Perché non possiamo lasciar fallire le banche

Giancarlo Marcotti

16 Marzo 2023 - 20:58

Le Banche non sono imprese come le altre, dato che svolgono compiti essenziali per il funzionamento di tutto il sistema dei pagamenti.

Perché non possiamo lasciar fallire le banche

Sappiamo tutti che le Banche, in genere, non godono di buona fama, tuttavia ciò, in parte, è dovuto anche al fatto che la maggior parte della popolazione non conosce quali compiti, estremamente delicati, sono chiamate ad implementare.

Le Banche svolgono davvero funzioni estremamente complesse e variegate, ma per la gente comune invece si limitano solo a raccogliere depositi, che ormai da tempo non remunerano, mentre richiedono alti tassi di interesse sui crediti che erogano.

Tuttavia la famosa intermediazione del credito è solo un aspetto del lavoro svolto dalle Banche le quali hanno, in particolare, due compiti fondamentali per il corretto funzionamento dell’intero sistema economico: a loro sono demandate l’emissione monetaria e il regolamento dei pagamenti.

Molti non sanno infatti che tutta la moneta in circolazione è di origine bancaria.

In particolare sono le banche secondarie, quelle che noi tutti conosciamo, e presso le quali intratteniamo rapporti, ad emettere moneta, mentre la Banca Centrale ha come compito principale quello di omogeneizzare le diverse monete emesse dalle Banche secondarie, creando in tal modo un sistema monetario nazionale.

Non meno importante, fra i compiti del sistema bancario, è quello che riguarda il regolamento dei pagamenti.

Dato che ad aver valore sono i beni (fisici o immateriali), in mancanza di un sistema di regolamento dei pagamenti che funzioni perfettamente e quindi attribuisca valore alla moneta una volta emessa, nessuno si priverebbe di un bene fisico se non in cambio di un altro bene fisico.

In pratica noi ci priviamo di un bene in cambio di moneta, poiché è la Banca a garantirci che con quella stessa moneta noi saremo in grado di acquisire altri beni. (Naturalmente privarsi di un bene è equivalente a prestare il proprio lavoro).

Quindi capirete bene che se venisse a mancare anche in una sola Banca quella funzione di regolamento dei pagamenti, si incepperebbe tutto il sistema.

Ossia le banche, fra di loro, non si fiderebbero più nello scambiarsi moneta e tutto il sistema andrebbe in tilt.

Per questo se una Banca dovesse fallire ovviamente gli azionisti si vedrebbero azzerare o comunque decurtare il loro investimento, e così gli obbligazionisti, non così i correntisti che, a rigor di logica, non sono investitori come gli azionisti e gli obbligazionisti, ma sono semplicemente dei depositanti.

Tuttavia sappiamo che, con le regole del bail-in, i depositi sui conti correnti sono assicurati, ma solo fino ad un certo importo.

Ma l’aspetto principale non è questo, nell’ipotesi di un fallimento bancario ciò che non può interrompersi, se non per un tempo limitatissimo, è proprio la funzione di regolamento dei pagamenti che la Banca svolge.

E l’unico modo per evitare appunto che si verifichi questo corto circuito che manderebbe in tilt tutto il sistema, è che alla Banca “fallita” subentri un’altra Banca.

Così, di fatto, il fallimento di una Banca si tramuta in una incorporazione, anche se al prezzo simbolico di un euro.

Ebbene, se la Banca che fallisce è una piccola Banca, normalmente non ci saranno problemi, si troverà sempre una Banca più grande che la incorpori e quindi ne rilevi le funzioni principali …

Ma se a fallire è una Banca che, giustamente, gli anglosassoni definiscono … too big to fail … ossia troppo grande per fallire … cosa succede?

Questo è il problema nato durante la famosa crisi del 2008.

Dopo il fallimento di Lehman Brothers il sistema bancario americano è stato ad un passo dall’implosione, soltanto un intervento pubblico, un colossale intervento pubblico salvò l’intero sistema bancario statunitense.

E così oggi la cosa si è ripetuta in Svizzera.

Credit Suisse è troppo grande per fallire, ed il Governo Svizzero, e la Banca Nazionale Svizzera, lo sanno bene.