Nel corso del 2024 Vladimir Putin e Xi Jinping hanno in programma diversi incontri, a conferma di come Russia e Cina intendano rafforzare ulteriormente la loro partnership senza limiti siglata nel 2022, poco prima dell’inizio dell’offensiva russa in Ucraina.
L’appuntamento più caldo dovrebbe coincidere con una visita di Putin oltre la Muraglia, al quale potrebbero seguirne tanti altri. Quanti non è dato sapere, ma l’ambasciatore cinese nella Federazione Russa, Zhang Hanhui, ha spiegato che le parti si stanno preparando per organizzare “diversi incontri” tra i due leader.“ La visita di Putin in Cina quest’anno sarà sicuramente un successo. La Cina attende con ansia il suo arrivo”, ha dichiarato l’alto diplomatico riferendosi alla 19esima visita del capo del Cremlino nel territorio cinese da quando è diventato presidente nel 2000. Il prossimo ottobre, inoltre, la Russia dovrebbe ospitare il vertice Brics del 2024 a Kazan, in un’altra occasione diplomatica che Mosca cercherà di sfruttare al meglio giocando di sponda con Pechino.
Nel recente passato, invece, nel marzo dello scorso anno Xi è volato nella capitale russa per una visita di stato, mentre a ottobre Putin ha ricambiato il gesto di Xi partecipando al vertice della Belt and Road tenutosi in Cina. Il vertice in questione, tra l’altro, è coinciso con il secondo viaggio all’estero del presidente russo da quando la Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto contro la sua persona, a marzo, con l’accusa di deportazione illegale di bambini ucraini.
Il rafforzamento dell’asse Mosca-Pechino
Xi e Putin si sono anche più volte trattenuti in lunghi colloqui telefonici. Il più fresco è andato in scena in occasione del Capodanno cinese, e in quel caso i due leader si sono impegnati a mantenere una stretta comunicazione e a unire gli sforzi per creare un «ordine mondiale multipolare e più giusto».
Nella sua recente intervista con Tucker Carlson , Putin ha inoltre affermato che Russia e Cina hanno un fatturato commerciale equilibrato e che i due Paesi si aiutano a vicenda in settori quali l’alta tecnologia, l’energia e la scienza. Hanno inoltre rafforzato le loro relazioni economiche, così come la cooperazione in settori quali l’esercito, l’intelligenza artificiale e lo spazio.
Numeri alla mano, nel 2023 il commercio totale della Cina con la Russia ha raggiunto un nuovo record di 240 miliardi di dollari, in crescita del +26% rispetto all’anno precedente, rendendo la Federazione Russa il sesto partner commerciale della Repubblica Popolare Cinese, dopo Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Hong Kong e Taiwan. Sul fronte opposto, la Cina è il principale partner commerciale della Russia dal 2010. Per la cronaca, il 90% delle transazioni effettuate tra i due Paesi lo scorso anno era denominato in rubli o yuan.
La tendenza appena descritta è funzionale ad entrambe le nazioni. Se, da un lato, il Cremlino necessitava di un partner sul quale puntare per sostituire i mercati europei, dall’altro il Dragone aveva bisogno di una sorta di «scudiero» con il quale rivendicare, in campo internazionale, l’esigenza di modificare l’attuale ordine globale (considerato sia da Mosca che da Pechino eccessivamente a “a trazione occidentale”). In aggiunta a questo, la Cina è un gigante affamato di energia e la Russia un colosso ricco di gas e petrolio. Ecco, dunque, il connubio perfetto sino-russo (al netto di zone grigie e contraddizioni).
Le mosse di Xi e Putin
Xi ha salutato la sua stretta relazione con Putin facendo presente, a ottobre, di aver incontrato il suo omologo russo 42 volte negli ultimi dieci anni. In ogni caso, la crescente dipendenza della Russia dalla Cina ha consolidato lo status di junior partner di Mosca nelle relazioni con Pechino, per un futuro tutto da delineare.
Russia e Cina devono ancora concordare di iniziare la costruzione del gasdotto Power of Siberia 2 a lungo ritardato, ovvero l’infrastruttura strategica che mira a sostituire le entrate prodotte dalla Russia dalle esportazioni di gas precedentemente dirette in Europa prima della guerra in Ucraina. La Cina ha intanto intensificato le esportazioni verso la Russia, inviando a Mosca di tutto: dai veicoli ai macchine utensili, dagli smartphone ai prodotti d’uso quotidiano.
In campo geopolitico Putin ha appoggiato la posizione della Cina su Taiwan e ha iniziato a muovere aerei e navi da guerra nello scacchiere dell’Indo-Pacifico, quasi a voler offrire un assist a Xi.