Perché la Sirenetta di Copenaghen è razzista?

La statua della Sirenetta di Copenaghen è stata vandalizzata e incriminata di essere un “pesce razzista”, ma quali sono le motivazioni di queste accuse?

Perché la Sirenetta di Copenaghen è razzista?

Perché la statua della Sirenetta è razzista? L’iconico simbolo della città di Copenaghen è stato vandalizzato con una scritta che l’accusa di essere un “racist fish” ossia un pesce razzista. Per il momento l’atto vandalico non è ancora stato rivendicato da nessuno, ma sono finiti sotto i riflettori gli esponenti del movimento BlackLivesMatter, che dopo la morte di George Floyd, hanno iniziato a manifestare in tutto il mondo per difendere i diritti delle persone di colore.

Il sospetto nei confronti del movimento nasce in relazione al fatto che già nelle scorse settimane diverse statue erano state prese di mira dai vari manifestati, i quali le avevano sfregiate o imbrattate con la vernice, sollevando l’indignazione dell’opinione pubblica. Ma perché anche la Sirenetta?

Vandalizzata la statua della Sirenetta perché razzista

Sulla vicenda si è espressa anche Ane Grum-Schwenses, una delle principali esperte dell’opera di Andersen, la quale avrebbe spiegato nel corso di un’intervista per la TV danese che l’opera non contiene alcuna allusione razzista.

I motivi dell’accusa, sarebbero infatti da ritrovarsi nella trasposizione cinematografica dell’opera di Andersen, nello specifico potrebbero essere due le vicende che avrebbero reso la Sirenetta un “pesce razzista”.

La prima, quella più accreditata, si riferisce al cartone animato della Disney del 1989. Secondo alcuni questa pellicola conterrebbe una scena razzista: durante la celebre canzone “in fondo al mar” moltissimi pesci prendono parte al coro, e uno di questi, di colore nero, sembrerebbe assomigliare all’immagine stereotipata degli afroamericani, rappresentato con delle grossa labbra carnose.

Un altro possibile motivo delle accuse di razzismo potrebbe esser ritrovato nella polemica sorta nel 2018 quando fu annunciato il remake live action del cartone animato, dove, per il ruolo della protagonista, fu scelta Halle Bailey, un’attrice afroamericana. In pochissimo tempo sui social divennero virali gli hashtag #NotMyAriel e #NotMyMermaid in segno di protesta per la scelta fatto. Fu addirittura lanciata una petizione con cui si chiedeva “giustizia per la Sirenetta e i nostri ricordi d’infanzia”. Sulla vicenda arrivò a esprimersi anche la Disney che rilascio un’iconica e ironica dichiarazione con cui difendeva la sua scelta e si schierava contro il razzismo:

“Sì, l’autore originale de La Sirenetta era danese. Ariel è una sirena, vive in un regno sottomarino in acque internazionali e può persino nuotare fin dove le pare (anche se questo spesso sconvolge il re Tritone). Ma per rimanere sull’argomento, diciamo che Ariel è danese, le sirene danesi possono essere nere perché il popolo danese può essere nero”.

Altri atti vandalici nei confronti della statua della Sirenetta

Non è la prima volta che la statua della Sirenetta viene presa di mira; nel corso degli anni infatti il simbolo di bronzo di Copenaghen è stato più volte deturpato, l’opera è stata sporcata più volte e pure danneggiata, staccandole un braccio e rubandone la testa.

Durante lo scorso gennaio, un gruppo di attivisti aveva apposto sulla base di pietra della statua la scritta “Free Hong Kong” riferendosi alle azioni di protesta contro Pechino e a favore della democrazia.

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