PNRR: ne usciremo migliori? Oggi la risposta a Talk Europa, l’evento di Money.it con Parlamento europeo

Dario Colombo - Niccolò Ellena

11/11/2022

15/11/2022 - 16:12

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Un evento organizzato da Money.it per capire i benefici che il piano sta producendo per il rilancio dell’Italia e delle imprese.

PNRR: ne usciremo migliori? Oggi la risposta a Talk Europa, l'evento di Money.it con Parlamento europeo

Con il 58% delle riforme completate e oltre il 25% degli investimenti conclusi, sta terminando il secondo anno di PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) in Italia, preludio a un terzo anno, il 2023, in cui il piano di ripresa europeo girerà la boa avviandosi alla conclusione.

È il momento ideale, secondo Money.it, per fare il primo di una serie di bilanci. Perché non si tratta di verificare, dati alla mano, il rispetto dei parametri o i capitoli di spesa, ma di coglierne il valore vero, quello che ha animato le istituzioni europee (Commissione, Parlamento e Consiglio) a varare il piano NextGenerationEU da 750 miliardi che ha portato alla genesi del PNRR.

Lo facciamo con un tavolo di discussione a cui intervengono esperti, professionisti, politici, amministratori, rappresentanti delle associazioni e cittadini: “ Talk Europa: PNRR, ne usciremo migliori? ".

L’evento, organizzato da Money.it in collaborazione con la rappresentanza italiana del Parlamento europeo e con il supporto di Confcommercio Milano Lodi e Brianza, si terrà a Milano, l’11 novembre dalle ore 14 presso la sede di Confcommercio, a Palazzo Castiglioni in Corso Venezia 47, e in diretta streaming sugli account social di Money.it.

Talk Europa

11 novembre 2022

Palazzo Castiglioni, Corso Venezia, 47 (MI)

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Focus sugli obiettivi fissati dal PNRR

Per parlare compiutamente di PNRR va ricordato che dopo lo scoppio della crisi pandemica, il piano globale di rilancio economico europeo si basava su tre pilastri: sostegno agli Stati membri per investimenti e riforme; rilancio dell’economia con l’investimento privato; trarre insegnamento dalla crisi.

  • Da questo contesto a fine 2020 sono nate le sei missioni, cioè le aree di intervento, del PNRR italiano, (che somma ai 191,5 miliardi di euro provenienti da finanziamenti europei e 30,6 miliardi di risorse proprie): digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo;
  • rivoluzione verde e transizione ecologica: infrastrutture per la mobilità sostenibile;
  • salute;
  • istruzione e ricerca;
  • inclusione e coesione.

Una pubblica amministrazione più efficiente e digitalizzata, trasporti più moderni, sostenibili e diffusi, un Paese più coeso territorialmente, con un mercato del lavoro più dinamico, senza discriminazioni di genere e generazionali, una sanità pubblica moderna, digitalizzata e vicina alle persone: questo dovrà essere il precipitato del PNRR nel 2026.

Talk Europa

11 novembre 2022

Palazzo Castiglioni, Corso Venezia, 47 (MI)

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Perché fare già un bilancio (qualitativo) del PNRR

Se ci atteniamo ai dati va osservato che nell’ultima Nadef (Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza) del governo Draghi si stimava che dei 191,5 miliardi di euro assegnati all’Italia solamente 20,5 miliardi risulteranno spesi entro la fine del 2022, mentre avremmo dovuto spenderne 33,7 miliardi: per il 2022 invece il Def (Documento di Economia e Finanza) prevedeva una spesa totale di 29,4 miliardi di euro, 14,4 in più rispetto a quelli riportati nella Nadef, che sono 15 miliardi.

Quindi il nostro paese entro quest’anno spenderà meno fondi europei rispetto a quanto inizialmente stimato, e questo significa che per completare il PNRR l’Italia dovrà investire di più negli anni a seguire: 40,9 miliardi nel 2023, 46,5 miliardi nel 2024, 47,7 miliardi nel 2025 e 35,6 miliardi nel 2026.

Se ascriviamo questo ritardo alla nostra atavica renitenza a utilizzare le risorse europee, forse abbiamo una spiegazione a portata di mano, ma che correrebbe il rischio di essere semplicistica. Sempre nel Nadef, infatti, si motivano i ritardi facendo riferimento a fenomeni congiunturali, come l’aumento dei costi delle opere e le difficoltà a completare le procedure complesse richieste dal PNRR.

Talk Europa, per capire il vero valore del PNRR

Ma non è solo questo. Il PNRR va indagato, analizzato, capito, per quello che è nelle intenzioni di chi ha proposto un piano di innovazione europeo: una grande scuola di capacità progettuale.

Con Talk Europa vogliamo capire cosa il PNRR trasmette al sistema paese, sia in termini di capacità di prosecuzione delle missioni, sia in termini di infrastruttura nazionale e capacità di progettazione, sia, anche, come gradi di flessibilità e resilienza raggiunta.

