Perché navi russe puntano verso la Sicilia

Alessandro Nuzzo

16/05/2022

17/05/2022 - 12:22

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Una nave spia russa è stata fotografata al largo delle coste siciliane, altre viaggiano nello Ionio. Cosa sta succedendo?

Perché navi russe puntano verso la Sicilia

Il conflitto in Ucraina ma anche la sfida della Russia al fronte occidentale non si sta combattendo soltanto nel Paese dell’Est. La Russia da mesi sta cercando di portare avanti una strategia del terrore fatta di minacce di ripercussioni per tutti quegli Stati che osano agire contro la sicurezza del Paese.

E il Paese guidato da Vladimir Putin sta mostrando i muscoli nei confronti dei Paesi Nato anche in altro modo: intensificando la presenza nel Mediterraneo con proprie navi allo scopo di mettere pressione e intimidire l’alleanza atlantica.

Per questo motivo nelle ultime ore i satelliti hanno individuato una nave spia russa nei pressi della Sicilia. Altre navi e sottomarini viaggiano in direzione del Mar Ionio. Una presenza intensificata per qualcosa che sta accadendo in questi giorni in Sardegna.

Nave spia russa fotografata davanti la Sicilia

Il sito CovertShores, come riportato da Repubblica, ha pubblicato alcuni scatti che proverebbero la presenza di una nave russa al largo delle coste siciliane a nord della Tunisia. Si tratta della “Vasiliy Tatishchev”, nome in codice Nato “Meridian”. Dallo scatto si vede molto vicino alla petroliera amica “Vyazma”, mentre si portano avanti le operazioni di rifornimento.

Lunga 95 metri con un dislocamento di circa 3.500 tonnellate, la Meridian ospita 146 persone a bordo, quasi tutti agenti dei servizi segreti. La nave spia monta delle antenne coperte da due grandi bolle con a protezione 2 cannoni rotanti e 2 lanciatori di missili contraerei.

Perché navi russe puntano verso la Sicilia

Dallo storico risulta che la Meridian sia entrata nel Mediterraneo almeno 4 mesi fa, il 20 gennaio scorso con un compito ben preciso: sorvegliare gli alleati.

Gli specialisti a bordo hanno il compito di analizzare i segnali e i sistemi radio avversari per decifrarne informazioni e frequenze. Una sorta di guerra elettronica portata avanti da Putin che vuole mettere pressione ai membri Nato, che si stanno in questi giorni esercitando in Sardegna. Per questo la Russia ha intensificato la propria presenza nel Mediterraneo mostrando la sua controffensiva.

La missione Nato che si sta svolgendo in Sardegna

Dal 16 al 27 maggio le coste della Sardegna sono off-limits per l’esercitazione militare denominata «mare aperto 2022» che comprende la presenza di 4.000 tra donne e uomini di 7 paesi Nato e 65 mezzi tra navi, sommergibili, velivoli ed elicotteri.

Si tratta del maggior evento addestrativo della Marina Militare. Per l’Italia prenderanno parte diversi velivoli, tra cui caccia Eurofighter, F35B STOVL che opereranno da Nave portaerei Cavour, assetti di comando e controllo CAEW G550 e per il rifornimento in volo KC-767A.

Per questa esercitazione diverse zone costiere della Sardegna sono interdette al transito, sosta e navigazione fino al 27 maggio. Lo scenario sarebbe quello di una guerra simulata in mare che oltre alle coste della Sardegna vedrà il dislocamento di qualche nave anche nel Tirreno, Adriatico e coste di Sicilia.

Qui si spiega la presenza della nave spia russa Meridian nel Mediterraneo. Una sorta di intimidazione e tentativo di carpire informazioni riservate dagli alleati Nato. Ma la Meridian non è l’unico mezzo militare presente tra Mediterraneo e Ionio.

Le altre navi russe presenti nel Mediterraneo

Altre imbarcazioni russe in questi giorni sono salpate dalla Siria per addentrarsi nel Mediterraneo. Parliamo dell’incrociatore “Maresciallo Ustinov” gemella del Moskva affondato dagli ucraini che sarebbe stato visto al largo di Creta. Con molta probabilità la nave è seguita da una fregata come la “Ammiraglio Kasatonov” o da un caccia “Ammiraglio Trubuts” dotata di armi antiaerei.

Ma nel Mediterraneo a pattugliare la zona ci sarebbero anche la fregata “Ammiraglio Grigorovich” vista nel mar Egeo per controllare il Bosforo. E poi i due sottomarini d’attacco Kilo e un sottomarino nucleare russo, la cui presenza era stata avvistata un mese fa sempre al largo della Sicilia salvo poi far perdere le tracce.

Si tratta di mezzi capaci di restare per mesi sommersi sfuggendo ai controlli dei satelliti e degli altri sottomarini Nato che controllano i fondali.

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