Il più grande giacimento di terre rare è stato scoperto in Europa, ecco dove

Luna Luciano

9 Giugno 2024 - 12:28

Il più grande giacimento di terre rare in Europa contiene circa 8,8 milioni di tonnellate di terre rare, metalli essenziali per la transizione green. Ecco dove si trova.

Il più grande giacimento di terre rare è stato scoperto in Europa, ecco dove

La Norvegia rilancia sulle terre rare. È qui che è sarebbe stato scoperto il più grande giacimento di terre rare in Europa, come riferito da Rare Earths Norway, il giacimento di Fensfeltet contiene ben 8,8 milioni di tonnellate di questi metalli essenziali per la transizione ecologica.

Un giacimento di dimensioni tali da superare quello di Kiruna in Svezia, che dovrebbe contenere tra 1 e 2 milioni di tonnellate e la cui scoperta aveva acceso grandi speranze per poter competere ed emanciparsi dalla Cina.

Pechino, infatti controlla oltre l’80% dell’offerta di questi metalli, indispensabili in molte tecnologie per la transizione energetica, ma anche nell’hi-tech e nel settore della difesa.

Il giacimento in Norvegia quindi potrebbe effettivamente ribaltare le sorti del mercato, facendo che sì che in buona parte l’Europa si emancipi definitivamente dalla Cina. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Il più grande giacimento di terre rare in Europa si trova in Norvegia

A oggi le terre rare sono uno dei materiali più difficili da reperire, i più critici e l’Europa non ne ha ancora prodotto un grammo, ma qualcosa potrebbe cambiare con il giacimento scoperto in Norvegia.

La Rare Earth Norway (REN) ha dichiarato che nel complesso di Fen – un’area a un centinaio di chilometri da Oslo - potrebbero esserci 8,8 milioni di tonnellate di ossidi di terre rare, almeno quattro volte di più rispetto a quanto si ritiene racchiuda il giacimento svedese Kiruna.

Le stime presentate ieri da REN sono ancora preliminari, e quindi non ci sono garanzie sui volumi che potranno poi essere effettivamente estratti e processati. Ma REN si è detta ottimista ipotizzando di poter investire circa 870 milioni di euro entro il 2030 per avviare la prima fase di sviluppo.

Terre rare, cosa farà la Norvegia: i vantaggi per l’Europa?

L’obiettivo ultimo della società norvegese è quello di poter creare una filiera completa, che parta dalla “miniera” e giunga alla produzione del “magnete” a basso impatto ambientale.

Una filiera, che secondo gli ottimistici piani della Norvegia, potrebbe soddisfare il 10% del fabbisogno Ue, in linea con l’obiettivo di autosufficienza per almeno il 10% dei materiali critici, come stabilito dal Critical Raw Materials Act (Crma).

E se in molti potrebbero obiettare che la Norvegia non è un Paese Ue, è anche vero che questo Paese ha uno status privilegiato poiché appartiene allo Spazio economico europeo e quindi sarebbe l’Europa il suo primo cliente, basta vedere come sia diventata il fornitore più importante di gas da quando l’Ue ha raffreddato i suoi rapporti con la Russia. Ed è lo stesso Ceo di REN, Alf Reistad a rassicurare gli europei:

La stima delle risorse sottolinea la potenzialità del deposito di essere davvero un asset trasformativo, capace di sostenere lo sviluppo in Europa di una catena del valore sicura per le terre rare

Rare Earths Norvegia ha ipotizzato che l’estrazione mineraria nel Complesso di Fen potrebbe iniziare nel 2030 con un investimento di circa 867 milioni di euro solo per la fase iniziale.

E se questo complesso di terre rare si trova sulla terra ferma, non bisogna dimenticare che la Norvegia aveva già votato “sì” al deep sea mining, lo sfruttamento delle risorse minerarie sui fondali oceanici a grandi profondità, ma non è chiaro come verrà effettuata l’estrazione in acque profonde poiché la tecnologia è molto “immatura”. Non resta che capire se questo nuovo giacimento potrebbe cambiare la posizione del governo norvegese riguardo allo sfruttamento dei fondali marini, per il quale è stato aspramente criticato.

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