questione, soprattutto per gli alti costi che circondano le polizze sulla vita.

In molti, inoltre, non credono che stipulare una polizza sulla vita sia una forma di risparmio e di sicurezza per il futuro. Il funzionamento di una polizza vita è piuttosto semplice, dal momento che si tratta di una vera e propria polizza assicurativa tra un privato e una compagnia assicurativa. In questo caso ciò che viene coperto dalla polizza è la vita del sottoscrivente, nel caso dell’assicurazione auto la copertura è fatta sulla macchina.

Per aderire ad una polizza sulla vita non è necessario versare grandi premi, dato che è possibile versare anche solo qualche centinaio di euro l’anno nella speranza di lasciare una piccola eredità ai figli o ai coniugi.

Di seguito vediamo in che modo funziona una polizza vita, quali sono le tipologie e presso quali istituti è possibile sottoscrivere una polizza di questo tipo.

Come funziona la polizza vita

Per prima cosa chiariamo in che modo funziona una polizza sulla vita, in modo da avere chiaro fin da subito la questione.
Chi sottoscrive una polizza contro il rischio morte, versa a una compagnia assicurativa una somma di denaro (il cosiddetto premio) che varia in base alla tipologia di polizza.
In cambio, l’impresa assicuratrice si impegna a liquidare un capitale predeterminato se il titolare della polizza passa a miglior vita durante il periodo di validità contrattuale.

Da questo punto di vista, è lo strumento ideale per chi vuole tutelarsi da un rischio e lasciare una tranquillità economica ai propri congiunti.
Prima di acquistare queste polizze, tuttavia, è bene prestare molta attenzione alle clausole dei contratti, perché ci sono numerose clausole che esonerano le compagnie dalla liquidazione degli indennizzi.

Polizza sulla vita: a quali clausole fare attenzione?

Di solito, l’acquisto di prodotti contro il rischio morte è negato agli anziani, cioè a chi ha più di 65 o 70 anni, l’età è invece più alta per Postafuturo Certo, che può essere stipulata fino a 85 anni.

In ogni caso è opportuno consultare attentamente le note informative, perché la compagnia può rifiutarsi di erogare i risarcimenti – ad esempio – se il decesso dell’assicurato avviene in particolari circostanze, ad esempio per suicidio o per infortunio nella pratica di sport estremi. Si devono quindi analizzare con attenzione tutte le tipologie di morte che sono risarcite dalla polizza.

Di fatto, sono normalmente escluse dall’indennizzo le morti causate da gare automobilistiche, competizioni di sci o snowboard acrobatico, bungee jumping o scalate in alta montagna.
Inoltre, i risarcimenti generalmente non spettano agli eredi di chi perde la vita durante lo svolgimento di attività professionali a rischio, come chi è in servizio nei Vigili del fuoco o nella Protezione civile.

Infine, le compagnie possono considerarsi esonerate dalla liquidazione del premio anche se il decesso avviene per comportamenti negligenti, come la guida di un veicolo senza patente, o se l’incidente avviene a bordo di un aereo il cui pilota è privo di adeguati permessi e autorizzazioni.

Polizza sulla vita: quanto costa?

Le tariffe delle polizze contro il rischio morte sono molto variabili e dipendono da diversi fattori, in primis dall’età dell’assicurato, ma anche dal suo stile di vita e dalle sue condizioni fisiche.
Un fumatore, ad esempio, può dover sborsare fino al 20 o 30 per cento in più rispetto a un suo coetaneo che non ha mai toccato una sigaretta in vita sua.

Altro elemento che influisce sui costi della polizza è la durata del contratto: più lunga è la scadenza, maggiore è la tariffa dovuta.

Tra i soggetti esclusi da un’assicurazione di questo tipo troviamo non solo gli anziani, ma anche i malati affetti da patologie incurabili e i tossicodipendenti. Non bisogna mai rilasciare dati falsi sul proprio status di salute perché, in caso di decesso, la compagnia si riserverà di effettuare le sue indagini e potrà comunque rifiutarsi di liquidare l’indennizzo (o ridurne la portata).

Polizza sulla vita: cosa succede se non vi è il decesso allo scadere?


Non sempre con lo scadere della polizza avviene anche il decesso del sottoscrivente; molti si chiedono cosa succeda in questi casi. La paura di molte persone è che si perdano i soldi versati e che quindi si sia stipulata inutilmente la polizza.

Ma non è così: allo scadere della polizza verranno restituiti al sottoscrivente i premi versati, al netto delle spese di gestione. Spetterà alla persona che ha sottoscritto la polizza anche l’eventuale rivalutazione e quindi una piccola somma in più su ciò che si è versato.

Perché la polizza vita non piace ai risparmiatori

Perché le polizze vita rendono poco? La risposta sta nel fatto che costano molto e quindi rendono poco.
Esistono due tipi di costi legati all’assicurazione sulla vita:

  • i costi diretti: ovvero i caricamenti, che vengono prelevati da premio
  • indiretti: parte di rendimento che la compagnia si trattiene per gestire i soldi del risparmiatore.

Dietro le polizze vita c’è una gestione separata: un fondo assicurativo viene gestito e una parte di rendimento viene trattenuto dalla compagnia, facendo lievitare le commissioni.

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