Quasi tutti i mercati azionari sono sui loro massimi storici, o comunque li hanno toccati nelle ultime dieci sedute. Non fa eccezione Piazza Affari che svetta su livelli del 2008, ma è ancora ben al di sotto dei livelli del 2000. A qualcuno era sfuggito questo particolare non del tutto trascurabile? Milano ha impiegato ben 16 anni per riprendere i precedenti valori del 2008, ma mancano ancora 15.112 punti per tornare ai livelli dove eravamo nel 2000. Mica poco!
Nell’euforia generale spesso ci si dimentica degli underwater period, quanto cioè può essere lungo il periodo in cui si può stare “a bagno” se si utilizzano singoli indici o singoli titoli, fuori dalla logica di Portafoglio.
Guardate l’Oro come luccica, intorno ai 2160 punti. Ma quanti sanno che l’underwater period del metallo giallo più lungo è stato di 27 anni, da gennaio 1980 a giugno 2007? Ma investire in Oro a gennaio 1980 ha significato davvero dover attendere 27 anni per rivedere i propri soldi, tra l’altro in valore nominale?
Andamento Oro
Fonte: Barchart
Dipende perché, se si è investiti tramite un Portafoglio diversificato, i singoli indici anche nelle loro più o meno lunghe fasi negative, possono creare valore in termini di riduzione del rischio dell’intero Sistema, e questo si traduce in un risultato migliore di ogni singolo strumento ed asset utilizzato, se valutato nel periodo dell’investimento che si è misurato e stabilito. È questa la differenza tra acquistare, magari inseguendo il rendimento, singoli titoli e, invece, dotarsi di un Portafoglio robusto e ben diversificato.
Oggi inoltre finalmente troviamo (dopo il rally dell’ultimo trimestre del 2023) anche i mercati obbligazionari con rendimenti in discesa ed in fase di ipercomprato e, se vogliamo spaziare, anche Il bitcoin è salito a prezzi record. Non che mi interessi, l’ho studiato e nonostante tutto non ne ho compreso il senso, ma è per dare un quadro di insieme.
Ovvio quindi che nessuno oggi voglia vedere le nubi che si addensano su alcuni temi più o meno rilevanti come, solo 12 mesi fa, il rischio ed il salvataggio di una Banca Regionale Americana (BANCORP) che, in una sola seduta, ha perso il 40% del sul valore e, come un anno fa, ha trovato nel segretario de Tesoro americano un valido alleato, visto che ha immediatamente raccolto fondi esteri per oltre 1 mld e scongiurato il fallimento.
Sembrerebbe non si sia più liberi di fallire, e non dipende dalle dimensioni delle Banche, se ci ricordiamo la vicenda del Credit Suisse, non proprio una banchetta di campagna. E si parla ancora del mitologico Bail In, mai applicato in nessuna parte del Mondo.
In settimana sia la FED con Powell che la BCE con Lagarde hanno lasciato i tassi invariati e, sebbene l’inflazione e anche la crescita siano riviste al ribasso, in particolare in Europa, non si è ritenuto di dover intervenire sulla Politica monetaria, dove i tassi attuali sono visti come adeguati agli obiettivi del raggiungimento dell’obiettivo di inflazione.
La notizia era ormai attesa da tempo, e la risposta dei mercati nel giorno della BCE (giovedì 7) vede invece il decennale italiano finalmente tornare a valori inferiori al 3,6 con un calo del 2,40% ed il Treasury attestarsi intorno al 4%. Ed i mercati azionari sono lì a limare i nuovi massimi. A cosa è dovuta questa risposta che sembrerebbe ingiustificata? Semplicemente al fatto che l’inflazione è comunque in diminuzione rispetto a quanto osservato in gennaio, principalmente a causa di un contributo inferiore dei prezzi dell’energia, e le Banche Centrali sembra stiano trovando effettivamente un valido equilibrio tra Crescita ed Inflazione.
Tutto bene quindi, nonostante i livelli attuali degli indici? Ma se è vero tutto questo, come mai l’Oro continua a macinare nuovi record e si trova sui suoi massimi storici?
Come ricorda Lorenzo Ippoliti, esperto in ricerca dei mercati finanziari, l’Oro è visto come un safe heaven che si muove in modo inverso agli asset rischiosi, ma la correlazione oggi è evidentemente diversa.
L’Oro si può inserire in molti Portafogli proprio per la sua funzione di bene rifugio e, quando tutto va male, quella percentuale generalmente tra il 7% ed il 10% può svolgere la sua funzione di protezione.
Ma notate il grafico qui sotto, con la correlazione evidentemente positiva tra Gold e S&P 500, presa dai minimi di periodo di ottobre 2023 ad oggi:
Oro vs S&P 500
Fonte: Barchart
A cosa può essere dovuto questo andamento, che a molti sembrerà anomalo? Come ci ricorda il già citato autore, da un lato ci sono gli acquisti da parte delle banche centrali, ma poi anche da chi teme un debasement del sistema finanziario, cioè il rischio di riduzione del valore della moneta, a causa di gigantesche politiche fiscali espansive finanziate a debito, principalmente a causa dell’incremento delle spese militari. Tipico dei periodi di Guerra, purtroppo.
In parallelo, notiamo poi da molti mesi ingenti acquisti di oro da parte delle banche centrali non occidentali, come la Cina, che in questo modo diversificano le loro riserve.
Ci sarebbe da dire che le correlazioni non sono più quelle di una volta. E se questo è vero in generale poiché cambiano nel tempo o, come si dice non sono stabili, probabilmente tra Equity, Bond e Gold la correlazione continuerà ad essere positiva almeno sino a quando non si troverà un nuovo equilibrio, che potrebbe essere il raggiungimento degli obiettivi di inflazione pur in assenza di una recessione seppur soft.
Cosa impariamo noi da tutto questo? Poiché nessuno può prevedere il futuro, incerto per definizione, un Portafoglio Diversificato tende a proteggere il nostro Patrimonio investito, sebbene non sempre funzioni su tutti gli Asset, come accaduto nel 2022 in una fase negativa ma come sta avvenendo anche ora, in un periodo positivo per tutti gli Asset.
Ad inizio novembre, avevo scritto (avevamo avuto appena due giornate di borsa positiva) che sarà il mercato dei Bond a guidare l’equity e poi, se lo ricordate, avevo scritto in conclusione: Non chiamatelo rimbalzo. Ed in effetti ho avuto ragione.
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