Il petrolio in rialzo attende l’OPEC+ e il vaccino

Il prezzo del petrolio fiuta un sentiment positivo e segna un rialzo nelle quotazioni di oggi, martedì 17 novembre. Focus su OPEC+ e sul vaccino

Il petrolio in rialzo attende l'OPEC+ e il vaccino

Prezzo del petrolio in primo piano nella giornata di oggi, martedì 17 novembre.

Le quotazioni del greggio sono aumentate spinte dalle aspettative che l’OPEC e i suoi alleati estenderanno i tagli alla produzione di petrolio per almeno tre mesi.

Il sentimenti positivo, inoltre, è stato rafforzato dalla notizia dei promettenti risultati del vaccino Moderna.

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Non c’è dubbio che il vaccino resta un driver cruciale per il mercato petrolifero. Ne sono convinti gli analisti, che alla luce delle novità annunciate da Moderna ieri, 16 novembre, hanno sottolineato che l’effetto sul petrolio e sulle attività del settore è stato significativo.

Stephen Innes, chief global markets strategist presso Axi, ha evidenziato che:

“Se analizziamo la ripresa economica, in particolare attraverso la lente dei mercati petroliferi ... con più vaccini ad alta efficacia in cantiere, ci sono buone probabilità che la mobilità torni vicino ai livelli pre-pandemici nel 2021”

In mattinata, quindi, le quotazioni dell’oro nero hanno registrato importanti rialzi, scambiando a più di 40 dollari al barile. Nello specifico, i future sul greggio Brent sono aumentati di 18 centesimi, o dello 0,4%, a 44,00 dollari al barile e il greggio WTI ha aggiunto 8 centesimi, o lo 0,2%, a 41,42 dollari al barile (rilevazioni delle 8.30 circa).

Al momento in cui si scrive, il prezzo del petrolio è in leggera flessione, con la quotazione Brent a 43,77 dollari al barile e la quotazione WTI a 41,25.

Il sentiment, comunque, resta positivo anche in previsione dell’incontro odierno del Comitato di Monitoraggio OPEC + (alleati OPEC + Russia). Sono attese raccomandazioni affinché si blocchi il piano di allentamento dei limiti alla produzione che dovrebbe essere deciso nell’incontro del 30 novembre-1 dicembre.

Il gruppo sarebbe propenso a posticipare l’aumento di estrazione previsto a gennaio e tardarlo di almeno tre mesi. Nel dettaglio, il programma prevedeva di passare da -7,7 milioni di barili al giorno a -5,7 milioni di barili all’inizio del 2021, facendo incrementare la produzione a un livello del 2% del consumo.

L’obiettivo di mantenere i tagli alla produzione è sostenere i prezzi del petrolio in un momento in cui la pandemia è ancora in corsa e le misure restrittive in vigore.

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