Pfizer assicura: vaccino a dicembre

Ci sono grosse probabilità che il vaccino anti-covid targato Pfizer venga somministrato da dicembre, afferma il CEO della compagnia

Pfizer assicura: vaccino a dicembre

Pfizer assicura un vaccino per il coronavirus disponibile già da dicembre 2020. L’annuncio - che in sostanza rafforza le ipotesi dello scorso mese - è arrivato stavolta dal CEO del colosso farmaceutico, Albert Bourla.

Per quest’ultimo, con riferimento allo scenario statunitense, il vaccino anti-covid ha possibilità sempre maggiori di arrivare prima della fine dell’anno se ritenuto “sicuro ed efficace”.

La compagnia dovrebbe disporre dei dati chiave del suo studio in fase avanzata - da sottoporre alla Food and Drug Administration (FDA) - entro la fine di ottobre secondo Bourla, che ha evidenziato le ultime novità nel corso di un’intervista realizzata dalla CBS.

Se la FDA dovesse approvare il preparato - ha confermato - la società è pronta a distribuire “centinaia di migliaia di dosi”.

Pfizer assicura: vaccino a dicembre

La pandemia continua a condizionare gli assetti socio-sanitari globali, e colossi farmaceutici di tutto il mondo hanno accelerato lo sviluppo di possibili vaccini, investendo moltissimo sulla ricerca.

Pfizer ha lavorato al fianco del produttore tedesco BioNTech. A luglio, il governo degli Stati Uniti ha annunciato che avrebbe finanziato le aziende per circa 2 miliardi di dollari. L’obiettivo? Produrre e distribuire 100 milioni di dosi del vaccino qualora quest’ultimo si mostri “sicuro ed efficace”.

L’accordo è stato firmato nell’ambito della cosiddetta operazione Warp Speed, ovvero lo sforzo dell’amministrazione Trump per accelerare sviluppo e produzione di un potenziale vaccino per combattere il coronavirus.

Bourla ha riferito che Pfizer ha già investito 1,5 miliardi di dollari per lo sviluppo del potenziale vaccino. Ha anche aggiunto che se non dovesse rivelarsi efficace dopo simili spese per realizzarlo, per la compagnia sarebbe un colpo “molto doloroso”:

“In fin dei conti però sono solo soldi. Non è qualcosa che farà crollare la nostra azienda, anche se c’è da ammettere che sarà molto doloroso per noi”.

Il vaccino sperimentale di Pfizer contiene materiale genetico detto «RNA messaggero», o mRNA, che gli scienziati sperano stimoli il sistema immunitario a combattere il virus.

FDA subisce la pressione di Trump

Pfizer è una delle tre società attualmente alle fasi avanzate di test per un vaccino anti-covid negli USA. Le altre due sono Moderna e AstraZeneca; quest’ultima ha annunciato solo sabato che riprenderà i test dopo averli temporaneamente sospesi per motivi di sicurezza, visti i sintomi anomali di un paziente.

Pfizer ha di recente presentato una proposta alla FDA per estendere l’analisi laboratoriale in corso, così da includere fino a 44.000 partecipanti, un aumento significativo rispetto al precedente obiettivo di 30.000.

Sviluppi che arrivano mentre esperti di settore e scienziati di tutto il mondo mettono in evidenza il timore che il presidente Donald Trump eserciti pressioni sulla FDA, per l’approvazione di un vaccino prima delle adeguate fasi di test.

Il tutto per cercare di cavalcare la cosa a scopi elettorali, e porsi come il Presidente che ha condotto gli Stati Uniti nel vincente percorso alla scoperta di un vaccino contro il coronavirus.

Va anche precisato che lo scorso 8 settembre nove società farmaceutiche, tra cui proprio Pfizer, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui sottolineavano il loro impegno a dare sempre la priorità alla sicurezza e a “sostenere l’integrità del processo scientifico” nello sforzo per sviluppare un vaccino contro il coronavirus.

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