Lа ріù grаndе аzіеndа ѕраzіаlе ruѕѕа nоn hа ріù ѕоldі реr glі ѕtіреndі e non riesce a ultimare le consegne. La crisi imprenditoriale della Russia è sempre maggiore.
Continuare il conflitto in Ucraina è logorante per la Russia, che intensifica gli sforzi contro Kiev a dispetto delle gravi conseguenze per il Paese stesso. Sempre più aziende russe versano in cattive acque, anche quelle che fino a pochi momenti prima erano state i motori centrali dell’economia di Mosca. Basti pensare che la più grande compagnia russa, centrale nel settore aerospaziale, non ha più i soldi per gli stipendi dei dipendenti. Si tratta di Rsc Energia (Energiya), il vero fulcro dell’industria spaziale sovietica, crollata sotto il peso di una guerra estenuante.
La più grande azienda spaziale russa non riesce a pagare gli stipendi
Pochi eventi sono circondati da ondate continue di notizie false e artificiose come la guerra tra Russia e Ucraina e tutto ciò che la riguarda. In questo caso, però, è lo stesso direttore dell’azienda, Igor Maltsev, a scrivere delle difficoltà di Rsc Energia. In una lettera rivolta ai dipendenti, ampiamente ripresa dai media russi, Maltsev ha spiegato chiaramente le difficoltà in corso. L’azienda non riesce a pagare gli stipendi ai migliaia di dipendenti ed è in ritardo nella consegna di numerosi progetti importanti, tra cui un veicolo spaziale.
Una situazione comune a tante realtà di tutto il mondo ma di certo inusuale per un’azienda di tale portata, la più grande e proficua dell’intera Russia. Il direttore, che ha preso le redini soltanto da qualche mese, ha scelto di affrontare una situazione disperata con tutti i rimedi a disposizione. Per questo motivo, contrastando una narrazione decisamente ermetica in cui non si fanno trapelare le criticità, ha invocato l’aiuto del personale. Maltsev ha chiesto “un miracolo” ai lavoratori, lottare tutti insieme per risollevarsi e dare un contributo concreto all’azienda.
Il declino del programma spaziale russo che già si era reso evidente negli ultimi anni appare ora più evidente che mai, soprattutto a causa del finanziamento della guerra che riduce indistintamente i fondi anche per settori fondamentali. Gli altissimi debiti e i prestiti sempre più costosi frenano del tutto il tessuto imprenditoriale russo, in un effetto a catena che porta secondo Maltsev a un calo di motivazione e risultati da parte dei dipendenti. Da qui l’accorato appello, che però non può realisticamente compensare il declino dell’azienda sotto il peso di debiti e interessi.
La Russia paga la sua stessa guerra
Le sanzioni internazionali, le difficoltà di reperire materie prime e manodopera, i prezzi sempre più cari e i tagli della Federazione ruotano tutti intorno allo sforzo bellico, che giorno dopo giorno mette in ginocchio l’economia. Nonostante ciò, Putin non pare intenzionato a ridimensionare le mire sull’Ucraina, ma piuttosto sembrerebbe orientato verso la strategia opposta. Anziché mostrare apertura verso una tregua, il Cremlino investe sempre di più nella Difesa, con un obiettivo evidente: vincere il conflitto il prima possibile, raggiungendo gli obiettivi militari e fermandosi in tempo per limitare il danno alla nazione.
Finora questa linea irremovibile non si è rivelata particolarmente efficace, con una guerra durata molto più del previsto e ancora in corso, facendo aggiungere sempre nuovi nomi alle aziende in crisi. Il caso di Energia, tuttavia, è emblematico perché il suo crollo è destinato a riflettersi in modo importante nel progresso della Russia, finanche tagliandola fuori dalla Stazione spaziale internazionale. Una caduta rovinosa per il Paese, che nonostante i periodi bui ha sempre mantenuto un ruolo di rilievo nel settore spaziale.
Per quanto Roscosmos, l’agenzia spaziale federale, mantenga un’attività di alto livello - anche grazie alla collaborazione con la Nasa - la crisi dell’industria spaziale sta portando a un ridimensionamento inevitabili. Il numero di missioni viene gradualmente ridotto per far fronte alla carenza di veicoli spaziali, prodotti per lo più da Rsc Energia.
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