Vaccino Pfizer, scoperto un nuovo effetto collaterale: cos’è la miocardite

Mario D’Angelo - Martino Grassi

25/06/2021

07/07/2021 - 16:27

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Il vaccino Pfizer potrebbe essere responsabile di un nuovo effetto collaterale secondo vari studi. Ecco qual è e chi sono le persone più a rischio.

È stato scoperto un nuovo effetto collaterale del vaccino di Pfizer. Diversi studi stanno confermando una correlazione tra la somministrazione del vaccino a mRna e delle possibili infezioni al cuore. Le prime segnalazioni erano arrivate dal Ministero della Salute israeliano che aveva precisato di aver riscontrato questo sintomo quasi esclusivamente in giovani uomini.

Un’ulteriore conferma adesso arriva anche da uno studio condotto dei CDC statunitensi che hanno fatto emergere “una probabile associazione” tra i vaccini a mRna (Pfizer e Moderna) e miocarditi. Si tratta tuttavia di eventi estremamente rari, hanno precisato le autorità statunitensi, aggiungendo che i benefici continuano ad essere superiori ai rischi.

Vaccino Pfizer, scoperto un nuovo effetto collaterale

Il vaccino di Pfizer potrebbe causare delle miocarditi o delle pericarditi nei giovani maschi, è quanto emerso da una serie di studi condotti negli Stati Uniti e in Israele.

Al momento comunque non si tratta di un sintomo allarmante dato che i benefici continuano ad essere superiori ai rischi. La task force CDC ha precisato che “è un effetto collaterale estremamente raro e solo un numero estremamente ridotto di persone lo sperimenterà dopo la vaccinazione. Per i giovani che lo fanno è importante sottolineare che la maggior parte dei casi è lieve e gli individui guariscono spesso da soli o con un trattamento minimo”.

Cos’è la miocardite? I casi registrati dopo il vaccino a mRna

La miocardite si verifica quando un’agente infettivo colpisce, danneggiando o distruggendo, le cellule muscolari delle pareti del cuore. In molti casi la miocardite è asintomatica, in altri casi i sintomi sono simili a quelli dell’influenza. I sintomi di interesse cardiologico sono invece palpitazioni, affaticamento, dolori al petto.

Il 28 maggio scorso, l’EMA ha comunicato di aver ricevuto 107 report di miocardite, ovvero uno su 175.000 dosi somministrate. In Europa, tuttavia, sono state vaccinate pochissime persone sotto i 30 anni. L’incidenza, infatti, si alza di molto in una specifica coorte: maschi fra i 16 e i 19 anni. In quella fascia i casi di miocardite registrati in Israele sono circa 1 su 3.000.

La maggior parte dei pazienti cui è stata diagnosticata un’infiammazione al cuore dopo il vaccino Pfizer ha passato in ospedale non più di 4 giorni e il 95% dei casi è stato classificato come non grave. Negli Stati Uniti invece i casi registrarti sono stati 309, di cui 295 risultano essere già dimessi, mentre 9 continuano ad essere ricoverati (2 in terapia intensiva) mentre altre 14 non hanno avuto bisogno delle cure ospedaliere. I sintomi generalmente sono comparsi una settimana dopo la vaccinazione e soprattutto in seguito alla seconda dose.

Miocardite: quali sono i vaccinati più colpiti

Lo studio che ha rinvenuto il legame con il vaccino è stato condotto da 3 diversi team di esperti. Secondo questi ultimi, la correlazione è stata osservata soprattutto nei ragazzi dai 16 ai 19 anni, e in misura minore negli uomini fino ai 24 anni. Israele, come altri Stati che si sono distinti per la rapidità delle loro campagne vaccinali, ha vaccinato prima di tutto la popolazione anziana, ma ha cominciato a vaccinare i maggiori di 16 anni già da diversi mesi.

Il Paese, che ha già completamente vaccinato la metà della popolazione, ancora non ha somministrato alcuna dose di vaccino anti-Covid alla coorte 12-15 anni proprio perché aspettava i risultati dello studio sulla miocardite. Si ritiene, infatti, che il rischio possa aumentare nella popolazione più giovane. Per tale ragione il governo di Israele sta considerando se somministrare solo una dose ai bambini, riducendo così eventuali effetti collaterali.

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