Perché le aziende ignorate dai media stanno vincendo sul FTSE 100?

Redazione Money Premium

12 Aprile 2026 - 09:14

Le imprese solide, costanti e prive di scossoni tendono a rimanere fuori dal ciclo delle notizie.

Perché le aziende ignorate dai media stanno vincendo sul FTSE 100?

Nel panorama dei mercati finanziari, dove l’attenzione mediatica sembra spesso coincidere con il successo, emerge una dinamica controintuitiva: i titoli più “noiosi” continuano a battere quelli più chiacchierati. È quanto suggerisce l’andamento dell’indice XFT, un paniere costruito selezionando le società del FTSE 100 meno citate nei titoli o nei paragrafi iniziali degli articoli finanziari. In altre parole, aziende che sfuggono ai riflettori ma non necessariamente ai risultati.

Il principio alla base è semplice ma potente: nei media finanziari vale spesso la logica del “bad news is good news” per i giornalisti. Le aziende che fanno notizia sono spesso quelle coinvolte in crisi, scandali o risultati deludenti. Al contrario, le imprese solide, costanti e prive di scossoni tendono a rimanere fuori dal ciclo delle notizie. Eppure, proprio queste realtà meno visibili stanno dimostrando una capacità sorprendente di generare rendimenti superiori.

L’indice XFT ha infatti sovraperformato il FTSE 100 su diversi orizzonti temporali, inclusi uno, tre e cinque anni, sia considerando il rendimento totale sia, in alcuni casi, escludendo i dividendi. Questo risultato mette in discussione l’idea diffusa che per ottenere performance elevate sia necessario puntare su titoli ad alta crescita o fortemente esposti mediaticamente.
Un elemento interessante è che molti dei migliori performer dell’indice non sono aziende tipicamente britanniche, pur essendo quotate a Londra. È il caso di Fresnillo, gruppo minerario con attività in Messico che ha beneficiato del rialzo dei prezzi di oro e argento; di Lion Finance, precedentemente noto come Bank of Georgia, ben posizionato in un’economia emergente; e di Airtel Africa, attiva nel settore delle telecomunicazioni in diversi paesi africani. La loro presenza evidenzia il ruolo della Borsa di Londra come hub globale per società con prospettive di crescita internazionale.

Ciò non significa, tuttavia, che tutti i titoli “noiosi” siano automaticamente vincenti. Alcuni possono deludere, come dimostra il caso di Bunzl, storicamente considerata una società stabile e poco entusiasmante, ma recentemente penalizzata da un profit warning e dalla sospensione del riacquisto di azioni. Anche i titoli più prevedibili, quindi, non sono immuni da rischi.
Un aspetto cruciale da considerare è il cosiddetto “bias di sopravvivenza”. L’indice XFT seleziona le aziende che non hanno fatto notizia nell’ultimo anno, ma questo non garantisce che continueranno a evitare problemi in futuro. Anzi, la composizione dell’indice cambia significativamente nel tempo: circa metà delle società presenti nella versione più recente non compariva in quella precedente. Questo ricambio dimostra quanto sia dinamico anche l’universo dei titoli apparentemente più stabili.

Un esempio emblematico di questa evoluzione è RELX, un tempo considerata una società tranquilla e poco interessante, oggi al centro dell’attenzione per il suo coinvolgimento nelle tecnologie legate all’intelligenza artificiale. La sua uscita dall’indice sottolinea come la visibilità mediatica possa cambiare rapidamente, trasformando un titolo “noioso” in uno dei più seguiti.
L’esperienza dell’indice XFT suggerisce che l’assenza di rumore mediatico può essere un segnale positivo, più che una mancanza di opportunità. Per gli investitori, potrebbe essere utile guardare oltre i titoli più discussi e considerare quelle aziende che, pur operando lontano dai riflettori, continuano a costruire valore nel tempo. In un mercato sempre più influenzato dalle narrazioni, il vero vantaggio competitivo potrebbe risiedere proprio nella capacità di ignorarle.