Pignoramento conto corrente, arriva il no per queste categorie di contribuenti

Laura Naka Antonelli

18 Giugno 2026 - 12:21

L’ordine del giorno approvato dal Parlamento vincola il governo Meloni a considerare l’opportunità di evitare il pignoramento del conto corrente per alcuni contribuenti.

Pignoramento conto corrente, arriva il no per queste categorie di contribuenti

Il Parlamento ha vincolato il governo a considerare “l’opportunità” di evitare il pignoramento del conto corrente per alcune categorie di contribuenti.

È quanto emerge da un ordine del giorno che è stato approvato nella giornata di ieri, 17 giugno 2026, dall’aula della Camera, durante la conversione del decreto-legge n. 63/2026 (Carburanti-ter).

Il Parlamento approva ordine del giorno. Arriva lo scudo di impignorabilità

A riportare la notizia è Italia Oggi, che scrive che Montecitorio ha impegnato il governo a considerare uno scudo di impignorabilità per le somme “destinate al pagamento delle relative obbligazioni”.

Lo scudo sarebbe finalizzato a garantire “la continuità dei versamenti dovuti e senza pregiudicare il rispetto dei piani di rientro in corso”.

L’obiettivo è tutelare chi “ha dimostrato correttezza e impegno nei confronti del Fisco”, come ha commentato il responsabile fisco della Lega e Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, Alberto Gusmeroli, che aveva presentato un emendamento in commissione finanze del Senato. Emendamento che poi era stato ritirato su richiesta del MEF, al fine di disporre di più tempo per valutare la proposta.

La proposta del responsabile fisco della Lega alla fine è passata, visto che l’ordine del giorno che è stato approvato ieri da Montecitorio riflette quanto da lui auspicato.

Pignoramento conto corrente, dal Parlamento l’ordine del giorno per tutelare questi contribuenti

Ma quali contribuenti, secondo l’odg, beneficerebbero dello scudo di impignorabilità?

Dal testo approvato ieri dal Parlamento emerge che a essere tutelati sarebbero i contribuenti in regola con i piani di rateizzazione e con le Rottamazioni dei carichi affidati ad ADER (Agente della Riscossione), dunque chi ha aderito a uno strumento previsto dalla legge per il versamento dilazionato dei propri debiti fiscali e chi sta rispettando puntualmente le scadenze previste.

Più in generale, chi ha avviato un percorso di regolarizzazione dei propri debiti con il Fisco.

Un eventuale pignoramento del conto corrente potrebbe infatti generare un paradosso, in quanto il contribuente che stesse versando le rate previste per regolarizzazione la propria posizione fiscale potrebbe ritrovarsi nell’impossibilità di continuare a farlo, in quanto privato della liquidità necessaria per continuare a onorare i propri debiti. In sostanz,a il recupero del credito finirebbe per ostacolare il percorso di regolarizzazione.

La parola passa ora al governo. Il commento di Gusmeroli: misura di puro buonsenso

Cosa succede a questo punto dopo l’approvazione dell’ordine del giorrno? La palla passa al governo che, se dovesse dar seguito all’indirizzo espresso dal Parlamento, potrebbe gettare le basi per una revisione del rapporto tra la riscossione coattiva e i percorsi di regolarizzazione avviati dai contribuenti nei confronti del Fisco.

La questione nasce infatti dall’esigenza di trovare un equilibrio tra due interessi: da un lato, il diritto dello Stato a recuperare i crediti tributari. Dall’altro, la necessità di non compromettere la capacità del contribuente di rispettare gli impegni che ha preso nell’ambito di una rateizzazione o di una definizione agevolata.

Così Alberto Luigi Gusmeroli (Lega):

“Sono molto soddisfatto per l’approvazione del mio ordine del giorno che impegna l’Esecutivo a valutare specifiche forme di impignorabilità delle somme depositate sui conti correnti bancari e postali dei contribuenti in regola con i piani di rateizzazione e con gli istituti di definizione agevolata dei debiti fiscali. Si tratta di una misura di puro buonsenso, a tutela di chi è già in regola e merita di essere protetto, non penalizzato”.

Il responsabile Fisco della Lega ha continuato, ribadendo la necessità di “intervenire per evitare che azioni esecutive sui conti correnti, anche quando estranee al debito in fase di rateizzazione, possano vanificare il percorso di chi ha dimostrato correttezza e impegno nei confronti del Fisco”.

Gusmeroli ha concluso affermando che, a questo punto “attendiamo che il Governo dia attuazione concreta a questo impegno nel primo provvedimento utile, perché le buone intenzioni espresse in un odg devono tradursi rapidamente in norme operative a beneficio di contribuenti e imprese”.

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