Salvataggio Carige: cosa accadrà adesso?

Salvataggio Carige: cosa accadrà adesso che l’assemblea dei soci ha approvato il piano? I prossimi passi

Salvataggio Carige: cosa accadrà adesso?

Cosa accadrà dopo che il salvataggio di Carige è stato approvato dall’assemblea?

Una domanda lecita alla luce di quanto accaduto nella giornata di venerdì 20 settembre, quando i soci della ligure si sono espressi in favore del piano elaborato da Cassa Centrale Banca e Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Quanti avevano già formulato ipotesi di risoluzione e crac si sono dovuti ricredere: il salvataggio di Banca Carige è andato a buon fine, ma l’istituto dovrà continuare a lavorare alacremente nei prossimi mesi. Gli ostacoli, infatti, non sono ancora terminati.

Salvataggio Carige: cosa accadrà adesso?

900 milioni di euro: ecco quanto varrà il piano di salvataggio di Banca Carige. Esso è stato pensato come un vero e proprio progetto di risanamento fondato su due pilastri: un aumento di capitale da 700 milioni e un bond subordinato da 200 milioni.

Nonostante i timori in merito alla presenza-assenza dei Malacalza e all’opposizione di alcuni piccoli azionisti, l’intesa è stata accettata dall’assemblea dei soci, cosa che ha aperto le porte ad una nuova era per la ligure.

Cosa accadrà adesso? Innanzitutto il salvataggio di Carige dovrà passare nuovamente in BCE. Nei prossimi giorni il Fondo Interbancario invierà un’istanza alla banca centrale che dal canto suo avrà 90 giorni di tempo per concedere a FITD e CCB l’autorizzazione a salire oltre il 10%. Francoforte si è già espressa a favore del piano di salvataggio, per cui l’ok appare ormai scontato.

Una volta ottenuto il via libera della BCE Carige potrà procedere con l’aumento di capitale: l’obiettivo sarà quello di concretizzare la ricapitalizzazione entro la fine del 2019.

In questo caso, l’iperdiluizione già decisa cambierà inevitabilmente gli assetti societari. Se i Malacalza non parteciperanno alla ricapitalizzazione la loro quota scenderà dal 27,5% al 2% circa.

Più in generale, una mancata adesione darà a Cassa Centrale Banca e Fondo Interebancario l’80,7% della ligure. La partecipazione, invece, diluirà lo stesso le quote, ma in misura inferiore (i Malacalza passerebbero al 5,7%).

Tra gli ostacoli da superare dopo il salvataggio anche i cambiamenti della governance che sarà rappresentata da un comitato di 7 membri. L’assemblea per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione, ha dichiarato Il Sole 24 Ore, non sarà comunque convocata prima dell’inizio del nuovo anno.

In sintesi dopo il salvataggio Carige dovrà fare i conti con tre tappe fondamentali:

  • l’ok della BCE;
  • l’aumento di capitale;
  • la rivoluzione della governance.

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