Le imprese solide, costanti e prive di scossoni tendono a rimanere fuori dal ciclo delle notizie.
Nel panorama dei mercati finanziari, dove l’attenzione mediatica sembra spesso coincidere con il successo, emerge una dinamica controintuitiva: i titoli più “noiosi” continuano a battere quelli più chiacchierati. È quanto suggerisce l’andamento dell’indice XFT, un paniere costruito selezionando le società del FTSE 100 meno citate nei titoli o nei paragrafi iniziali degli articoli finanziari. In altre parole, aziende che sfuggono ai riflettori ma non necessariamente ai risultati.
Il principio alla base è semplice ma potente: nei media finanziari vale spesso la logica del “bad news is good news” per i giornalisti. Le aziende che fanno notizia sono spesso quelle coinvolte in crisi, scandali o risultati deludenti. Al contrario, le imprese solide, costanti e prive di scossoni tendono a rimanere fuori dal ciclo delle notizie. Eppure, proprio queste realtà meno visibili stanno dimostrando una capacità sorprendente di generare rendimenti superiori.
L’indice XFT ha infatti sovraperformato il FTSE 100 su diversi orizzonti temporali, inclusi uno, tre e cinque anni, sia considerando il rendimento totale sia, in alcuni casi, escludendo i dividendi. Questo risultato mette in discussione l’idea diffusa che per ottenere performance elevate sia necessario puntare su titoli ad alta crescita o fortemente esposti mediaticamente.
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