Polizia Locale: arriva il Taser. È il preludio al riordino?

Con l’approvazione del Decreto Sicurezza anche la Polizia Locale potrà accedere alla banca dati interforze delle Forze di Polizia e utilizzare l’arma ad impulso elettrico Taser.

Polizia Locale: arriva il Taser. È il preludio al riordino?

Il Decreto Sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri introduce due novità per la Polizia Locale: la più importante è senza dubbio quella che estende ai poliziotti della Municipale la possibilità di utilizzare le armi ad impulso elettrico prodotte dalla ex statunitense Taser (oggi chiamata Axon Enterprise Inc).

La seconda novità è quella che consente alla Polizia Locale di accedere, seppure con qualche limitazione, alla banca dati interforze delle Forze di Polizia.

Il Governo Conte, quindi, ha cominciato a realizzare quanto promesso nel contratto nato dalla collaborazione tra Movimento 5 Stelle e Lega; qui, infatti, si legge che alla Polizia Locale “bisogna dare la possibilità di accesso alle banche SDI” e così sarà una volta che il Decreto Sicurezza entrerà in vigore (ricordiamo a tal proposito che il Parlamento ha tempo 60 giorni per approvarlo in via definitiva). Lo stesso vale per il Taser, visto che nel contratto è stato scritto chiaramente che per la Polizia Locale si deve puntare “all’obbligatorietà delle dotazioni strumentali minime”.

Quanto fatto con il Decreto Sicurezza, quindi, potrebbe essere il preludio ad una vera e propria riforma della Polizia Locale, anch’essa annunciata nel contratto di Governo.

Prima di vedere quali novità potrebbe riservare il futuro della Polizia Municipale, concentriamoci su cosa cambierà nell’immediato facendo chiarezza su quanto stabilito dal Decreto Sicurezza in merito all’utilizzo del Taser da parte degli agenti della Polizia Locale.

Taser anche nella Polizia Locale

Da settembre 2018 in 12 città italiane - Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia, Brindisi e Genova - è partita la fase di sperimentazione per l’utilizzo dell’arma ad impulsi elettrici conosciuta ai più con il nome di Taser. La fase sperimentale al momento coinvolge solamente Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, tuttavia a breve anche la Polizia Locale avrà la possibilità di utilizzare il Taser per ridurre gli scontri corpo a corpo.

Il Decreto Sicurezza, infatti, estende l’utilizzo del Taser - per fermare chi prova a sfuggire ai controlli o crea condizioni di pericolo - anche agli agenti della polizia locale impiegati nei Comuni con più di 100mila abitanti.

Stiamo parlando di 45 città dove a breve potrà partire la fase sperimentale della durata di 6 mesi, durante la quale solamente due agenti di pubblica sicurezza all’interno di ogni corpo di Polizia Locale potranno integrare il Taser nella loro dotazione.

Solo al termine del semestre di prova i Comuni potranno scegliere se mettere a regime l’arma ad impulsi elettrici, integrandola definitivamente nella dotazione del proprio Corpo di Polizia Municipale. In tal caso ogni Comune dovrà rifarsi alle linee generali sull’utilizzo del Taser decise dalla Conferenza unificata Stato-Regioni, ma potrà decidere autonomamente l’avvio sul campo di questa novità; il tutto a proprie spese.

Come anticipato, oltre all’utilizzo del Taser, alla Polizia Locale viene data la possibilità di accedere al centro di elaborazione dati delle Forze di Polizia così da “verificare eventuali provvedimenti di ricerca o di rintracciamento” nei confronti delle persone controllate. A poterlo fare, però, saranno solamente i poliziotti della Municipale “addetti ai servizi di polizia stradale” e in possesso della qualifica di “agente di pubblica sicurezza”.

Il Decreto Sicurezza è il preludio al riordino?

Con l’approvazione del Decreto Sicurezza, quindi, il Governo Conte ha mantenuto due delle promesse fatte alla Polizia Locale nel programma realizzato di concerto da Lega e Movimento 5 Stelle.

Ci sono quindi delle buone possibilità affinché nei prossimi mesi l’Esecutivo decida di attuare anche gli altri punti del programma, procedendo con una redistribuzione degli agenti sul territorio e sull’aggiornamento di una normativa ormai datata.

Come si legge nel contratto di Governo, infatti, l’obiettivo è di attuare un riordino della Polizia Locale tramite l’approvazione di alcuni provvedimenti fondamentali, così da definire in maniera chiara i compiti della Polizia Locale. Tra i provvedimenti che il Governo intende attuare abbiamo quindi la definizione di un nuovo contratto collettivo, nonché la previsione di tavolo di coordinamento regionali per la sicurezza urbana.

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