Talk Europa

11 novembre 2022

Palazzo Castiglioni, Corso Venezia, 47 (MI)

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Se vogliamo rendere “normale” l’innovazione in Italia, fare leva sulle infrastrutture digitali che stiamo creando, mettere a profitto gli strumenti di connessione fra bisogni e risposte, esaltare la capacità di programmazione che stiamo costruendo, quel project management che il PNRR incarna deve diventare sistematico per l’Italia.

Il programma di Talk Europa: PNRR, ne usciremo migliori?

A “ Talk Europa: PNRR, ne usciremo migliori? ”, che si terrà a Milano, l’11 novembre dalle ore 14 presso la sede di Confcommercio, a Palazzo Castiglioni in corso Venezia 47, affronteremo il tema con tutte le anime coinvolte nel PNRR: la politica e l’impenditoria che si confrontano al cospetto dei cittadini.

Interverranno:

Cristina Crupi - Avvocato, autrice de Il Codice delle Startup e de Il Codice delle PMI
Mariano Spalletti - Country Manager, Qonto
Giacinto Fiore - Imprenditore, AI Week Italia
Marco Barbieri - Segretario Generale Confcommercio Milano, Lodi, Brianza
Irene Tinagli - Eurodeputata PD - Gruppo S&D
Maria Angela Danzì - Eurodeputata M5S - Gruppo NI
Danilo Oscar Lancini - Eurodeputato Lega - Gruppo I&D

Lo faremo riconoscendo che l’economia italiana è per oltre il 90% costituita da PMI. Quindi da loro partiremo per capire come riescono a mettere a frutto il PNRR facendo crescere il proprio capitale umano e intellettuale, il proprio know how e per capire di cosa hanno ancora bisogno. Insomma, cosa manca ancora al sistema paese?
E dato che il PNRR è una grande chiamata collettiva a digitalizzare tutti i meccanismi economici e di funzionamento della società, vedremo quali sono gli strumenti digitali che entrano nel nostro modo di fare impresa, lavorare, innovare e crescere senza lasciare indietro.
E poi andremo al cuore della progettualità: la capacità di portare a termine nel modo più profittevole possibile una missione di lungo periodo, che significa saper adattarsi alle mutate esigenze.
Mettendo insieme tutti questi fattori (il tessuto economico nazionale, gli strumenti digitali, la capacità progettuale) potremo rispondere alla domanda definitiva: il PNRR ci sta cambiando? Ne usciremo migliori, come paese, sistema imprenditoriale, sociale e civile?

Talk Europa

11 novembre 2022

Palazzo Castiglioni, Corso Venezia, 47 (MI)

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L’evento è stato aperto da Dario Colombo, che ha presentato Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano e Maurizio Molinari, capo ufficio del Parlamento europeo di Milano. Entrambi hanno ricordato che attualmente il paese sta attraversando un momento di grande difficoltà a causa della crisi energetica e della pandemia.

Questi eventi hanno fatto in modo che molte aziende si trovassero in situazioni molto complesse. In particolare, Barbieri ha ricordato che «alcune attività italiane a causa della crisi energetica hanno visto le loro bollette passare da 4.000 euro l’anno circa nel 2006 a più di 38.000 durante questo periodo di crisi, trovandosi quindi nella condizione di dover chiudere entro la fine dell’anno». Il segretario ha poi sottolineato che molte aziende, specialmente in Lombardia, hanno dimostrato grande resilienza, sono infatti riuscite - non senza difficoltà - a sopravvivere. Quello che Barbieri ha auspicato, è che l’Europa prosegua nell’affiancare le imprese nel cammino verso la ripresa.

Per sfruttare il PNRR serve essere efficienti

La prima persona a intervenire è stata Irene Tinagli, eurodeputata del PD e del gruppo S&D, che ha parlato della genesi del PNRR e della sua importanza del sistema Italia. L’Onorevole ha ricordato che l’Italia è stata tra le prime a mettere in atto un piano interno al paese per agevolare le aziende nel momento di massima difficoltà, ossia allo scoppio della pandemia. Soffermandosi sul PNRR, Tinagli ha poi ricordato la difficoltà incontrate dall’Italia per arrivare ad ottenere i fondi che costituiscono il piano. In particolare, ha ricordato «abbiamo iniziato a parlare della necessità di trovare un piano di recupero ad aprile 2020, passando per numerosi round di trattative che si sono tenuti tra settembre e dicembre 2020».

Interrogata poi sui prossimi passi da fare per sfruttare al massimo le potenzialità del piano, Tinagli ha affermato: «adesso è necessario lavorare su importanti risorse come il REPowerEU, che metterà a disposizione - tra le altre cose - 200 miliardi a fondo perduto su prestiti agevolati per raggiungere l’indipendenza energeticaIl prossimo anno", ha concluso Tinagli, «sarà molto più complesso garantirsi l’approvvigionamento energetico rispetto a quest’anno, sarà necessario lavorare in maniera efficiente e veloce per farsi trovare pronti a sfruttare le risorse che arriveranno».

