Il piano delle banche per avere profitti record (ai danni dei risparmiatori)

Flavia Provenzani

22 Febbraio 2024 - 10:05

Le banche europee hanno registrato un profitto di oltre €100 miliardi nel 2023. E non sono pronte a rinunciare a tutti quei soldi quest’anno. Ecco il loro semplice piano per arricchirsi, ancora una volta sulle spalle dei risparmiatori.

Il piano delle banche per avere profitti record (ai danni dei risparmiatori)

Il 2023 per il comparto bancario europeo è stato un anno da record.
Le maggiori banche del vecchio Continente hanno registrato profitti per oltre 100 miliardi di euro per la prima volta nella storia, sostenute dall’incremento dei tassi di interesse.

Nel dettaglio, sommato l’utile netto delle 20 maggiori banche europee si arriva a quota 103 miliardi di euro, in rialzo del 32% rispetto ai 78 miliardi registrati l’anno precedente.
Come sottolinea Bloomberg, ben tre quarti di questi istituti di credito hanno registrato profitti mai visti prima.

Profitti delle banche sono a livelli record

L’aumento del profitto delle banche italiane ed europee ha permesso agli istituti di aumentare i dividendi, rafforzando così anche il valore delle proprie azioni. L’indice che raccoglie l’andamento in Borsa delle banche europee è salito di circa il 20% lo scorso anno.

Il boost di questo calibro sul fronte dei profitti sarà difficile da replicare anche nel 2024. A partire da quest’anno i tassi di interesse di riferimento delle banche centrali - BCE in primis - sono destinati a scendere. Tuttavia, diverse banche si dicono ottimiste: i profitti continueranno a crescere anche nell’anno in corso grazie agli aumenti delle commissioni applicate ai clienti, come riporta ancora Bloomberg.

Le banche continuano ad arricchirsi a spese del risparmiatore?

Ancora una volta, sembrerebbe, le banche vogliono continuare ad arricchirsi sulle spalle dei risparmiatori.

Proprio come accaduto con il rialzo dei tassi di interesse di riferimento della BCE, che ha portato a un conseguente aumento del costo del denaro e quindi dei tassi che il risparmiatore è chiamato a pagare per prendere dei soldi in prestito dalla propria banca.

Sebbene questa dinamica sia esattamente quella desiderata dalla Banca Centrale Europea - che aveva bisogno di raffreddare l’economia limitando l’accesso al credito, così da abbassare l’inflazione galoppante - c’è da ricordare che un aumento dei tassi avrebbe dovuto portare anche un sostanziale rialzo dei rendimenti legati alla liquidità depositata del risparmiatore, ad esempio sui conti deposito.

Esattamente come le banche non hanno esitato ad alzare i tassi di interesse sui nuovi mutui e su quelli già attivi a tasso variabile, queste sono state ben più lente e reticenti nell’alzare i tassi di interesse, quindi i rendimenti, sui prodotti di investimento in cui è il risparmiatore a “dare” i soldi alla banca.

Ed è così, con un differenziale imbarazzante tra gli alti tassi applicati sui mutui e i bassi tassi applicati sui conti deposito, che le banche hanno potuto generare profitti da record storico, sotto gli occhi di tutti.

Una volta raggiunti simili livelli, è difficile immaginare che le banche siano disposte a cedere una grande quantità di ricchezza quest’anno. Faranno di tutto - e lo stanno già facendo - per garantirsi dei grassi profitti anche nel 2024.
Il come è sintetizzabile in sole tre parole: aumento delle commissioni.

Sarà davvero così? Lo vedremo presto.