Perché le borse crescono nonostante le nuove prospettive sui tassi

Tommaso Scarpellini

14 Marzo 2024 - 16:04

Con la pubblicazione del CPI statunitense, i mercati hanno mostrato un comportamento insolito. Cosa potrebbe rappresentare l’aumento dell’inflazione USA per le borse globali?

Perché le borse crescono nonostante le nuove prospettive sui tassi

A seguito della condivisione dei dati sul CPI USA, il mercato ha reagito in maniera quasi «scontata», mentre gli operatori danno quasi per scontato un’innalzamento dei tassi nella prossima riunione del FOMC, come dimostrato dal Fed Watch Tool del CME. Successivamente, il mercato è tornato in modalità risk-on, con gli indici delle borse globali di nuovo in aumento, creando molta indecisione fra gli operatori.

Cosa significa per le borse globali un tasso di inflazione USA di nuovo in aumento?

Inflazione USA in rialzo? Ecco cosa significa per le borse

A febbraio, il dato sull’inflazione USA è salito al 3,2%, superando le attese degli analisti impostate al 3,1%. Allo stesso tempo, questo valore è più alto rispetto al dato di gennaio, che si attestava al 3,1%. Anche la versione core dell’indice è aumentata in maniera superiore rispetto alle aspettative, posizionandosi al 3,8%, superiore dello 0,1% rispetto al 3,7% previsto dagli analisti.

Il Fed Watch Tool del CME ha subito una forte variazione rispetto ai valori di solo una settimana fa. Mancano meno di 6 giorni al prossimo meeting del FOMC, e gli operatori si aspettano con una probabilità del 99%, vicina alla certezza, un aumento del livello dei tassi, per la precisione 525-550 (Current). Questo valore è più alto rispetto a quello di solo una settimana fa, pari al 96,0%, e decisamente più alto di quello di un mese fa, pari al 92%. Il mercato si sta lentamente uniformando con una probabile certezza verso una prosecuzione dei tassi alti, confermando la visione di Powell proposta a metà del 2023; «higher for longer».

Cosa è accaduto sui mercati?

Gli indici azionari, dopo il dato sul CPI, hanno aperto in ribasso e anche i futures sulle materie prime, con l’oro in testa, hanno registrato una performance negativa. Ciò ha provocato una contrazione anche nei prezzi degli asset speculativi, inclusi il BTC e il mondo delle criptovalute.

Tuttavia, questa prima reazione è risultata discordante rispetto a quella delle ore successive, se non diametralmente opposta a quella della sessione di borsa del giorno dopo. L’indice S&P500 ha registrato inizialmente una contrazione, per poi recuperare subito terreno per consolidare il proprio andamento nella sessione del 13 marzo.

S&P500, 1H S&P500, 1H Grafico a candele orarie dell'indice S&P500. Fonte: baha.com

Sul mercato valutario, si è confermata sostanzialmente l’analisi intermarket appena proposta: il DXY, dopo un primo aumento rialzista, è rapidamente tornato a registrare nuovi ribassi, in netto contrasto con quanto ci si sarebbe aspettati dopo il superamento delle aspettative del mercato riguardo al tasso d’inflazione. Pertanto, il cambio EUR/USD sembra ancora ben ancorato al rialzo.