Carige: il piano industriale in 7 punti

Il piano industriale di Banca Carige è arrivato: ecco come avverrà il rilancio dell’istituto

Carige: il piano industriale in 7 punti

Il piano industriale di Banca Carige è stato finalmente pubblicato e ha confermato le anticipazioni emerse nelle ultime concitate ore di speculazioni.

La giornata di oggi, mercoledì 27 febbraio, sarà campale per le sorti dell’istituto di credito ligure che all’inizio del 2019 è stato commissariato dalla BCE.

Fabio Innocenzi, Pietro Modiano e Raffaele Lener si sono occupati della presentazione del piano industriale di Banca Carige che, se giudicato efficiente ed efficace, aprirà le porte ad una fusione con altro istituto di credito o magari con qualche fondo, come teorizzato dalle ultime indiscrezioni di stampa.

Il piano industriale di Banca Carige

Esattamente come anticipato, l’istituto procederà alla dismissione di di poco meno di 2 miliardi di crediti deteriorati, un’operazione che riuscirà a riportare l’Npe Ratio in un range compreso tra il 6 e il 7% entro la fine dell’anno corrente.

Il piano industriale di Banca Carige ha altresì aperto le porte ad un aumento di capitale da 630 milioni di euro da completare entro la prima metà del 2019.

Tra gli obiettivi dell’istituto anche un Cet1 Ratio e un Tcr al 14% entro fine anno, oltre che un Roe 2023 al 7% (previste ipotesi conservative sui capitali).

Tra i protagonisti del piano industriale di Carige sicuramente il tema della fusione. Il progetto al 2023 verrà completato in ottica stand alone ma fungerà da base per future aggregazioni.

Il piano industriale di Carige in sintesi
  1. Pulizia crediti deteriorati
  2. Aumento di capitale da 630 milioni di euro
  3. Cet1 Ratio e Tcr al 14% a fine 2019
  4. Npe Ratio compreso tra il 6 e il 7% a fine 2019
  5. Roe 2023 al 7%
  6. Piano 2023 in ottica stand alone
  7. Aggregazioni in seguito

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Il contenuto seguente è stato redatto prima della presentazione del piano e ha riguardato le attese del mercato

Le previsioni sul piano di Carige

Due saranno i pilastri dell’attesissimo piano industriale di Banca Carige: risanamento e aggregazione. Per quel che riguarda il primo punto l’istituto annuncerà probabilmente la dismissione di circa 1,8 o anche 2 miliardi di crediti deteriorati (su complessivi 3,6 miliardi).

Le operazioni, che vedono oggi in pole sia Sga che Fonspa, permetterebbero a Carige di portare l’Npe Ratio al di sotto del 10%. Resterà da capire le modalità con cui procedere alla dismissione. Una cessione diretta sarebbe certo più agevole e veloce rispetto a una cartolarizzazione.

Ma cosa accadrà una volta ripulito il bilancio di Banca Carige? Il piano industriale potrebbe anche contemplare l’idea di un aumento di capitale, un piano B cui ricorrere nel caso in cui anche dopo la pulizia si rendesse necessario un ulteriore fabbisogno.

Molto probabilmente il testo messo a punto dai commissari prevederà anche operazioni mirate alla riduzione dei costi e all’aumento delle entrate. Secondo Il Sole 24 Ore l’obiettivo verrà perseguito attraverso il taglio delle filiali periferiche e la concentrazione su quelle più centrali.

Anche il rilancio commerciale dell’istituto, che passerà attraverso una revisione del modello di business, giocherà un ruolo di rilievo nel piano industriale di Banca Carige.

Un piano funzionale all’aggregazione

L’odierno piano industriale avrà un’importanza fondamentale per il futuro di Carige. La pulizia del bilancio, il rafforzamento patrimoniale (che passerà anche per l’emissione di quei 2 miliardi di bond garantiti dallo Stato) e la rivoluzione del business serviranno a rendere l’istituto più appetibile agli occhi di ipotetici acquirenti.

Secondo le ultime indiscrezioni, nelle ultime settimane sarebbero state formulate già 5 manifestazioni di interesse che, tuttavia, potrebbero ritirarsi a fronte di un piano di rilancio poco chiaro o poco degno di fiducia.

Se tutto andrà come previsto dai commissari, e dunque se il piano industriale di Banca Carige verrà reputato funzionale prima all’aggregazione e poi al risanamento, per l’istituto di credito si aprirà finalmente una fase di rinascita.

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