Sull’utilizzo delle risorse del PNRR si è soffermata Crisitina Crupi, avvocato e autrice, la quale ha affermato che per le aziende e le PMI (93% del tessuto italiano), queste sono fondamentali per innovare. Non ha risparmiato tuttavia alcune critiche al sistema che - secondo l’avvocato - impediscono alle aziende di crescere quanto effettivamente potrebbero. In particolare, Crupi ha affermato «Noi abbiamo una Ferrari, ma non sappiamo come assemblarla», tradotto: abbiamo un grande potenziale inespresso, che può essere sbloccato con queste risorse. A rappresentare uno dei principali problemi, secondo Crupi, sono i colli di bottiglia normativi che impediscono alle startup e alle realtà innovative di crescere in maniera organica come invece avviene in altri Paesi.

Uno dei principali problemi legati alla crescita di alcune imprese, secondo quanto affermato da Mariano Spalletti, Country Director di Qonto, è la renitenza di alcune imprese ad espandersi e crescere. Spalletti ha spiegato che questo avviene principalmente per una questione culturale, poiché - ha affermato - «se è vero che molte aziende crescono e si aprono ai mercati esteri, molte altre, specialmente quelle micro (con un numero di dipendenti variabile, da 2 a 9), hanno dei manager disinteressati alla crescita e all’apertura all’estero, ma piuttosto sono interessati alla sopravvivenza». Ci sono tuttavia secondo Spalletti anche delle realtà molto promettenti, egli, in particolare, ha fatto riferimento alle ottime prestazioni delle PMI italiane che sono state registrate dall’indice DESI (Digital Economy and Society Index). È necessario - ha concluso Spalletti - che le aziende, specialmente quelle più pronte, accelerino verso la digitalizzazione, per crescere grazie ai fondi disponibili.

PNRR: per crescere bisogna conoscerlo

«Senza conoscenza non esiste crescita», potrebbe riassumersi così l’intervento di Giacinto Fiore, co-founder di AI Spiegata Semplice. Fiore, che ha una lunga esperienza con le aziende innovative. Egli ha affermato che il principale ostacolo al mettere a frutto i fondi del PNRR è la mancata conoscenza delle opportunità che questo offre. In questo senso, Fiore ha affermato che in Italia si parla troppo poco delle possibilità legate al PNRR, dicendo «In Italia si sono svolti 10 incontri in dieci città diverse per parlare del piano e delle possibilità che offre, tuttavia hanno partecipato 5.000 persone in presenza e 5.000 persone online, perciò soltanto 10.000 in totale, che sono poche, specialmente alla luce di una tematica così importante».

Sulla stessa linea si è posizionata Maria Angela Danzì, eurodeputata del Movimento 5 Stelle, che - vista la sua esperienza nella pubblica amministrazione - si è soffermata sull’importanza di comunicare, anche attraverso questi enti, gli obiettivi del PNRR, sottolineando che solo così si può arrivare alle persone.

PNRR: mancano competenze per metterlo in atto con profitto

Sempre Maria Angela Danzì è poi passata a parlare della necessità di sfruttare il piano per accrescere le competenze del personale che opera nella pubblica amministrazione, poiché ha affermato che «non c’è innovazione senza capitale umano». Ha dimostrato di essere d’accordo con questa affermazione anche Danilo Oscar Lancini, eurodeputato della Lega e del gruppo Identità e Democrazia. Nel corso del suo intervento, Lancini ha sottolineato che il principale problema per cui molte realtà non riescono a crescere è di «ignoranza», nel senso che non conoscono le possibilità che gli vengono offerte dall’Unione Europea in termini di bandi e finanziamenti. Per risolvere questo problema, egli ha rimarcato l’importanza di formare personale in grado di capire come funzionano i bandi europei, in modo da poterli sfruttare a proprio vantaggio anche in Italia, visto che questi portano con sé fondi e opportunità per le aziende.

Per far sì che ciò si realizzi, ha affermato Lancini «è necessario comunicare in maniera efficace eventi come questo, perché è soltanto diffondendo informazioni di questo genere che le persone possono avvicinarsi a queste tematiche». È quindi diventato evidente che per sfruttare a pieno il PNRR è necessario comunicarlo a tutti gli stakeholder, in modo che ne possano approfittare.

Gli ospiti si sono trovati d’accordo nell’affermare che al termine del progetto «ne usciremo migliori», tuttavia è necessario prendere alcune precauzioni per essere sicuri che ciò avvenga. Crisitina Crupi ha sottolineato l’importanza di «eliminare il collo di bottiglia normativo che interessa le startup», mentre Mariano Spalletti ha invece affermato che è fondamentale stare attenti poiché «finora i nostri politici sono stati molto capaci nel garantirsi i fondi, è però adesso fondamentale impegnarsi per non sprecarli». Giacinto Fiore ha invece deciso di raccomandare continuità, affermando che «ne usciremo migliori se saremo in grado di fare tesoro di queste esperienze nel corso dei prossimi anni». Danilo Oscar Lancini, infine, ha sostenuto che «ne usciremo migliori, ma è fondamentale che la politica e le aziende si parlino, si conoscano reciprocamente e collaborino, così da poter crescere come paese», trovando d’accordo anche l’onorevole D’Anzì.

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